Come giustamente ricordato nel documento preparatorio della conferenza di
organizzazione della nostra federazione è necessario un impegno maggiore del
nostro partito sui temi del lavoro e l'intervento nostro nei luoghi di lavoro.
In questi ultimi due anni abbiamo visto concretizzarsi un protagonismo sindacale
che pensavamo ormai relegato ad un ruolo "istituzionale"; ruolo in cui era
stato sospinto dalla politica della concertazione
Questo realtà non faceva i conti con le condizioni materiali cui le lavoratrici
ed i lavoratori hanno dovuto far fronte.
In questi anni hanno dovuto subire un sostanziale peggioramento delle condizioni
di lavoro in tutti i suoi aspetti: salario, precarietà, sicurezza, stato sociale.
Un peggioramento che a creato un conflitto spesso sopito ma che ha saputo
svilupparsi in modo radicale in alcune vertenze.
Questo terreno che si è venuto a creare è da considerarsi estremamente fertile
per un nostro intervento organizzato in tutti gli ambiti in cui saremo capaci
di sviluppare la nostra iniziativa: luoghi di lavoro, organizzazioni di massa,
istituzioni, movimenti.
Di seguito elenco alcuni punti che ritengo utili per avviare una discussione
all'interno della conferenza federale e per trovare anche dal punto di vista
organizzativo la nostra strada per il futuro della Brianza:
- L'individuazione di un responsabile lavoro
che abbia un ruolo di coordinamento e messa in pratica delle decisioni che
assumeremo.
- L'istituzione della consulta delle lavoratrici
e dei lavoratori così come previsto dallo statuto. Questo passaggio
lo ritengo importantissimo per due ragioni: la prima è la necessita di avere
il contributo diretto dai luoghi di lavoro delle esperienze maturate, la
necessità cioè di una pratica dell'inchiesta indispensabile per poter comprendere
quello che succede ed evitare di affidarsi a discussioni accademiche, a
volte importanti, ma che spesso devono fare i conti con la dura realtà;
la seconda perché può diventare lo strumento di proposta per la costruzione
della nostra iniziativa, come stimolo per rendere consapevoli gli organismi
dirigenti nei passaggi decisionali.
- Definire un percorso per la convocazione della conferenza
delle lavoratrici e dei lavoratori. L'unica esperienza che abbiamo
avuto nel nostro territorio risale alla preparazione della Conferenza nazionale
di Treviso e credo che sia stato un momento importante di discussione ed
elaborazione per i compagni. Siamo riusciti in quel frangente a portare
tutto il partito a discutere di un tema per noi prioritario.
- Rapporto di collaborazione con il dipartimento
regionale.
- Analisi ed intervento nelle vertenze aperte.
Soprattutto perché abbiamo necessità di capire con i protagonisti, poi la
necessità di intervenire con l'iniziativa del partito.
- Intervento nelle istituzioni. Quale nostro
contributo nelle vertenze, e cioè possiamo cercare di realizzare obiettivi
parziali dove siamo presenti. Dalla lotta alla precarietà, ormai dilagante
anche nelle istituzioni locali (oltre 50%), alla sicurezza nei cantieri
pubblici, al sostegno alle vertenze aperte. Dalla scuola, ai servizi sociali,
ai trasporti è necessario elaborare un intervento locale del Partito legato
al conflitto per il salario.
- La politica industriale. Anche a livello
locale è possibile cominciare a ragionare sullo sviluppo. Quale sviluppo
e che ripercussioni alcune scelte di carattere locale hanno sulle condizioni
di lavoro e sui livelli occupazionali.
- La formazione. Sono molte le modifiche,
sia di carattere legislativo, sia come risultato dei modificati rapporti
di forza, che sono intervenute negli ultimi anni. Quindi serve trovare momenti
seminariali per approfondire questi argomenti.
- La presenza del partito nei luoghi di lavoro.
L'esperienza passata della nostra federazione ci consegna su questo tema
una situazione deludente. L'unico circolo presente e ormai scomparso (Area
Alcatel). Ad oggi esiste solo un nucleo di compagni della Zanussi che stanno
provando a costruire un'esperienza organizzata. Il circolo non l'unica possibilità
per i comunisti di intervenire nel luogo dove lavorano. E' importante ribadire
quanto è importante l'azione dei comunisti quali rappresentanti dei lavoratori
nelle RSU e la voce dei comunisti nelle assemblee luogo privilegiato per
il nostre ragioni.
- Lavoratori migranti. Per la loro peculiarità
concentrano in sé tutti gli aspetti più drammatici della precarietà e dello
sfruttamento. Vivono quotidianamente una doppia condizione: precarietà lavorativa
e precarietà di cittadinanza. Su questo tema esistono in Brianza esperienze
di intervento innovative e promettenti. Nostra priorità credo debba essere
mettere in relazione questa doppia condizione, sfruttamento e cittadinanza.
Questi appunti si pungono l'obiettivo di avviare una discussione e sono solo
degli spunti che in nessun modo vogliono essere esaustivi su una questione
che necessiterà di un'ampia riflessione.