Roma, 14 settembre 2002

Ora che ci siamo ritrovati non perdiamoci di vista

Il testo del discorso di Nani Moretti in piazza San Giovanni

nanni  moretti, La Repubblica

"Ora che ci siamo ritrovati non perdiamoci di vista" ROMA - "Ora che ci siamo ritrovati rimaniamo in contatto. Non perdiamoci di vista". Così ha scelto di cominciare il suo lungo discorso dal palco di piazza San Giovanni Nanni Moretti.

"Noi cittadini possiamo fare politica e possiamo farla con piacere ognuno con le proprie idee ma rimanendo uniti". Poi sottolinea la continuità della manifestazione di oggi con il girotondo del 31 luglio difronte a Palazzo Madama e un collegamento nato in quei giorni e cresciuto in questi mesi con la classe politica di centrosinistra. Ma aggiunge: "Continueremo a delegare ai partiti, ma non sarà più sempre una delega in bianco".

Moretti attacca poi il centro-destra. "Berlusconi non è contro la democrazia -dice- Ne è estraneo. Gli fa perdere troppo tempo...". E Fini: "l'ho sottovalutato politicamente, perchè l'avevo sopravvalutato moralmente", pensando che si sarebbe opposto in qualche modo a Berlusconi. "Perchè l'ho fatto? Perchè altrimenti, se Berlusconi fosse diventato presidente della Repubblica, e speriamo che non sarà così, mi sarei vergognato di non aver fatto niente".

"Noi che oggi siamo qui -scandisce Moretti- il 31 luglio eravamo davanti al Senato e questa manifestazione nasce da quelle ore in cui sembrava che il ddl Cirami fosse diventato la cosa più importante in Italia. Senatori e senatrici dell'opposizione e rappresentanti dei movimenti si sono alternati sul palco. In quei giorni finalmente loro stavano facendo un'opposizione seria e noi davamo loro coraggio per le battaglie future. Non c'è stato nessuna assedio. Noi eravamo lì a difendere le istituzioni che in quei giorni la maggioranza stava umiliando dentro il palazzo. E nè c'è stato un assedio selvaggio".

Moretti ricorda poi una serie di accuse rivolte al movimento in questi mesi: "Ci hanno detto che siamo estremisti e lo siamo perchè dimostriamo la nostra intransigenza nei confronti dei principi fondamentali della democrazia. Ci hanno detto che siamo moderati ma non passivi perchè non ci abituiamo, perchè ci piace la Costituzione. E in quanto moderati siamo stati prima perplessi poi esterrefatti poi decisamente 'incazzati' per quello che sta succedendo in Italia".

Il regista di 'Caro diario' ricorda poi come sono cambiate le sue convinzioni dal maggio del 2001 a oggi: "Dopo le ultime elezioni - ha detto - mi ero rassegnato a cinque anni di terribile e tranquillo e terribile governo di centro-destra anche perchè pensavo che fossero diventati meno peggio, che fossero più politici e più democratici".

"Mi ero rassegnato, invece - prosegue Moretti - si sono dimostrati più arroganti e incapaci del previsto. Più sfacciati nell'osservare gli interessi di Berlusconi e dei suoi amici. Ma la Costituzione è ancora una miniera preziosa da cui attingere risorse per la convivenza democratica".

E il regista attacca Berlusconi sul 'contratto con gli italiani' firmato da Bruno Vespa. "In quel contratto - dice - non c'era la legge sul rientro illecito dei capitali, non quella sul falso in bilancio, non quella sulle rogatorie internazionali. Sono convinto che molti italiani hanno votato Berlusconi inseguendo un sogno e si sono risvegliati dentro un incubo. La cupezza è la nota dominante di questo governo. Noi invece siamo la forza della tranquillità, noi vogliamo difendere le istituzioni democratiche".

Poi, tocca a Fini. "Nella mia ingenuità un pò beota - dice Moretti - pensavo che Gianfranco Fini potesse diventare autonomo, che avesse il senso dello Stato, che prima o poi dicesse che Berlusconi sul conflitto di interessi aveva torto. Ma non avevo capito che, con cinismo, Fini stava usando politicamente Berlusconi per avere pezzettini di potere. L'ho sottovalutato politicamente perchè l'avevo sopravvalutato moralmente. Ma adesso gli domando, valeva la pena sacrificare i tanti sforzi fatti per diventare democratico e poi finire ad essere uno dei tanti e nemmeno l'unico signorsì di Berlusconi? Ma ne valeva la pena?".

