Valorizzare il saper fare - Piacenza 9 ottobre 2004

PRC, Partito di massa. Attualità e prospettive per un’alternativa di società.

Resoconto

Negli interventi dei compagni e compagne provenienti da varie Regioni, oltre ad una generale condivisione dell’introduzione svolta dal compagno E.Jorfida, si sono sollevati i seguenti temi:

Il compagno Aurelio Crippa - nel suo intervento conclusivo - ha innanzitutto ringraziato i partecipanti all’incontro che hanno deciso di trovarsi a Piacenza (sobbarcandosi personalmente le spese) per il prezioso contributo dato alla discussione ed ha voluto esprimere come tutti gli altri intervenuti il suo consenso alla puntuale ed argomentata introduzione svolta dal compagno Jorfida.

Richiamandosi agli interventi che si sono soffermati sullo stato del PRC, ha ricordato che la necessità di fare un esame sullo stato del Partito viene sottolineata da subito dopo il Congresso nazionale, ma perché non la si fa? La si annuncia continuamente ma rimane lettera morta. ” ”

“La discussione sul Partito, sullo stato del Partito,” - secondo Crippa - “non è un fatto tecnico, organizzativo ma è essenzialmente politico poiché si tratta di vedere se il Partito, i suoi attuali gruppi dirigenti, le sue organizzazioni territoriali - e innanzitutto quella nazionale, sono adeguate alla battaglia politica che il Partito ha deciso di portare avanti.” ”

“Sempre di più siamo partito di enunciazione. Vengono lanciate campagne giuste nei contenuti ma che non trovano adeguato sostegno a partire da chi le ha annunciate. Vengono convocate riunioni nazionali per lanciare iniziative ma poi non viene verificato dai dipartimenti interessati il loro andamento, lo sviluppo dell’iniziativa, la loro articolazione e concretizzazione nei territori. Si convocano riunioni dove si registra la presenza di pochissimi/e compagni/e e non si verifica del perché delle assenze. ”

“Questo è in netto contrasto con quanto qui sollevato, rispetto alla battaglia politica che il Partito deve portare avanti, a partire dalla giusta considerazione che una lotta di resistenza non è produttiva di cambiamenti. ”

“Giusto. La sola resistenza non è sufficiente; ci vuole una controffensiva: la realtà, come riconosciuto alla recente riunione della Direzione Nazionale, oggi non è quella ipotizzata al CPN di Luglio e quindi segna l’inadeguatezza, anche nostra, della proposta politica.Per questo occorre mettere a punto una piattaforma di iniziativa nella quale si riconoscano le grandi masse popolari, ricercando a tutti i livelli le alleanze possibili e sviluppare un unitario movimento di massa. ”

“Siamo visti come partito di opinione, che porta a casa un buon risultato elettorale alle europee ma che poi cede nel medesimo giorno una parte del suo elettorato ad altre forze politiche in sede di elezioni amministrative (Comunali e Provinciali).E cioè lì dove dovremmo essere presenti e radicati nel territorio perdiamo voti rispetto al voto europeo. ”

“Perché questa situazione degrada sempre di più? ”

“C’è chi ha detto che il PRC era fermo perché vi era poca innovazione. ”

“Le innovazioni sono state fatte e la situazione è diventata disastrosa. ”

“Il fallimento della manifestazione del 25 settembre a Roma - dopo che era stato deciso, nel 2003, di non farla - è l’esempio eclatante e traumatico di questo degrado.Và percepito come tale e valutato. ”

“Sono quasi raddoppiati i funzionari che lavorano al nazionale e molti altri sono stati inseriti negli organici regionali; si sono allargate, per rispondere alle spinte correntizie, le partecipazioni alle riunioni degli organismi dirigenti nazionali - producendo un altro strappo alle regole statutarie - senza che si sia mai discusso e deciso alcunché negli organismi dirigenti.

E’necessario cambiare impostazione e per questo va rafforzata una battaglia politica per riaffermare la validità e necessità del Partito di massa ed il suo radicamento a partire dai luoghi di lavoro, dove c’è un movimento di lotta ed una classe sociale - quella operaia, intesa nel senso moderno del termine - che non è scomparsa, anzi, e che è l’essenza stessa dell’esistenza del PRC. ”

“Non c’è una lotta da fare solo contro la concezione pratica correntizia così come è venuta avanti in questi ultimi tre, quattro anni (chi pensa alla necessità, bontà di una forma partito basato sulle correnti lo faccia alla luce del sole, presentando un documento o una tesi al prossimi congresso) ma anche contro una concezione e pratica oligarchica che presiede alla direzione del Partito (una direzione dei pochi, meglio se amici). ”

