Criminalità organizzata
Questione del Profondo Nord

Il dibattito era impegnativo. CRIMINALITÀ ORGANIZZATA: questione del profondo nord. A discuterne il PRC. della federazione Brianza ha chiamato Nichi Vendola, Vicepresidente dell'Antimafia; Gianni Barbacetto, giornalista del settimanale "Diario"; Andrea Nannini del Siulp, il Sindacato democratico dei lavoratori di Polizia; Gianni Confalonieri capogruppo PRC. In regione Lombardia.

Introducendo la serata, Giovanna Casati, ha brevemente illustrato i motivi che hanno spinto la Segreteria della Federazione ha promuovere l'incontro.

Uno su tutti è quello che le continue campagne sulla sicurezza portate avanti dalla destra e dalla Lega, riducono il fenomeno della criminalità organizzata, che individuano solo nella microcriminalità il problema dei problemi. Se a questo fenomeno poi si avvicina l'extracomunitario si disvelano i risvolti xenofobi e razzisti che hanno poco a che vedere con la lotta alla criminalità. Casati in conclusione lancia la proposta dell'OSSERVATORIO sulla Criminalità in Brianza.

 

 

 

Gianni Barbacetto, che è un profondo conoscitore della situazione malavitosa nella provincia di Milano, racconta come anche nel profondo Nord spesso si sottovaluti la capacità penetrativa della criminalità arrivando in certi casi a negarne l'esistenza e la Brianza è un luogo con queste caratteristiche.

 

 

Gianni Confalonieri, con la solita carica, ha presentato la situazione di totale illegalità, nella quale si troverebbe ad amministrare il Polo in Regione. Nonostante un assessore arrestato, Massimo Guarischi; alcuni indagati e parecchi funzionari o arrestati oppure indagati, Formigoni tira dritto nel suo processo di sfascio della più importante regione del centro Europa.

 

Andrea Nannini, che opera all'ufficio stranieri della Questura di Milano e dunque conosce il fenomeno dell'immigrazione, spiega con molti particolari come sia facile per un extracomunitario andare ad ingrossare le file della criminalità. Ma su una cosa sottolinea come la microcriminalità si sedimenti su un tessuto preesistente di criminalità strutturata, organizzata dalla malavita italiana.

 

Il compagno Nichi Vendola non ha deluso le aspettative: un intervento a braccio appassionato e di grande spessore culturale; potrei dire una vera e propria lezione antimafia. Il passaggio più cruciale è stato quando ha voluto con chiarezza spiegare il fallimento della via giudiziaria della lotta alla mafia. Senza nulla togliere alla capacità di contrasto e di interdizione delle forze dell'ordine; ai processi e ai collaboratori di giustizia, Vendola pone l'accento sul fatto che la sinistra ha delegato la lotta alla mafia alle aule di Tribunale; stessa cosa per Tangentopoli. Dunque si colgono i motivi del ritorno di Tangentopoli in regione Lombardia e le difficoltà a colpire la criminalità nelle sue forme inedite come il business, il riciclaggio nelle borse di mezzo mondo. Il lavoro da fare è ancora tanto e non bisogna abbassare la guardia quando in un paese come l'Italia, in una sua regione la Sicilia, viene ritirato dalle sale cinematografiche il film Placidi Rizzotto.

La lotta antimafia passa attraverso grandi battaglie culturali e una nuova primavera dei comportamenti sociali di chi amministra la cosa pubblica.

Concludendo, Nichi Vendola scalda la sala gremita quando, con il suo linguaggio essenziale e tagliente, denuncia come affari e criminalità organizzata sono facce diverse di una sola medaglia che è il capitalismo e che una vera e profonda battaglia antimafia sia in realtà una rigorosa lotta anticapitalista.

Marco Fraceti
Direttore Responsabile di "Brianzapuntocom"
Monza, 28 ottobre 2000