IV Congresso Regionale Lombardo del PRC

Cambiare la Lombardia. Costruire la sinistra.

Documento conclusivo

PRC

Il Contesto nazionale e i nostri compiti

La drammatica situazione in cui versa il Paese e la rapidità del cambiamento evidenziato dallo tsunami della recente consultazione elettorale ci chiedono un deciso salto di qualità nel lavoro politico.

La situazione si è messa in veloce movimento e decisiva è la nostra capacità di aggiornare passo passo la nostra azione al fine di essere efficaci nella battaglia politica per determinare una uscita da sinistra dalla crisi. Gli effetti di fondo emergenti sono:

Occorre uscire da ogni politicismo per avviare un processo costituente di una sinistra di alternativa e di una terza repubblica basata sulla democrazia partecipata. Questo è l’obiettivo centrale che ci poniamo, che poniamo ai compagni e alle compagne con cui abbiamo costruito la Federazione della Sinistra, che poniamo al complesso delle forze e degli uomini e delle donne che vogliono costruire una sinistra antiliberista nel nostro Paese. La costruzione di un processo inclusivo e partecipato, che allarghi il terreno della partecipazione politica unitaria a sinistra, la costruzione in Italia del corrispettivo di Syriza, del Front de Gauche, di Izquierda Unida è l’obiettivo fondante del nostro progetto politico, a cui subordinare ogni tattica politica e su cui lavorare nei prossimi mesi.

Fino ad ora abbiamo messo al centro l’opposizione al Governo Monti, la costruzione del partito sociale, l’unità a sinistra. Tutto utile e giusto,ma insufficiente a raccogliere il disagio sociale su un progetto di alternativa: dobbiamo sviluppare la nostra azione politica al fine di ottenere quell’efficacia nel rapporto di massa che è per noi decisivo.

La riprogettazione della nostra azione deve avere tre indirizzi di fondo:

Questa è la frontiera di un Partito comunista per essere protagonista dello scontro sociale, per attivare un processo costituente della sinistra antiliberista e di alternativa anche in Lombardia.

La crisi del governo di Formigoni

Si è aperta nei fatti una nuova stagione politica, i cui esiti sono fortemente condizionati dalla capacità delle forze di opposizione di sinistra e centro-sinistra di rappresentare una valida alternativa al ventennale sistema di potere delle destre. E’ quindi coerente la richiesta di elezioni anticipate, ma è altresì necessario costruire un nuovo quadro politico che consenta di delineare delle rotture nel blocco sociale delle destre (anch’esso colpito pesantemente dalla crisi) e far nascere una vera alternativa politica.

E’ maturo il tempo per far fare alla nostra Regione un cambiamento di rotta, una svolta vera nel lavoro, nella sanità, nell’ambiente, nella cultura e nell’istruzione, nei beni comuni, in grado di non mortificare ulteriormente i diritti e i bisogni reali dei cittadini e di non compromettere il già troppo devastato contesto ambientale e territoriale.

Rifondazione Comunista ritiene indispensabile che i valori e le idee di rinnovamento della sinistra politica e sociale siano partecipi della cacciata del Governo Formigoni, costruendo da subito un percorso di unità a sinistra, in grado di produrre anche sul piano elettorale una “massa critica” capace di rappresentare con forza le istanze di cambiamento che in questi anni si sono espresse.

L’unità delle forze di sinistra, insieme alle forze dei singoli che si esprimono nelle organizzazioni sindacali, nei movimenti, nei comitati, nei protagonisti delle lotte in difesa del lavoro, del territorio, dell’acqua pubblica, della scuola pubblica, nei gruppi di cittadinanza attiva possono costituire una forte aggregazione in grado di avviare un dialogo paritetico con il PD per la costruzione di una vasta alleanza e per un nuovo governo della Lombardia.

La costruzione di questa unità della sinistra è la condizione per affrontare in modo non subalterno e politicista il rapporto con il centro-sinistra.

