E' un articolo contenuto in una legge che si chiama Statuto dei Lavoratori
e che stabilisce che se un lavoratore è licenziato ingiustamente il giudice
deve reintegrarlo nel suo posto di lavoro.
L'esistenza di questo articolo non ha impedito i licenziamenti: se una azienda
ristruttura o vende di meno, può ridurre il personale. Se un lavoratore fa
assenze ingiustificate o si comporta male, può essere licenziato.
Ma un lavoratore non può essere licenziato senza giusta causa: ad esempio
non può essere licenziato se si iscrive ad un sindacato, o perché sciopera,
o perché porta un orecchino, o perché è antipatico al caposquadra.
Grazie all'art.18 nei posti di lavoro i dirigenti sanno che non possono ricattare
il lavoratore minacciandolo di licenziamento: il lavoratore sa che, se rispetta
le leggi e il contratto, non può essere discriminato.
L'articolo 18 però vale solo per le aziende che hanno più di 15 dipendenti. Questo significa che se il proprietario di una azienda di 10 dipendenti vuol licenziare un lavoratore senza giusta causa, può farlo tranquillamente, senza alcuna conseguenza. Il lavoratore lo sa e per questo non può permettersi di protestare se accadono cose ingiuste a lui o sul suo posto di lavoro. Per questo nelle aziende sotto i 15 dipendenti pochissimi scioperano o si iscrivono al sindacato.
Il referendum serve a estendere le garanzie dell’art.18 anche alle aziende sotto i 15 dipendenti, così che il diritto ad essere reintegrati sul posto di lavoro se si è licenziati ingiustamente spetti a tutti. Se due persone svolgono lo stesso lavoro non è giusto che godano di diritti diversi a seconda della dimensione della loro azienda. I diritti devono essere uguali per tutti, altrimenti non sono diritti.
Estendere l’art.18 anche alle aziende sotto i 15 dipendenti interessa soprattutto
i giovani. Gran parte dei giovani infatti comincia a lavorare in piccole aziende.
Si tratta quasi sempre di una esperienza poco gratificante, che i giovani
tendono ad abbandonare, se ci riescono, molto presto, a favore di ditte più
grandi: il clima nei posti senza art.18, infatti, può essere pesante.
Accade frequentemente ad esempio che in queste aziende i dipendenti siano
obbligati a fare lo straordinario: sanno che se rifiutano troppo spesso possono
essere lasciati a casa. Ma fare gli straordinari non è un obbligo. Eppure
in queste aziende, invece, diventa legge non scritta, perché senza l’art.18
è difficile dire di no.
Il 15 giugno si svolge il referendum. Se scegli no le cose rimarranno così
come sono. Se scegli sì, l’art.18 sarà esteso a tutti. Fa attenzione.
Ci saranno quelli che cercheranno di convincerti che il 15 giugno non devi
andare a votare. E' una furbata: sanno che se la gente andrà a votare, la
gran parte voterà sì.
La maggioranza degli elettori infatti sa bene, indipendentemente dalla propria
fede politica, cosa vuol dire lavorare senza regole, perché ne ha fatto esperienza
diretta.
Quelli che sono contro il sì contano sulla pigrizia e sulla disinformazione.
Se infatti non si raggiungerà il quorum del 50% più uno dei votanti, il referendum
sarà nullo, anche se avranno vinto i sì.
Quelli che vogliono l’astensione hanno mezzi potenti per convincerti: tutte
le TV e quasi tutti i quotidiani.
Come vedi noi possiamo contare quasi solo su volantini e manifesti. Ma anche
sulla tua capacità di ragionare con la tua testa.