Si terrà il 6 ottobre a Milano

Primo Congresso Regionale Lombardo del PRC

Alla vigilia del 1° congresso regionale, che si terrà il 6 ottobre presso la Camera del lavoro di Milano, quali sono i compiti che sono davanti a noi e gli obiettivi da porci come risultato di questa importante scadenza? Una cosa è certa. Il congresso lombardo non ripeterà su scala ridotta il congresso nazionale. Non si farà da capo la discussione sulla globalizzazione, sullo stato dei movimenti, sul ruolo del partito nella sinistra alternativa, sui rapporti generali con il centro sinistra. Questo, naturalmente, se crediamo come lo crediamo noi che l’analisi di fase e gli indi rizzi formulati a Rimini dalla maggioranza congressuale rimangono validi. Ciò non significa che la linea politica nazionale debba costituire una camicia di forza, o che possa fornire automaticamente risposte a tutti i problemi. Spetta a noi adattare con intelligenza le opzioni strategiche nazionali in rapporto alla specifica situazione regionale.

La scommessa per il Prc lombardo è di realizzare una sintesi “in avanti”, nel fare quotidiano concreto, delle diverse sensibilità e posizioni che si esprimono nel partito, evitando il pericolo di una riduzione, se non addirittura di una paralisi della nostra capacità d’iniziativa. Questo obiettivo si può e si deve raggiungere con una composizione pluralistica del gruppo dirigente, e dovrebbe essere facilitato dal fatto che si parte da un bilancio sostanzialmente positivo del lavoro fatto in questi ultimi anni.

Il regionale ha contribuito in vari modi a stimolare, potenzia re e qualificare il ruolo delle federazioni, aiutando anche a risolvere alcune situazioni di difficoltà. In un contesto difficile, il gruppo consigliare ha svolto un forte ruolo di opposizione istituzionale. In alcuni momenti e su alcuni temi — dalla sanità alla scuola, dal lavoro all’ambiente — la struttura regionale insieme al gruppo consigliare al Pirellone hanno saputo porsi come punto di riferimento per importanti iniziative e mobilitazioni, coinvolgendo anche altre forze politiche e movimenti sociali.

E’ in corso uno sforzo di adeguamento degli strumenti e del la struttura organizzativa: ci riferiamo ai collaboratori del gruppo regionale “decentrati” nelle federazioni, al potenzia mento della comunicazione - in particolare con l’uscita di questo giornale — all’acquisto della nuova sede regionale. Va poi ricordata la straordinaria esperienza dei referendum, coronata dal superamento dell’obiettivo regionale delle 80.000 fir me. Ed anche sul piano elettorale e del tesseramento i risulta ti più recenti sono positivi, sovente in controtendenza rispetto ad altre situazioni paragona bili alla Lombardia.

Proprio questi elementi di irrobustimento ci chiamano a fare scelte di cambiamento e di avanzamento, per rafforzare il ruolo della struttura regionale. Bisogna che il regionale passi da una prevalente funzione di coordinamento, dedicato soprattutto a risolvere i problemi interni, a un ruolo di direzione politica, per produrre iniziative, campagne di mobilitazione e definizione di obiettivi del partito, in stretto rapporto con obiettivi e scadenze dei movimenti.

Se il dibattito congressuale e il confronto delle diverse posizioni si svilupperanno su questi te mi, siamo convinti che si può vincere la scommessa alla base di questo congresso, e realizzare quindi un’altra tappa nel processo di crescita del partito.

Pippo Torri
Milano, 2 ottobre 2002