Abbiamo deciso, assieme a uno
schieramento articolato e pluralistico, di
partecipare a una campagna pe promuovere
referendum sui diritti sociali, listruzione
pubblica, la salvaguardia della salute e
dellambiente.
Sappiamo bene che lo strumento
del referendum è stato spesso svilito e svuotato.
Ma, questa volta, cè una novità fondamentale: la
nostra iniziativa si colloca dentro lo scontro
sociale in atto nel Paese e si pone lobiettivo di
dare uno sbocco in avanti a quella lotta... Questo
scontro è stato provocato dal governo delle destre
che, daccordo con la Confindustria, ha deciso di
sferrare un attacco frontale per realizzare uno
sfondamento sociale e ha scelto larticolo 18 come
elemento emblematico di questo attacco. Si tratta
di una sfida frontale al movimento dei lavoratori,
alle loro organizzazioni sindacali e politiche, su
un tema di fondo di civiltà.
Questa sfida si
vince non solo proponendo una lotta e una
resistenza ad oltranza a questo attacco ma,
principalmente, prospettando unalternativa al
nucleo forte di quellimpostazione di politica
economica e sociale che si inserisce nel quadro di
quella che definiamo globalizzazione neoliberista.
Anzi, il proporre quellalternativa è condizione
essenziale anche soltanto per vincere la battaglia
di resistenza contro lattacco di governo e
Confindustria.
Occorre, in altre parole, anche
per resistere alloffensiva restauratrice in atto,
passare dalla difesa allattacco.
Oggi questa
non è una proposta velleitaria, dettata
dallottimismo della volontà ma smentita dal
realismo della ragione, ma una concreta
possibilità.
Siamo in una nuova fase.
Il
neoliberismo è in crisi e proprio per questo
esaurisce tutte le sue possibili mediazioni e
mostra il volto più duro della globalizzazione. Al
tempo stesso, assistiamo allirruzione di un nuovo
movimento di contestazione, che è mondiale, e che
chiede di uscire fuori dalle politiche
neoliberiste, considerate devastanti in termini di
desertificazione dei diritti sociali, ambientali e
della medesima salvaguardia del vivente.
Linnestarsi di questo movimento con il
conflitto sociale rappresenta un punto di svolta
fondamentale che riattualizza il tema della
trasformazione sociale.
Lo stesso fallimento
del centrosinistra, non solo in Italia, parla del
medesimo problema: lesaurirsi di ogni residuo
margine di mediazione sociale dentro il quadro di
riferimento dettato dalle compatibilità imposte
dalla globalizzazione neoliberista e, quindi,
lillusione di poter governare temperandone gli
effetti.
Facciamo fino in fondo la battaglia
contro lo sfondamento sociale perseguito dalle
destre, estendendo la lotta nel Paese e
impegnandoci in uno scontro in Parlamento senza
sconti, fino a praticare lostruzionismo. Su
questo, abbiamo proposto una convergenza delle
opposizioni, per intendere la necessità di unire
il massimo delle forze che intendono frapporre una
resistenza con lobiettivo di vincere la sfida.
Ma, pensiamo, che senza proporre una vera
alternativa a quelle politiche, questa resistenza,
alla fine rimane imprigionata e può esaurire la
propria stima.
Questa campagna di referendum,
per i temi che affronta e le soluzioni che
propone, allude, anche se ancora
approssimativamente e in modo non compiuto, a
questa alternativa, ne fa intravedere alcuni
contorni fondamentali, può rappresentare un
passaggio utile in quella direzione, propone uno
sbocco in avanti allesigenza di cambiamento che
il movimento chiede.
Proporre lestensione
dellillegittimità del licenziamento senza giusta
causa e lallargamento dei diritti sindacali anche
alle aziende sotto i 15 dipendenti, certamente non
affronta compiutamente la questione della
generalizzazione dei diritti e delle tutele alle
nuove forme di precariato, ma sicuramente si muove
in concreto in quella direzione e risponde con una
proposta in attacco alloffensiva del governo che
intende, invece, cancellare quei diritti a chi
oggi li ha.
Affrontare temi quali
lelettrosmog, gli inceneritori, i pesticidi,
certamente non esaurisce la questione della lotta
alle varie forme di inquinamento ma propone, in
concreto, di muoversi nella direzione di dire che
il diritto alla salute e allambiente non possono
essere variabili subordinate allimpresa come
vuole la logica del neoliberismo.
Proporre di
abrogare la cosiddetta legge di parità scolastica,
quella votata dal governo di centrosinistra, vuol
dire, in concreto, affermare il carattere pubblico
dellistruzione e, al tempo stesso, rispondere
allulteriore attacco alla scuola che, sulla
medesima impostazione politico-culturale, il
governo delle destre vuole perseguire con la
cosiddetta riforma Moratti.
Questi referendum
sociali e ambientali possono essere il terreno di
incontro tra varie forze, politiche, sociali,
sindacali, di movimento, che intendono muoversi
nella direzione della costruzione di
unalternativa e, quindi, contro il governo delle
destre e fuori dallorizzonte politico e culturale
del centrosinistra.
Essi, inoltre, non sono in
contraddizione o in contrasto con altri referendum
che, noi siamo disponibili a promuovere assieme a
tutto il centrosinistra su temi della legalità e
della trasparenza della politica, come, per
esempio sulle rogatorie internazionali o, appena
sarà definita dal parlamento, il conflitto di
interesse.
Saranno tre mesi di straordinario
impegno. Chiediamo a tutte le compagne e i
compagni uno sforzo gigantesco per raccogliere le
firme davanti ai posti di lavoro, nelle scuole,
nelle città. Possiamo costruire, anche attraverso
questa campagna, una grandissima occasione di
discussione di massa per affermare che il governo
delle destre non soltanto può essere fermato e
sconfitto ma che è possibile costruire
unalternativa alla sua politica.