Comitato Politico Federale del PRC - Brianza, 25 gennaio 2008

Venuto meno il governo non è venuto meno il nostro progetto politico.

Relazione iniziale

Care compagne e cari compagni,

avevamo organizzato questo comitato politico per discutere ed organizzare la nostra campagna sul territorio della Brianza in merito alla piattaforma presentata a Prodi per la verifica di maggioranza. Un passaggio che si prefigurava delicato nella sua gestione ma che aveva il merito di tentare di porre i temi sociali al centro dell’agenda del Governo, a partire da quello del lavoro e del salario.

Un passaggio che doveva e voleva coinvolgere tutte le istanze del partito e che avviava una nuova stagione, non solo per noi, ma per l’intera sinistra, con le cui forze si stavano definendo iniziative comuni.

Ora siamo invece di fronte alla caduta del Governo Prodi. Una caduta le cui responsabilità possono essere ricondotte alle diverse componenti centriste (l’UdEUR e Dini in primis) che, da tempo, hanno costituito un ostacolo per la realizzazione del programma dell’Unione e dei provvedimenti riformatori nella direzione della redistribuzione del reddito, dell’equità sociale, dell’allargamento dei diritti civili.

Esse hanno avuto buon gioco in una continua azione ricattatoria, resa possibile per i risicati numeri che al Senato aveva la coalizione di governo ma anche per il ruolo che il Pd ha voluto giocare in questa fase politica, tutto autocentrato sulla propria costruzione e rafforzamento, anche a discapito del governo e della coalizione di cui faceva parte e che gli italiani avevano voluto in alternativa alle destre.

Ieri non è caduto solo l’esecutivo: è la politica che ha mostrato tutta la sua crisi, toccando un fondo mai raggiunto prima. La fiducia non è venuta meno su un passaggio che riguardava i problemi reali vissuti da milioni di persone in questo Paese. Il Governo non è caduto sui salari che sono troppo bassi o su un altro passaggio politico che riguardava contenuti altrettanto importanti. Il governo cade su vicende tutte interne al ceto politico (dai casi giudiziaria alla legge elettorale) anche se ciò – e deve essere messo in risalto in tutte le sedi - non avviene per caso ma proprio nel momento in cui, anche grazie alla battaglia fatta dalla sinistra e dai sindacati, era stata posta all’ordine del giorno una verifica sulle politiche economiche e sociali per ridistribuire a salari e pensioni le risorse, non poche, derivanti dal risanamento dei conti e dal recupero dell’evasione fiscale. Abbiamo misurato in questi mesi la difficoltà nell’affrontare una vera politica riformatrice del paese. Difficoltà che andavano ben oltre i già precari equilibri politici parlamentari. Poteri economici e religiosi di volta in volta hanno soffiato sul fuoco della disputa politica, orientando le forze permeabili alle loro richieste ed impedendo (a volte aiutati anche da qualche nostro errore tattico) l’affermazione di diritti e di politiche redistributive.

Ritengo però, alla fine di questa esperienza governativa (passaggio per noi tanto sofferto e difficile, tanto nella sua nascita che nella sua durata) che il bilancio per noi presenti alcuni elementi positivi da cui ripartire. Il primo elemento è una ritrovata capacità di stare al centro della scena politica senza rinunciare alla nostra ambizione di modificare lo stato delle cose, la società e le condizioni materiali del nostro popolo, le lavoratrici ed i lavoratori.

Non è un’affermazione da poco. Ma è vero o no che, venuto meno il governo non è venuto meno il nostro progetto? La paura di identificare e limitare alla nostra partecipazione al governo le ragioni del fare politica e della nostra esistenza è stata scongiurata. Anzi, l’esperienza di governo è stata per noi lo strumento per ricondurre la politica ai temi sociali, per portare all’interno di quell’istituzione i conflitti ed i problemi del paese reale.

Ritengo che quello che abbiamo saputo fare in questo poco tempo – seppur ripetendo qualche errore e mostrando alcuni evidenti limiti – non è stata poca cosa.

Vorrei ringraziare, oltre che essere solidale con lui, il nostro compagno Gianni Confalonieri per le grandi battaglie sostenute ma anche per i risultati conseguiti (dalla casa all’acqua, dal precariato ai trasporti ferroviari) nonostante nel Paese non fossero presenti grandi movimenti o conflitti sulla cui spinta potessero ribaltarsi i rapporti di forza dentro al Parlamento.

