Oggi prende il via la raccolta firme per la presentazione di sei Referendum popolari per la difesa e l'estensione delle tutele e delle garanzie nel mondo del lavoro, per la difesa del ruolo pubblico della scuola, per la difesa dell'ambiente e della salute dei cittadini. Una grande campagna generalizzata per i diritti sociali e, nello spirito di Porto Alegre, per una società solidale e sostenibile.
Il primo "pacchetto", composto da due quesiti, prevede l'estensione degli articoli 18 e 35 dello Statuto dei Lavoratori - quelli che rispettivamente impongono il reintegro sul posto di lavoro di chi è licenziato senza giusta causa e la tutela dei diritti democratici e sindacali - anche alle imprese con meno di 15 dipendenti. Due Referendum, quindi, che nascono nel vivo delle straordinarie mobilitazioni sindacali di questi mesi, dal 23 marzo a Roma allo sciopero generale e generalizzato del 16 aprile, e che intendono dare un seguito e uno strumento di partecipazione ai milioni di lavoratori scesi in piazza. Ma che allo stesso tempo accettano la sfida posta dal movimento di passare dalla semplice, e fondamentale, difesa dell'articolo 18 all'estensione dei diritti sociali a coloro che oggi ne sono privati.
Un secondo gruppo di quesiti, tre per l'esattezza, fa riferimento invece alla tutela ambientale, al diritto alla salute e alla sicurezza alimentare. ll primo quesito, infatti, prevede il divieto di produrre alimenti contenenti residui tossici dei pesticidi o dei prodotti chimici usati per la conservazione degli alimenti, abrogando la legge n. 283 del 30 aprile 1962. Il secondo intende impedire la proliferazione degli elettrodotti, e quindi dell'elettrosmog, abolendo le norme che autorizzano l'esproprio dei terreni privati sui quali costruire gli impianti. Il terzo, infine, intende abrogare le procedure semplificate che favoriscono la costruzione e l'impiego d'inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti.
L'ultimo, ma non meno importante, quesito referendario prevede l'abrogazione delle norme sulla parità scolastica contenute nella legge n. 352 del 25 maggio 2000, ovvero la famigerata legge Berlinguer, facendo propria la rivendicazione che in questi anni ha caratterizzato il movimento studentesco e degli insegnanti, da sempre contrario a ogni forma di finanziamento e sostegno alle scuole private.
Questi, in sintesi, i grandi temi sociali al centro della campagna referendaria, che vedrà lavorare insieme nei Comitati di sostegno e nella raccolta delle 500mila firme necessarie alla presentazione di ogni quesito, Rifondazione Comunista e tante associazioni politiche e sociali protagoniste delle iniziative e dei movimenti di questi anni.