VI Congresso di Rifondazione Comunista

L'alternativa di società

Intervento a sostegno della mozione uno: “L’Alternativa di società”

C'è una occasione nella nostra agenda politica: affrontare il nodo della rifondazione comunista. La offre un congresso che altrimenti rischia di restare al palo delle liturgie burocratiche della forma partito. Così è questo congresso: o un'occasione straordinaria di innovazione culturale e politica o una conta secca tra dirigenti e militanti per piccole faccende di gestione. E io penso che vada percorsa tutta la via del confronto sulla cultura del partito, sulla rifondazione della sua forma organizzata e sulla opzione strategica che va perseguita da qui ai prossimi anni. Le 15 tesi offrono il campo aperto sul quale sperimentare l'innovazione.

Dobbiamo riconoscere che la crisi della politica è cominciata da quando essa ha omesso di confrontarsi con le trasformazioni che ne hanno svuotato categorie e concetti. Una prima risposta a queste trasformazioni l'ha saputa dare il movimento dei movimenti con la sua spontanea forza creativa. Serve ora ripensare la cultura del partito da capo a fondo. A nulla vale, ed è l'errore che compiono alcuni compagni, una concezione testimoniale del proprio essere marxisti o comunisti, giacché essa spesso si riduce ad una propensione feticista rispetto ad una tradizione giudicata intoccabile, mai verificata nella prassi. Siamo ad una rottura di continuità storica e serve una rottura del quadro analitico per permettere alla teoria critica di continuare il cammino. Le 15 tesi scelgono la via più radicale per questa rottura. Il nostro nuovo comunismo sta nella critica del potere che ci hanno insegnato le femministe e il pensiero della differenza, riflette su una relazione tra uomo e natura che faccia della tensione ecologica il suo asse portante, ha la durezza e la radicalità nonviolenta della disobbedienza contro la guerra e il terrorismo.

E' dentro questa proposta teorica la costruzione di una nuova forza dell'alternativa. Soggettività plurale, composita, relazionale. Questa, insieme alla Sinistra Europea, definiscono un processo aperto. Dobbiamo misurarci tutti da qui al congresso sulle relazioni che riusciamo a costruire nei luoghi del conflitto per collegare un'area vasta che raccolga attorno a sé la richiesta di alternativa che è cresciuta in questi anni nel nostro paese. E' anche questo terreno di confronto congressuale, perché ad una proposta di apertura altri tra noi oppongono la conservazione. Serve certo che in tale direzione si vada in fretta e non è più rinviabile la conferenza di organizzazione che proponiamo entro il 2005: il partito così com'è spesso rallenta l'apertura, frena l'innovazione, non raccoglie le domande di partecipazione che pure ci vengono rivolte.

Infine la sfida del governo. Le 15 tesi contengono la proposta più radicale su questo tema. Se vogliamo, e se a qualcosa vale la definizione, la proposta "più di sinistra". Il punto fondamentale della richiesta di un governo di alternativa in Italia sta nel fatto che è mutato il contesto politico. Da un lato le caratteristiche eversive del berlusconismo sono arrivate al fondo: la tortura e la guerra come contorno generale di un'iniziativa sistematica di smantellamento di tutti i diritti codificati. Siamo al maturare di una svolta autoritaria. Dall'altro negli ultimi anni si è prodotta una straordinaria moltiplicazione della partecipazione democratica alle lotte e alle vertenze sociali. E' risorto il contesto civile a partire dal quale è possibile formulare una proposta di cambiamento. Si tratta di due elementi del tutto nuovi che rendono limitata e limitante la proposta di ripercorrere la strada della "desistenza" o dell'accordo "su tre o quattro punti". Non possiamo rinunciare a dire che il paese vuole una svolta. Dunque chiediamo alle opposizioni di superare la gabbia del centro sinistra e costruire un'alleanza democratica che sappia inserire elementi di controtendenza al dispiegarsi del neoliberismo e arginare la deriva della destra con riforme di sistema. Questa opzione va detta, pronunciata. E'una sfida per una alternativa di società che dobbiamo lanciare e che possiamo vincere.

Marco Assennato (Segretario Palermo)
Palermo, 15 dicembre 2004
da "Liberazione"