VI Congresso di Rifondazione Comunista

Una proposta congressuale alternativa

Rivolta a tutti i compagni e le compagne di Rifondazione al di là di ogni vecchia divisione di mozione

Il VI Congresso del Prc non sarà un Congresso ordinario. La svolta impressa dal gruppo dirigente in direzione di un governo con l’Ulivo mette di fatto in discussione la stessa ragione sociale del nostro partito, l’esistenza di un’opposizione comunista in Italia.

Non può esistere alcun programma comune tra lavoratori e padroni, tra i giovani noglobal e i banchieri di Maastricht, tra i pacifisti conseguenti e i sostenitori ulivisti dell’Europa in armi.

Lo stesso cosiddetto "compromesso" sull'Irak raggiunto nella riunione costitutiva della "Grande Alleanza Democratica" dimostra come a essere "influenzate" non sono le posizioni del centro liberale borghese ma quelle del Prc: tanto che sull'altare dell'accordo si sacrifica persino la rivendicazione del ritiro immediato delle truppe dall'Irak e della fine dei bombardamenti, sostituita dalla vaga prospettiva di una "Conferenza internazionale" che dovrebbe portare al ricambio delle truppe occupanti con truppe di altri Paesi imperialisti.

La realtà è che non si può stare, allo stesso tempo, dalla parte degli operai di Melfi e in un futuro governo Prodi benedetto dalla Fiat e da Montezemolo.

Di fronte a questa deriva governista non sono credibili le posizioni dei gruppi dirigenti di aree "critiche" del partito (l'Ernesto, Erre) che, in forme diverse, sono disponibili a accordi politico-elettorali coi liberali (come nel '96) come preludio di un sostegno esterno del partito a un governo dei banchieri (un'esperienza disastrosa già sperimentata con l'appoggio del Prc al primo governo Prodi). Si tratta di posizioni che paiono interessate più che a salvaguardare il progetto della rifondazione comunista a rinegoziare gli equilibri della vecchia maggioranza congressuale.

Non è tempo di tatticismi: è tempo di fare una battaglia chiara e unitaria. Per questo proponiamo a tutti i compagni e le compagne del partito -al di là di ogni vecchia divisione di mozione- di promuovere e sostenere una proposta realmente alternativa attorno ad alcuni assi chiari: l'autonomia del movimento operaio e dei movimenti di lotta e delle loro organizzazioni dalla borghesia italiana e dalla sua rappresentanza (maggioranza Ds, Margherita): per cacciare Berlusconi in una prospettiva di alternativa anticapitalistica, non per l'alternanza con Prodi e D'Alema. E dunque la difesa intransigente dell'opposizione comunista come presupposto della costruzione di un polo autonomo di classe.

Per presentare questa proposta a tutti i compagni e le compagne del Prc, in un confronto aperto che abbatta vecchi steccati, per raccogliere contributi nella preparazione di una mozione congressuale coerentemente alternativa, in preparazione di un'Assemblea nazionale per delegati (il 13-14 novembre) che vari il testo congressuale, terremo anche nella nostra Federazione un'assemblea:

VENERDI’ 5 NOVEMBRE ALLE ORE 21 A MUGGIO’
Presso la sala della Cooperativa edificatrice, via Galvani, 12

Progetto Comunista - Associazione Marxista Rivoluzionaria (sinistra del PRC)
Monza, 14 ottobre 2004
www.progettocomunista.it