Compiamo una scelta difficile e impegnativa. Diamo le dimissioni da ogni organismo dirigente e da ogni incarico della Federazione della Brianza del Partito della Rifondazione Comunista. Non rinnoveremo la nostra iscrizione al Prc.
Lo facciamo perché siamo impegnati a dare il nostro contributo all’avvio del processo costituente di un nuovo soggetto politico della Sinistra. Vogliamo ricostruire la Sinistra, non vogliamo fare l’ennesimo partitino della Sinistra.
Siamo impegnati a costruire una Sinistra senza aggettivi, perché quelli che l’hanno connotata e a cui continuiamo ad essere legati sono diventati tutti inadeguati a poterla definire univocamente.
Abbiamo profuso tutto il nostro impegno in questi anni, per diversi di noi fin dalla sua fondazione, per rendere credibile e forte il progetto della Rifondazione Comunista.
In nessun caso abbiamo inteso quel compito di rifondazione come un semplice atto di testimonianza; lo abbiamo calato nella lotta politica attiva. Dentro Rifondazione Comunista hanno convissuto diverse anime e storie politiche capaci di produrre sforzi ed innovazioni (nella teoria cosi come nella pratica), che ci sono ancora utili e che continueranno a guidare i nostri passi.
Ma questo percorso ha subito una brusca interruzione con il congresso di Chianciano di fine luglio, poi confermata sul piano locale, qui in Brianza, dalla scelta di rompere gli accordi per una gestione unitaria.
Nel congresso abbiamo cercato, nella prospettiva di salvare e mettere a valore le idee e le esperienze del Partito della Rifondazione Comunista, di costruire un processo ben più vasto di ricostruzione della Sinistra. Ha prevalso invece un’alleanza spuria, fatta di conservazione identitaria e di vago populismo, che giudichiamo complessivamente al di sotto di qualunque esigenza di ricostruzione della Sinistra. Non è in discussione la legittimità degli esiti formali del congresso di Chianciano, ma il loro significato politico.
Nei mesi che hanno seguito quel congresso abbiamo assistito ad un’involuzione del partito, della sua cultura, della sua proposta e persino della sua pratica politica. Le risposte ad ogni problema sono avvenute sempre sul terreno puramente identitario, così come sul piano puramente identitario ha deciso forme e modi della sua presenza alle prossime scadenze elettorali, amministrative e europee. Un partito che, anche nella sua discussione interna, si è avvitato attorno a questioni ideologico - identitarie o, come nel caso della nostra federazione, ha introiettato la pratica dell’accusa e della volgare invettiva e/o dell’autoreferenzialità nelle scelte da parte del gruppo dirigente (linea politica sulle prossime elezioni annunciata alla stampa; il cpf sarà chiamato ad una ratifica).
Questa involuzione politica ha ridotto drasticamente il terreno dell’agibilità e della praticabilità.
Scegliamo la ricostruzione della Sinistra, l’apertura della fase costituente di un nuovo soggetto politico della Sinistra, dando vita ad un movimento politico capace di riflessione, di ricerca e di azione, pronto ad interloquire con le forze politiche esistenti, con i movimenti, con le associazioni, a partire dall’Associazione “Per la Sinistra”. Un movimento che si propone di innovare e sperimentare nuove forme di organizzazione e di partecipazione, che faccia i conti in modo propositivo con la crisi della politica e delle sue forme di espressione e di organizzazione. Un movimento che lavori da subito per costruire l’unità più vasta e più solida possibile sul terreno dell’opposizione alle politiche e al governo delle destre.
Un movimento che considera quindi il terreno del governo, ai vari livelli, come una occasione da sapere interpretare bene, quando se ne presentano le condizioni, e non certo una sciagura da evitare per principio o tanto meno un’ossessione da inseguire ad ogni costo.
Un movimento che non trascura i momenti elettorali, senza trasformarle in tappe decisive, attrezzandosi ad attraversarli con le modalità migliori per evitare la frantumazione della presenza della Sinistra nelle istituzioni e per fare avanzare il proprio progetto politico.
In questo senso, sia per le amministrative che per le elezioni europee, abbiamo proposto e proponiamo, anche qui in Brianza, che siano sostenute le iniziative e liste unitarie che contribuiscono al percorso della nuova Sinistra.
