Il 15 giugno 2003, il Paese sarà chiamato ad esprimersi sul referendum per l’estensione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori anche nelle aziende con meno di 15 dipendenti, oggi escluse da questa norma.
L’articolo 18 non impedisce il licenziamento, ma garantisce ai lavoratori e alle lavoratrici ingiustamente licenziati il diritto a difendersi di fronte ad un giudice, dall’arbitrio dell’azienda.
E’ un diritto fondamentale, dal quale dipende la dignità delle persone sul lavoro e il concreto esercizio di tutti gli altri diritti e tutele previsti, sia dallo “Statuto dei Lavoratori”, sia dalle norme legislative e contrattuali.
E’ quindi un diritto universale e come tale deve valere per tutte e per tutti.
Negli anni ’70, quando fu approvata la legge 300, l’apparato industriale aveva caratteristiche profondamente diverse rispetto ad oggi.
Le grandi aziende non solo occupavano la maggioranza della forza lavoro, ma determinavano anche i ritmi della vita politica, sociale ed economica del Paese.
Oggi, l’atomizzazione dell’apparato produttivo sta determinando un modello di società, flessibile , precaria, organizzata in base alle esigenze del mercato e della finanza, dove il lavoro, sempre più incerto e senza futuro, non svolge più quel ruolo fondamentale di volano nei processi di socializzazione, di integrazione e di accrescimento individuale e collettivo, che storicamente ha avuto.
La Brianza è un esempio concreto di questo nuovo modello di sviluppo. Circa il 50% della forza lavoro è occupata nel settore manifatturiero, quindi un territorio ancora a vocazione produttiva; in tale contesto, oltre il 90% delle aziende ha meno di 10 dipendenti (di cui il 75% circa, meno di 5). Infine, un tasso di abbandono scolastico, in relazione all’età lavorativa tra i più alti del Paese.
Siamo quindi in presenza di una profonda trasformazione economica, sociale e dell’apparato produttivo.
Il sistema delle imprese e il Governo Italiano, vorrebbero scaricare i costi di questa trasformazione sulla gente che lavora, diminuendo diritti e tutele.
Noi siamo per difendere e allargare, diritti e tutele.
Non può esistere contraddizione tra l’estensione di un diritto universale e gli obiettivi economici dell’impresa, qualsiasi sia la sua dimensione.