Il referendum del 7 ottobre
Rifondazione: le nostre ragioni per votare no

Rifondazione comunista si schiera per il no.
In un comunicato della segreteria nazionale del Partito della Rifondazione comunista si invitano i propri elettori e simpatizzanti a votare No al referendum sulla modifica della seconda parte della Costituzione, previsto per il 7 ottobre.
Il Prc invita, altresì, le proprie strutture ad aderire ai comitati per il No.

«Le ragioni per le quali non può essere condiviso il testo licenziato a suo tempo dal Parlamento sono già state espresse dai gruppi parlamentari del Partito al momento del voto - Si legge nella dichiarazione. - In particolare: la riduzione del ruolo dello Stato, parificato nel testo a quello di Regioni ed Enti locali, costituisce la premessa dell'indebolimento del tessuto unitario del Paese e favorisce oggettivamente il rafforzamento delle spinte localiste; l'introduzione del principio della “sussidiarietà orizzontale” legittima e, anzi, sollecita la privatizzazione di importanti servizi oggi gestiti dal pubblico; la fissazione delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali a livelli essenziali (e cioè minimi) consente la differenziazione sostanziale delle stesse a livello territoriale; il riordino delle competenze legislative dello Stato e delle Regioni, confuso e contraddittorio, in taluni casi riduce la possibilità di garantire un indirizzo unitario nel Paese su materie decisive e, in altri, può alimentare un conflitto con le istituzioni locali.
Nel complesso, il testo sottoposto a referendum introduce norme discutibili, spesso inaccettabili, che contraddicono in diversi casi i principi contenuti nella prima parte della Costituzione.
Per questo, non può valere l'argomento secondo il quale per contrastare l'offensiva istituzionale delle destre è necessario scegliere il male minore e quindi approvare le norme sottoposte a referendum.
In realtà, il testo sul quale i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi costituisce una prima sostanziale concessione a quelle forze nel Paese che puntano alla liquidazione di diritti fondamentali, all'affermazione di un modello sociale liberista e alla crescente differenziazione delle condizioni economiche e sociali fra le diverse realtà territoriali.
Per questo, pronunciarsi oggi per il No significa poter respingere senza ambiguità domani le proposte che verranno avanzate dalla destra».
redazione di "Liberazione"
Roma, 9 settembre 2001