Per l’Europa siamo impegnati nella costruzione di un cartello elettorale ampiamente condiviso. Confermiamo la nostra adesione al Partito della Sinistra Europea, la nostra presenza net GUE, luogo d’incrocio di diverse Sinistre alternative. Ma questa conferma di appartenenza e collocazione richiede ancora più una capacità di agire perché si affermi in Europa una nuova Sinistra, capace di rappresentare una nuova alternativa alle destre. Come abbiamo già sperimentato in questi anni il rapporto con realtà politiche collocate in altri campi della Sinistra, da quello socialista a quello verde, ha rappresentato un punto importante per conseguire una maggiore capacità di movimento, di iniziativa politica e di risultati concreti, come nel caso della vittoriosa battaglia contro la direttiva sulle 65 ore di lavoro. La costruzione in Italia di una nuova soggettività politica deve avvalersi di questa esperienza come elemento di arricchimento e come capacità di incidere effettivamente.
L’Associazione per La Sinistra di Monza e Brianza ha rivolto un appello a tutte le forze politiche e sociali della sinistra brianzola per avviare un percorso comune per La costruzione di liste unitarie della Sinistra per le prossime elezioni amministrative e la ricerca di alleanze elettorali sulla base di un progetto di governo condiviso. Ci preoccupa il silenzio che presuppone un rifiuto di quello che è stato fino ad oggi il nostro partito, la nostra federazione. Non ci convincono i tatticismi e gli appelli all’unità all’insegna del “tutti insieme, ognuno sotto il proprio simbolo”, dopo che sono stati utilizzati argomenti - anche ai fini della determinazione dell’esito del confronto interno - quali “mai con il Pd”, prefigurando persino - con tanti annunci sulla stampa - corse solitarie con il proprio candidato presidente per la Provincia,
Non vogliamo essere corresponsabili di scelte autoreferenziali che azzerano qualsiasi ipotesi, anche futura, di unità della sinistra. Vogliamo, non solo tenere viva, ma affermare questa prospettiva sin dalle prossime elezioni. Per questo motivo, lavoreremo nell’Associazione per La Sinistra di Monza e Brianza per costruire - con chi ci sta - le liste della sinistra
Crediamo in una sinistra con una capacità progettuale autonoma, ma alla ricerca delle alleanze di governo necessarie per dare senso alla sua azione e per assecondare la sua ambizione di occupare un campo più vasto.
Vogliamo misurarci con forza, da sinistra, nella costruzione di un’alleanza e di un progetto di governo provinciale e locale in cui pesare le nostre idee e la nostra capacità di produrre egemonia.
Ci rendiamo disponibili a costruire il campo per un’alleanza col Pd e le altre forze democratiche, per un programma di governo e per un candidato comune. E’ un’ipotesi che vogliamo percorrere e verificare con lealtà e con tutte le nostre forze, L’esito di questo percorso perô, non ê affatto scontato.
La sfida con La destra è difficile. E’ difficile perché il suo modello ha sfondato sul piano culturale, sociale e politico. Il modello mostra le prime crepe e la destra non è più monolitica. Anzi, mostra come net caso della lotta intestina per candidatura a presidente, segni di evidente difficoltà politica ma anche di crisi di tenuta dei blocchi sociali di riferimento che in questi anni è riuscita a costruire.
Possiamo ribaltare le previsioni o, dividendoci, contribuire a determinare le condizioni più favorevoli alle destre
Stiamo vivendo la più grande crisi economico e del capitalismo dagli anni Trenta in poi. Viviamo politiche di aggressione ai diritti e alla democrazia mai conosciuti dal dopoguerra ad oggi. Giorno dopo giorno registriamo l’imbarbarimento della nostra civiltà, la regressione culturale della nostra società e del nostro Paese. Dobbiamo ancora attendere molto per vedere una risposta unitaria? Noi non siamo disponibili ad aspettare. Noi non vogliamo essere corresponsabili dell’annientamento di ogni speranza di costruzione di questa risposta unitaria e di un nuovo soggetto politico della Sinistra.
Per noi le polemiche con Rifondazione Comunista sono finite. Ci dividiamo, ognuno va per la sua strada. L’auspicio è che le strade si incrocino perché ciascuno debba portare un pezzo della propria storia nella costruzione di un’area larga delta Sinistra. Per noi è cominciato non un nuovo partito, ma un nuovo partire, un movimento che si propone di costruire un grande cantiere delta sinistra di popolo.
Addio a questo Prc, arrivederci alle compagne e ai compagni di Rifondazione Comunista!
Boccoli Corrado, Casati Giovanna, Cassanmagnago Daniele, Castellano Luca, Castelluccio Daniela, Ceretti Dino, Colombo Adriana, Confalonieri Gianni, Della Nave Manuela, Demasi Carmelo, Fossati Alberto, Grassi Fiorenza, Marulli Cosimo, Pozzoli Paola, Ratti Daniele, Resnati Carlo, Semeraro Salvatore, Timpani Pino, Vanosi Orietta, Volpin Nico
Musacchio Teodoro