L'intervista al Corriere della Sera del segretario di Rifondazione

«Le primarie servono a coprire la capitolazione all'Ulivo»

Ciò che è gravissimo. Solo rompendo con Prodi, Rutelli e Letta si possono rispettare le domande radicali di svolta della maggioranza del popolo della sinistra e dell'insieme dei militanti del Prc

L'intervista di Fausto Bertinotti al Corriere della sera a favore delle "primarie programmatiche" è davvero sconcertante. Le "primarie" vere vi sono già state in questi anni: ad esempio quando la larga maggioranza del popolo della sinistra ha votato per l'estensione dell'art. 18 e si è mobilitato per il ritiro immediato delle truppe dall'Iraq. Perché allora Bertinotti rifiuta di porre come condizioni dell'accordo con l'Ulivo queste rivendicazioni elementari del "popolo delle opposizioni"? La verità è che la possibilità stessa di un accordo di governo con Prodi, Rutelli, Letta, si basa esattamente sulla rinuncia preventiva del Prc a qualsiasi "condizione irrinunciabile": al punto che Bertinotti, per la prima volta, si dichiara disponibile ad ""adeguarsi" all'eventuale aumento dell'età pensionabile e alla clausola Onu sulla politica estera e le iniziative di guerra. Ciò che è gravissimo. Solo rompendo con Prodi, Rutelli e Letta si possono rispettare le domande radicali di svolta della maggioranza del popolo della sinistra e dell'insieme dei militanti del Prc. Ogni altra soluzione - "primarie" incluse - è chiacchiera e fumo: e serve solo a coprire, di fatto, una futura capitolazione all'Ulivo.

                
Marco Ferrando
Roma, 13 agosto 2004
da "Liberazione"