“Attenzione però, una pluralità d’espressione non è di per sé negativa. Ma un limite và posto per diventare correntismo cristallizzato.E poi c’è una estrema differenza fra posizioni di minoranza e chi pratica una sistematica opposizione interna al partito. ”

“Inoltre la democrazia e le regole devono valere per tutti e tutte. ”

“Occorre allora combattere contro il tentativo di introdurre il culto della personalità. ”

“Ho combattuto nel passato contro concezioni (volute o meno che fossero) di Partito del Segretario o del Presidente: continuerò a farlo, a sostegno della tesi di un Partito Comunista di massa, delle/degli iscritte e iscritti. ”

“Non si deve abbandonarsi al fatalismo, all’inevitabilità. Se non si fa battaglia politica contro le degenerazioni sarà sempre peggio. ”

“Sento dire” - ha proseguito nel suo intervento il compagno Crippa - “che sarebbe necessario fare chiarezza sulla linea politica del partito e che per fare questo occorrono documenti congressuali chiusi e non emendabili. Una chiarezza maggiore è sempre possibile, anche se a me sembra molto chiara quella che abbiamo fissato al 5° Congresso, a maggioranza. ”

“Ma se si dovessero usare questa necessità di fare chiarezza o maggiore chiarezza con strumenti di blindatura rispetto agli iscritti e alle iscritte (quasi se ne abbia timore) per mascherare il fatto che in realtà si vuole liquidare questo o quel compagno o quel gruppo di compagni non pienamente in sintonia con il Segretario, sarebbe un fatto disastroso per il PRC. L’unità sulla politica del Partito non può essere vista come un fatto strumentale. Strumentale sarebbe invece un Congresso con documenti contrapposti in modo aprioristico e inemendabili. ”

“Dovendo stare ai fatti, devo dire che l’avvio della fase congressuale è inaccettabile. ”

“Il CPN ha deciso la sua effettuazione ma ancora nessun organismo ha discusso modalità, date, bozze di documenti. ”

“Ci siamo trovati di fronte alla pubblicazione su Liberazione di15 tesi per il Congresso, contributo di F.Bertinotti. Contributo a cosa, visto che non vi sono documenti elaborati da alcuna commissione congressuale?Se l’intenzione era quella di dare una risposta ad una esigenza di un congresso diverso, il risultato è negativo.Se si tratta di innovazione il risultato è lo svuotamento e l’annullamento del ruolo degli organismi dirigenti: se modalità della democrazia la reputo l’esatto contrario e visto che siamo in fase congressuale tutti/e gli/le iscritti/e hanno questo diritto di dare, attraverso LIBERAZIONE e con la pubblicazione di un opuscolo ad hoc a spese del PRC, il loro contributo. ”

“Se l’obiettivo, come ha dichiarato il Segretario alle mie critiche, era quello di dare una base di discussione al Partito esso è fallito, ed occorre prenderne atto, visto che immediatamente sono uscite altre tesi congressuali da parte dei compagni che fanno riferimento alle riviste Erre e a Progetto comunista. ”

“Occorre, insomma, mettere in discussione le modalità sin qui adottate per avviare la fase congressuale che sembrano avere in sé la volontà di contarsi ad ogni costo, con la conseguenza del perpetuarsi della riduzione della forza organizzata del Partito attraverso l’abbandono silenzioso di compagne e compagni. ”

“Non condivido una modalità congressuale del “prendere tutto o lasciare tutto” questo o quel documento precostituito (sono d’accordo con quanto scritto dal compagno Alasia ed altri). ”

“Mi adopererò” - ha concluso il compagno Crippa - ” “per fare questa battaglia nel CPN che sarà chiamato a discutere del Congresso e delle sue regole, ripristinando il ruolo degli organismi dirigenti e le modalità democratiche di un Congresso. ”

“Il primo atto, a differenza delle pratiche adottate in precedenza, è la nomina di una commissione per redigere una proposta di REGOLAMENTO CONGRESSUALE - e conseguentemente la sua approvazione da parte del CPN - che contenga una norma che preveda tempi per la presentazione di documenti congressuali anche da parte di iscritti/e che li sottoscrivono. ”

“Continuo a pensare, con una visione pluralista del Partito, che nell’ambito della discussione congressuale, la sede più “naturale “ in cui si esprime, occorra una modalità che dia la possibilità a questo pluralismo di esercitarsi, contribuendo, oltre che con i documenti alternativi nel caso in cui se ne ravveda l’esigenza, anche con emendamenti o tesi.

Enzo Jorfida
Piacenza, 9 ottobre 2004