Contributo al dibattito per la conferenza d’organizzazione del PRC - Brianza

Proposta di emendamenti al documento per la Conferenza di organizzazione della Federazione della Brianza.

Come giustamente ricordato nel documento preparatorio della conferenza di organizzazione della nostra federazione è necessario un impegno maggiore del nostro partito sui temi del lavoro e l'intervento nostro nei luoghi di lavoro.

In questi ultimi due anni abbiamo visto concretizzarsi un protagonismo sindacale che pensavamo ormai relegato ad un ruolo "istituzionale"; ruolo in cui era stato sospinto dalla politica della concertazione

Questo realtà non faceva i conti con le condizioni materiali cui le lavoratrici ed i lavoratori hanno dovuto far fronte.

In questi anni hanno dovuto subire un sostanziale peggioramento delle condizioni di lavoro in tutti i suoi aspetti: salario, precarietà, sicurezza, stato sociale. Un peggioramento che a creato un conflitto spesso sopito ma che ha saputo svilupparsi in modo radicale in alcune vertenze.

Questo terreno che si è venuto a creare è da considerarsi estremamente fertile per un nostro intervento organizzato in tutti gli ambiti in cui saremo capaci di sviluppare la nostra iniziativa: luoghi di lavoro, organizzazioni di massa, istituzioni, movimenti.

Di seguito elenco alcuni punti che ritengo utili per avviare una discussione all'interno della conferenza federale e per trovare anche dal punto di vista organizzativo la nostra strada per il futuro della Brianza:

  1. L'individuazione di un responsabile lavoro che abbia un ruolo di coordinamento e messa in pratica delle decisioni che assumeremo.
  2. L'istituzione della consulta delle lavoratrici e dei lavoratori così come previsto dallo statuto. Questo passaggio lo ritengo importantissimo per due ragioni: la prima è la necessita di avere il contributo diretto dai luoghi di lavoro delle esperienze maturate, la necessità cioè di una pratica dell'inchiesta indispensabile per poter comprendere quello che succede ed evitare di affidarsi a discussioni accademiche, a volte importanti, ma che spesso devono fare i conti con la dura realtà; la seconda perché può diventare lo strumento di proposta per la costruzione della nostra iniziativa, come stimolo per rendere consapevoli gli organismi dirigenti nei passaggi decisionali.
  3. Definire un percorso per la convocazione della conferenza delle lavoratrici e dei lavoratori. L'unica esperienza che abbiamo avuto nel nostro territorio risale alla preparazione della Conferenza nazionale di Treviso e credo che sia stato un momento importante di discussione ed elaborazione per i compagni. Siamo riusciti in quel frangente a portare tutto il partito a discutere di un tema per noi prioritario.
  4. Rapporto di collaborazione con il dipartimento regionale.
  5. Analisi ed intervento nelle vertenze aperte. Soprattutto perché abbiamo necessità di capire con i protagonisti, poi la necessità di intervenire con l'iniziativa del partito.
  6. Intervento nelle istituzioni. Quale nostro contributo nelle vertenze, e cioè possiamo cercare di realizzare obiettivi parziali dove siamo presenti. Dalla lotta alla precarietà, ormai dilagante anche nelle istituzioni locali (oltre 50%), alla sicurezza nei cantieri pubblici, al sostegno alle vertenze aperte. Dalla scuola, ai servizi sociali, ai trasporti è necessario elaborare un intervento locale del Partito legato al conflitto per il salario.
  7. La politica industriale. Anche a livello locale è possibile cominciare a ragionare sullo sviluppo. Quale sviluppo e che ripercussioni alcune scelte di carattere locale hanno sulle condizioni di lavoro e sui livelli occupazionali.
  8. La formazione. Sono molte le modifiche, sia di carattere legislativo, sia come risultato dei modificati rapporti di forza, che sono intervenute negli ultimi anni. Quindi serve trovare momenti seminariali per approfondire questi argomenti.
  9. La presenza del partito nei luoghi di lavoro. L'esperienza passata della nostra federazione ci consegna su questo tema una situazione deludente. L'unico circolo presente e ormai scomparso (Area Alcatel). Ad oggi esiste solo un nucleo di compagni della Zanussi che stanno provando a costruire un'esperienza organizzata. Il circolo non l'unica possibilità per i comunisti di intervenire nel luogo dove lavorano. E' importante ribadire quanto è importante l'azione dei comunisti quali rappresentanti dei lavoratori nelle RSU e la voce dei comunisti nelle assemblee luogo privilegiato per il nostre ragioni.
  10. Lavoratori migranti. Per la loro peculiarità concentrano in sé tutti gli aspetti più drammatici della precarietà e dello sfruttamento. Vivono quotidianamente una doppia condizione: precarietà lavorativa e precarietà di cittadinanza. Su questo tema esistono in Brianza esperienze di intervento innovative e promettenti. Nostra priorità credo debba essere mettere in relazione questa doppia condizione, sfruttamento e cittadinanza.

Questi appunti si pungono l'obiettivo di avviare una discussione e sono solo degli spunti che in nessun modo vogliono essere esaustivi su una questione che necessiterà di un'ampia riflessione.

Simone Pulici
Arcore, 17 gennaio 2004