Se si analizzano le forze oggi è chiaro che solo una alleanza di centro-sinistra può battere Formigoni e che sarebbe vitale per questa alleanza avere anche il contributo della Federazione della Sinistra. Ma siamo coscienti della problematicità di questo esito: il quadro non definito delle alleanze nazionali, la debole opposizione a Formigoni di questi anni, le posizioni politiche del PD sui beni comuni, sulle varie TAV della Lombardia e in generale l’orientamento attuale dei suoi gruppi dirigenti regionali in materia di alleanze elettorali.

Quindi il terreno di un accordo elettorale ampio per battere le destre è frutto di una battaglia politica e culturale ed in particolare della consistenza ed evidenza dell’emergere di un polo di sinistra, non è un dato a priori che può essere risolto nelle ristrette stanze di segreterie.

Per questo Rifondazione Comunista vede positivamente e sostiene tutte le forme partecipative dei cittadini della sinistra e del centro-sinistra che vanno nella direzione di un ampio dibattito pubblico sul programma e sui candidati, in grado di suscitare entusiasmo e partecipazione attiva, così come insegnato dall’esperienza milanese ed alla vittoria di Pisapia.

Rifondazione Comunista lavora perché vi siano al più presto nuove elezioni regionali, le uniche in grado di ridare dignità al governo lombardo.

Lavoriamo perché la Federazione della Sinistra costruisca un programma alternativo insieme alle forze di opposizione a Monti. Un programma in grado di garantire che il dopo Formigoni significhi la rottura di un sistema di potere che per decenni ha spadroneggiato in Lombardia (questione morale in primis), un programma che aggredisca le cause della crisi che così duramente e particolarmente hanno colpito la Regione, trasformandola pesantemente sul piano economico, della quantità e qualità del lavoro, del degrado ambientale, della qualità dei servizi, della stessa dialettica democratica.

Per un salto di qualità nelle politiche regionali

Il carattere fondante del programma alternativo è la centralità del lavoro produttivo e della riproduzione sociale, quindi dei lavori che uomini e donne compiono per vivere come persone e non come merci. La Lombardia è uno dei motori produttivi più importanti del Paese ed è allineata con le regioni più forti d’Europa.

Lo scenario dell’occupazione e dell’economia regionale è quello tipico del sistema neoliberista, in cui si ritrovano tutte le pesanti contraddizioni di uno sviluppo fondato sulla priorità assoluta degli interessi della finanza, dell’impresa, del profitto e del mercato; uno stato sociale sempre più ristretto, familista e di classe, utilizzatore delle fatiche familiari, in particolare femminili per rispondere alle varie necessità e far fronte ai tagli dei servizi pubblici e del privato sociale (privato sociale che dovrebbe essere ripubblicizzato).

I risultati recessivi sono sotto gli occhi di tutti. In Lombardia dal 2009 (dati di CGIL-CISL-UIL) sono state accumulate richieste medie annue per oltre 250milioni di ore di cassa integrazione, 175mila sono i licenziamenti ufficiali, ma si sono persi circa 500mila posti, con un tasso di disoccupazione salito dal 4,5% ad oltre il 6%.

La crisi del lavoro non si ferma e incide ogni giorno con pesanti ferite. Per opporsi dobbiamo affermare valori alternativi, a partire dal rifiuto della precarizzazione e dal rigetto di ogni principio per cui per aver lavoro bisogna rinunciare a diritti e dignità, dalla volontà di ricostruire uno stato sociale a misura di uomini e donne.

La regione dispone di poteri di intervento non secondari nel campo delle politiche produttive, del lavoro e sociali anche per la possibilità di impiegare ingenti risorse nazionali ed europee.

•    per il lavoro:

Nell’esprimere una critica radicale al sistema formigoniano delle doti, a partire da quella del lavoro, Rifondazione Comunista a fronte dell’attacco oggi rivolto alle pensioni, ai salari, ai contratti, al potere negoziale dei Sindacati, alle libertà sindacali e alla democrazia accoglie e fa, in primo luogo le opzioni della FIOM facendosi altresì tramite per il sostegno del coordinamento “Amiche ed Amici della Fiom”.