Proprio quei rapporti di forza che non ci hanno permesso di raggiungere altri importanti risultati e, a volte, ci hanno costretto anche a votare provvedimenti che non avremmo voluto votare e che solo per senso di responsabilità e per scommessa sulla processualità del cambiamento, abbiamo avallato (il più delle volte con voto di fiducia al governo).

Ma in questa fase, in cui eravamo impegnati a governare il Paese, abbiamo anche saputo mettere in campo un altro processo importante, quello della costruzione della sinistra unita e plurale. Una risposta non solo allo sconvolgimento del quadro politico dovuto alla nascita del PD ma anche alla richiesta di rappresentanza presente tra le giovani generazioni, le lavoratrici ed i lavoratori di questo paese. La Sinistra Arcobaleno come rappresentanza reale e speranza concreta di trasformazione.

Ripartiamo allora da questo nostro patrimonio: alcuni risultati concreti della nostra azione ed un progetto capace di misurarsi con le difficoltà e le condizioni del presente ma anche di guardare al futuro.

Ripartiamo da qui, andando nelle nostre città, nei nostri paesi, tra la gente, il nostro popolo, le lavoratrici ed i lavoratori raccontando cosa è avvenuto, quello che abbiamo fatto e che avremmo voluto e potuto fare, quello che intendiamo fare per loro e per i futuro.

Confrontiamoci con loro.

Facciamolo ben sapendo che la politica non gode la fiducia degli italiani ma che la stessa politica non può che ripartire così, stando con umiltà tra chi ha continuando a tradire in questi anni.

Vi proponiamo di trasformare così quelle che sarebbero dovute essere le iniziative sulla piattaforma. Organizziamo incontri pubblici, banchetti informativi, volantinaggi su ciò che è successo in questi giorni e sul nostro progetto.

Tre settimane di iniziative, almeno una per ogni circolo. Dove è possibile facciamolo in modo unitario con la Sinistra Arcobaleno.

E’ difficile ipotizzare quale esito avrà la crisi di governo. Possiamo però affermare che la proposta che avanzerà il partito (un governo di scopo per l’approvazione di una nuova legge elettorale) è l’unica strada per impedire un salto nel buio per questo paese e la cancellazione delle forze di alternativa con l’attuale legge elettorale o col referendum.

Oggi al tavolo provinciale è stata ribadita la volontà di tutte le forze a rinnovare l’impegno comune per costruire la federazione provinciale della Sinistra Arcobaleno. Verranno proseguite ed accelerate le attività decise (i seminari, la costruzione dei coordinamenti locali e delle liste unitarie alle prossime elezioni comunali, un piano per la comunicazione della Sinistra Arcobaleno in Brianza). In questa fase difficile e delicata abbiamo deciso di costruire un comunicato congiunto e più iniziative su territorio sulla crisi, le sue cause ed il ruolo della Sinistra Arcobaleno.

Il partito riparte da altri due punti: la centralità della questione del lavoro nella nostra proposta ed il rafforzamento del nostro partito.

La Federazione della Brianza vuole dare il suo importante contributo alla buona riuscita dell’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del 9 febbraio a Torino. Chiediamo ai segretari di Circolo entro la prossima settimana di raccogliere e segnalare alla federazione le partecipazioni a questo importantissimo nostro appuntamento. Organizzativamente vedremo sulla base delle iscrizioni il da farsi.

Abbiamo anche in cantiere un’iniziativa di federazione con le iscritte ed iscritti alla CGIL per discutere del sindacato e del ruolo delle compagne e dei compagni all’interno dello stesso.

Il nostro rafforzamento: il tesseramento. Abbiamo concluso il tesseramento 2007 superando il 90% dei tesserati dell’anno precedente. Partiamo da subito col nuovo tesseramento 2008, abbinando la campagna alle diverse iniziative che svilupperemo sul territorio. Rilanciamo la pratica ed il valore politico del tesseramento, anche in prospettiva della costruzione del nuovo soggetto unitario e plurale della Sinistra. Più sarà forte il nostro partito e più questo processo avrà buone possibilità di riuscita.

Non tradiamo le attese!

Daniele Cassanmagnago
Monza, 25 gennaio 2008