Abbiamo scelto di proporre alla discussione un testo, fondato sulle 15 tesi proposte dal segretario, compatto e chiaro sulle opzioni ideali e politiche di fondo, dalla rifondazione comunista all'alternativa di società.
I circoli decideranno se confermare l'impianto, con la possibilità naturalmente di arricchirlo, approfondirlo e completarlo. Questa volontà di chiarezza richiede una condivisione maggioritaria, di più della metà degli iscritti, senza la quale una linea politica e un assetto di direzione del Partito non troverebbe la necessaria conferma. Così facendo stiamo dando una straordinaria prova di democrazia e di rispetto per ciò che è la vera ricchezza della nostra impresa politica: l'intelligenza e la passione dei nostri militanti. I successi, politici ed elettorali, conseguiti nell'ultima fase avrebbero potuto consentire ad un gruppo dirigente di garantirsi di più. Ma invece oggi è necessario scegliere una direzione di marcia culturale e politica chiara e condivisa a fronte delle sfide che ci attendono. E la possiamo costruire perché il Partito ha vinto la scommessa fondativa: fare esistere una forza comunista.
Una scommessa iniziale mai stata fine a se stessa, e neppure testimoniale. L'ambizione era, ed è, quella di trasformare la società. Oggi l'obiettivo torna ad essere possibile e ciò ci chiede di essere protagonisti, di allargare ulteriormente il nostro peso.
Il pensiero unico nato con la globalizzazione che voleva cancellarci, conosce una crisi. Si liberano forze che propongono in tutto il mondo un'alternativa. Ma, d'altro canto, la crisi del neoliberismo rischia di precipitare in una più marcata degenerazione democratica e sociale, in un vero precipizio di civiltà. Per questo dobbiamo lanciare la sfida ideale dell'alternativa di società. A proposito della vittoria di Bush si è detto: la "sfida ideologica" è decisiva. Per questo poniamo grande attenzione a questo terreno. Ci eravamo predisposti a ciò chiamandoci Rifondazione Comunista. Ora il tema della rifondazione è più pregnante nella sfida tra l'involuzione barbarica reazionaria e l'alternativa di società. Per questo la critica radicale del potere e un progetto di liberazione integrale sono costitutive della lotta politica di oggi. E' intorno a questa urgenza che abbiamo via via preso scelte e prospettato temi che sono ripercorsi dal nostro documento congressuale. Dalla scelta di stare nel movimento come luogo della rifondazione. All'opzione della coppia non violenza/disobbedienza contro la coppia devastante della civiltà e della politica che è la spirale guerra/terrorismo. All'assunzione del femminismo e dell'ambientalismo come fondanti un'alternativa di società che rompe col patriarcato e col paradigma dello sviluppo. Alternativa di società come rovesciamento della relazione storica col potere a fronte della crisi drammatica di tutti i poteri fin qui conosciuti. Porre al centro della società la sua trasformazione. Lo abbiamo fatto quando abbiamo rotto col governo Prodi proprio in nome della società. Lo facciamo quando lanciamo anche una sfida di governo per costruire un'alternativa a Berlusconi. Siamo animati dalla stessa opzione politica. E' cambiato il contesto in cui siamo. Siamo meno soli e tante sono le forze che si sono collocate in una nuova prospettiva di alternativa. Ciò richiede di moltiplicare la capacità di iniziativa e di scelta. Il movimento motore della ricostruzione mondiale di un nuovo movimento operaio. Il Partito della Sinistra Europea per agire la sfida di un'altra Europa. La sinistra alternativa non come assemblaggio ma come iniziativa progettuale e di movimento. L'alternativa di società come bussola della stessa sfida di governo, a indicare non semplici paletti ma una intera direzione di marcia. Il Partito della Rifondazione comunista come nostra casa. Possiamo farcela? Abbiamo imparato che non si vince perché predestinati ma perché capaci di far vivere una speranza. L'alternativa di società non ci sarà senza la passione e l'impegno di tutte e tutti noi.