Referendum sull'autonomia lombarda

Astensionismo attivo contro il referendum golpista

Mozione approvata a larga maggioranza dal Comitato politico regionale del PRC del 23 luglio sul tema del referendum sull’autonomia lombarda veneta.

Referendum autonomia lombarda

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Il 22 di ottobre 2017 in Lombardia e Veneto il governatorato leghista chiama i cittadini al referendum consultivo sull’autonomia perchè si pronuncino su quesiti oggettivamente golpisti.

  1. Golpista perché contrario alla Costituzione nata dalla Resistenza e riconfermata con la vittoria del NO nel referendum del 04/12/2016. La Costituzione Repubblicana è basata sulla solidarietà e sulla redistribuzione delle risorse, cosa che viene radicalmente negata dal referendum stesso.
  2. Esercitare facoltà esecutive che, una volta approvate, la Regione non potrà comunque praticare poiché sono di competenza del Governo centrale.
  3. Ottenere maggiori forme di autonomia, cosa che è già possibile grazie all’Art.116 della Costituzione(al riguardo Maroni & C non hanno mai nemmeno chiesto l’avvio delle procedure previste).

Si tratta dunque di una consultazione di una consultazione fasulla e ingannevole che però è politicamente diretta al raggiungimento di precisi obbiettivi politici:

  1. Rilegittimare a destra, al centro, dentro e fuori la Lega, il presidente Maroni sottoposto a processo.
  2. Rilanciare a fini elettorali lo slogan “i soldi dei lombardi devono restare in Lombardia” così da occultare la propria politica di tagli e scelte neoliberiste.

Tutto però dipende dal fatto che la vittoria del SI (generalmente data per sicura) sia qualificata da una elevata partecipazione al voto. Maroni ha tentato di unificare referendum ed elezioni regionali, ma il rifiuto del governo lascia campo aperto a due pratiche: la politicista, lo scontro reale e politico.

Nella prima vediamo in atto ogni possibile tatticismo:

Nella seconda proprio l’evidente inutilità di un referendum tutto demagogico può accentuare pesantemente il calo dei votanti fino a vanificarne la strumentalizzazione leghista.

Infatti a scrutini conclusi lo scontro reale sarà deciso dalla partecipazione o meno dei lombardi al voto ed una bassa partecipazione dell’elettorato sancirà l’insuccesso di Maroni, nuocendo anche per il futuro alle velleità autonomistiche dei leghisti.

L’unico modo per sconfiggere la Lega e le destre, l’unica possibilità di vittoria di uno schieramento democratico è che si rechi alle urne il minor numero possibile di elettori.

In questo contesto il Comitato Politico Regionale del Prc/SE Lombardia ritiene necessario lanciare l’idea di una campagna unitaria con le forze della Sinistra alternativa, a sostegno di un astensionismo attivo denunciando:

  1. Tutti i motivi che dimostrano l’inutilità del referendum.
  2. Le vere motivazioni di Maroni: rinviare i processi a suo carico e depotenziarne l’impatto.
  3. Le promesse non mantenute (soldi ai lombardi, aboliuzione dei ticket) scaricandone le responsabilità su Roma.
  4. La rilegittimazione di un governo e di una coalizione in affanno,
  5. Lo spreco di 50 milioni per un referendum di propaganda leghista a spese dei contribuenti (risorse con le quali si potrebbe alleviare il diffuso disagio sociale).

(odg proposto da Andrea Viani, Francesco Macario e Fiorenzo Bertocchi)

Comitato Politico Regionale Lombardo del PRC
Milano, 23 luglio 2017
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