L'attacco di Moretti si rivolge poi a Rocco Buttiglione. "Fini e Buttiglione, avete usato Berlusconi e il suo potere. Ora che avete qualche pezzetto di governo potete permettervi il lusso della sincerità. Ma davvero pensate che ci sia una magistratura cattiva?" Moretti replica poi alle critiche che Berlusconi ha rivolto al movimento dei girotondi. "Come si fa a dire che è disdicevole andare in piazza a manifestare, ma come parla Berlusconi? E poi ride, e più è insicuro e più ride, ma cosa ride che non c'è niente da ridere. Quanto alla nostra manifestazione, è bellissima, allegra, ma non dobbiamo parlare solo di giustizia. La legge è uguale per tutti è lo slogan, ma anche prima del ddl Cirami a ben guardare la legge non era proprio uguale per tutti. Cosa ci è successo? Per paura di sembrare demagogici e rozzi non abbiamo detto che la nostra giustizia è di classe, che un immigrato è uno di noi.

Ha fatto bene chi ci ha criticato per la nostra assenza durante la colpevole approvazione della legge Bossi-Fini".

In tanti in questi mesi hanno ironizzato sul movimento dei girotondi. "Perchè questo nervosismo nei confronti del nostro movimento? - dice - Perchè le battute su giro-giro-tondo e sulla regressione? Mi sono risposto che ci sono due motivi. Il primo è che noi con la nostra libertà di giudizio, slegati da qualsiasi logica di partito e dei vertici di centrosinistra abbiamo dato fiato proprio ai partiti di centrosinistra. Il secondo motivo è che noi con la nostra manifestazione siamo riusciti a comunicare con una parte del centro-destra che non vogliamo definire razzisticamente per bene".

'Abbiamo parlato agli elettori di centro-destra meno pigri - prosegue Moretti - che pensano che i principi fondamentali della democrazia riguardano tutti i cittadini, non solo una parte. Trattiamo il tema della giustizia ma anche quello della scuola, della sanita' perchè sono temi che riguardano tutti e sono felice che oggi in piazza ci siano persone che non erano mai andate ad una manifestazione. Così si possono coinvolgere le persone non retrocedendo o andando verso un fantomatico centro. Con i valori non si perdono i voti".

"Ai partiti, ai leader di centrosinistra dico -scandisce ancora- discutiamo, discutete, ma di cose concrete e non perdete tempo a discutere sul nulla. Non fate più i capricci, discutete sui servizi pubblici, sul modo di fare bene l'opposizione, sul modo di vincere le prossime elezioni, ma non perdete più tempo in continui e logoranti scontri personalistici sui vertici: sono ripicche di cui non ce ne importa niente".

Moretti spiega poi quale sarà l'atteggiamento dei girotondi di qui in avanti nei confronti del centrosinistra.

"Rinnoviamo loro la nostra delega, ma non sarà sempre una delega in bianco. E visto che alla sinistra italiana capita un'occasione di governo una volta ogni secolo, questa volta fatela la legge sul conflitto di interessi... E poi tutti insieme discutiamo di scuola pubblica, di una legge antitrust. Ma non contro qualcuno, a favore della democrazia".

Moretti critica poi la politica del governo rispetto all'informazione. "E' troppo rozzo e grossolano ricordare che Berlusconi ha tre reti, pare sia banale e non insisto. Ma a me come cittadino non interessa una rete di sinistra, non dobbiamo contrapporre una faziosità uguale e contraria a quella presente - dice - Io voglio un'informazione indipendente all'interno di radio e televisione decenti. Che paura vi fa una televisione così? Che paura vi faceva Radiotre? Vi fa così paura la cultura? Che bisogno c'era di smantellare una rete tanto seguita?".

Sull'atteggiamento del premier nei confronti della democrazia Moretti aggiunge: "Berlusconi - afferma - deve ancora imparare che cos'è la democrazia e forse potrà impararlo dalla sinistra italiana. Perchè, il Partito Comunista Italiano morì anni fa perchè non seppe comunicare che la sua storia aveva più a che fare con l'Emilia Romagna che con l'Unione Sovietica... Berlusconi è estraneo intimamente alla democrazia, non la conosce, non la capisce e gli fa perdere un sacco di tempo".

La conclusione Moretti la riserva a una riflessione sulla sua partecipazione attiva al movimento: "Mi chiedono e mi chiedo perchè ho fatto tutto ciò? Perchè la situazione era diventata troppo seria per far finta di niente e perchè se dovesse diventare, Dio non voglia, presidente della Repubblica, cioè di tutti gli italiani, l'uomo più di parte che c'è in circolazione oggi in Italia, perchè offende almeno la metà dei cittadini italiani, io ripensandoci a distanza di anni proverei vergogna".

La Repubblica
Roma, 14 settembre 2002
da "La Repubblica"