Ci sono diversi punti neell'intervista di Fausto Bertinotti pubblicata sul
Corriere della sera di oggi che non mi convincono.
- Si dà per scontata la partecipazione di Rifondazione comunista a un futuro
governo di centrosinistra. Infatti ad una precisa domanda se Bertinotti
farà parte del governo, la risposta è: «Io no..., ma il partito ci sarà».
Ciò è sbagliato per due motivi. In primo luogo noi abbiamo sempre detto
che la discriminante per partecipare a qualsiasi governo sono i contenuti
e i programmi e, allo stato attuale, non solo non c'è un programma, ma le
dichiarazioni di autorevoli dirigenti dei Ds e della Margherita, dovrebbero
indurci a una grande cautela poiché sono molto negative. In secondo luogo,
se si dà per scontato la nostra partecipazione al governo, anche la possibilità
di incidere nella fase preparatoria del programma si ridurrà considerevolmente.
- Parlando delle primarie si dice che Rifondazione «dovrà accettare le
decisioni prese dalla maggioranza che rappresenta le opposizioni». Ciò è
sbagliato poiché configura una subalternità del Prc alla sinistra moderata,
che, piaccia o meno, sarà la componente maggioritaria del futuro governo
di centrosinistra.
- Ma il fatto su cui il mio dissenso è radicale riguarda il tema della guerra.
Qui non c'è decisione di maggioranza o primarie che tengano, assieme al
movimento per la pace noi siamo stati, siamo e saremo, contro la guerra
"senza se e senza ma" da chiunque sia deliberata: dall'Onu, dalla Nato o
dagli Usa e se questo non è chiaro nessun programma di governo dovrebbe
essere per noi sottoscrivibile.