Oltre la premessa la non più rinviabile progettazione di un “piano di sviluppo industriale regionale”:

•    per la sanità e lo stato sociale:

Questo è il settore dove il sistema di potere di Formigoni, della Compagnia delle Opere, di Comunione e Liberazione, ma anche della Lega Nord hanno fatto i danni peggiori. Prevenzione, diagnosi e cura sono sati massacrati in una scelta liberista e di “mercato”. La salute è diventata sempre di più una merce e sempre di meno un diritto. I nostri obiettivi prioritari sono:

•    per l’ambiente:

Lo sviluppo speculativo e aggressivo delle lobby del cemento, dell’asfalto e delle autostrade, assecondato dal governo di centro-destra della Lombardia, ha prodotto pesanti guasti. Expo 2015, la Pedemontana, la Brebemi, la Tangenziale Esterna Milanese, la Cremona-Mantova,  la Broni-Mortara, il completamento della TAV. I mega impianti energetici sotterranei in programma distruggeranno definitivamente altri 60 milioni di mq di terreni agricoli. I punti per operare scelte chiare e innovative sono:

•    per l’istruzione e il diritto ai saperi:

In questo settore abbiamo assistito a pesantissimi tagli di risorse verso la scuola pubblica e forzature economiche a favore delle scuole private. Basti pensare che nell’ambito degli interventi per il diritto allo studio la Regione Lombardia dà oltre il 90% delle risorse  alle scuole private e paritarie.

Ferma restante ogni azione di maggior sostegno alle nostre università per garantirne la frequenza anche a chi non ha i mezzi economici adeguati, è utile muoversi per:

•    per i “beni comuni”:

Ambiente, Scuola, Sanità, Trasporti,Energia, Acqua sono beni pubblici e quindi per loro natura incedibili ai profitti privati. Ogni privatizzazione dei servizi pubblici va fermata. Oltre all’impegno per la ripubblicizzazione di tutti quei servizi pubblici privatizzati e all’internalizzazione di quei servizi dati in appalto impropriamente ai privati e alle cooperative, va finalizzato un impegno per Indirizzare la regione ad adempiere pienamente all’esito referendario sull’acqua bene comune affinché venga rispettata la volontà dei cittadini e la gestione dei servizi idrici integrati affidata ad organismo di diritto pubblico non soggetti alle logiche di mercato, contrastando il progetto in campo della Multiutility del Nord.

•    per una terra di pace e di accoglienza:

•    per la partecipazione e la trasparenza:

La questione morale è al centro dei problemi della Lombardia. Il sistema di potere di Formigoni, marcio fino alle radici è una “compagnia che fa danno” e che va mandata subito a casa. Per questo servono subito nuove elezioni e un governo di alternativa al sistema di potere formigoniano, che faccia della trasparenza, dell’eliminazione totale dei privilegi degli eletti e della questione morale il suo punto fondante. E’ necessario schierarsi contro i privilegi della politica con iniziative specifiche per diminuire gli emolumenti dei consiglieri regionali, abolire il vitalizio, mentre è netta la nostra contrarietà alla progressiva riduzione degli spazi di democrazia nelle Istituzioni ( es. riduzione del numero dei consiglieri comunali, superamento delle province ecc). Ciò richiede un più puntuale impegno per sviluppare forme sempre più ampie di democrazia partecipativa e il coinvolgimento diretto degli Enti Locali che attuano “buone pratiche” per elaborare una corretta programmazione (es. “Consiglio delle autonomie”)

•    per l’ ottimizzazione dell’azione del Partito in Lombardia:

I nuovi organismi dirigenti a livello regionale, ma anche le federazioni ed i circoli focalizzeranno il loro lavoro:

Tra  prossimi compiti oltre a quelli già individuati nazionalmente su cui centrare l’attività :

Approvato a larghissima maggioranza (voti contrari: 23 – astenuti: 9)

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IV Congresso PRC - Lombardia
Milano, 17 giugno 2012