VI Congresso di Rifondazione Comunista

Movimento, movimento, movimento

Intervento a sostegno della mozione quattro: “Un’altra Rifondazione è possibile”

La nuova fase del movimento

La manifestazione del 30 ottobre contro la guerra, quella contro la precarietà del 6 novembre, lo sciopero della scuola del 15 e quello generale del 30, la cacciata di Fini dalla Sapienza di Roma, fino alla manifestazione dei migranti del 4 dicembre, ci dicono che il vento di Genova soffia ancora. Ma siamo già entrati in una nuova fase, in cui è finita la crescita lineare tra una manifestazione e l'altra e sono entrati in crisi gli spazi pubblici del movimento, mentre la crisi del liberismo ricade su di noi con una violenza straordinaria.

Pur tra mille difficoltà la "versione sociale" del movimento sta crescendo. Una nuova generazione politica ha scoperto la voglia di lottare: quella operaia vista a Melfi e tra gli autoferrotranvieri, le mobilitazioni studentesche e le occupazioni di spazi sociali, ma anche il protagonismo giovanile ad Acerra e Scanzano, sono esempi diversi di un'unica tendenza.

L'impatto negativo sul movimento della linea governista

In questo contesto l'internità del partito alla Gad, per un nuovo Governo Prodi, ha un effetto negativo sulla nostra azione e sulla crescita e ricomposizione delle mobilitazioni.

Dalla divisione provocata col dibattito tutto identitario sulla non violenza alla condanna degli espropri del 6 novembre (ribadita anche con il centrosinistra in Consiglio comunale), passando per l'esclusione di D'Erme dal Parlamento europeo e per il voto della mozione della Gad sull'Iraq in contraddizione con la piattaforma del 30 ottobre... il cortocircuito tra il partito e le istanze di movimento diventa pericoloso.

E così mentre il 6 novembre costruivamo insieme ad altri la mobilitazione contro la precarietà, nello stesso giorno, città e piazza il partito voleva celebrare il ritorno di Prodi alla politica italiana. Una manifestazione presentata come mobilitazione sociale per battere il Governo, poi spostata all'11 dicembre al Palalido di Milano evidenziandone il senso tutto elettorale, politicista, e moderato.

Il 15 febbraio riuscimmo a praticare l'unità a partire dalla radicalità dei movimenti, il centrosinistra fu costretto a scendere in piazza. Dobbiamo proseguire su quella strada, la strada di Porto Alegre e dei forum sociali europei. Rischiamo invece di alimentare una nuova "delega alla Politica" inefficace e dannosa. Esiste nel paese una domanda di unità per battere Berlusconi? Bene! Portiamola nelle piazze, costruiamo un nuova unità costituente dei movimenti, e concretizziamola successivamente in un accordo solo elettorale basato sulla cancellazione delle politiche più dannose delle destre. La tendenza alla separatezza tra noi e i movimenti non può che accrescersi una volta al governo: al prossimo G8 i nostri ministri saranno dentro la zona rossa o fuori a tentare di violarla?

Indietro non si torna

Noi indietro non torniamo, a prescindere dall'esito congressuale. Il nuovo orientamento del partito fa soffrire le sperimentazioni dei Gc negli spazi sociali, nei percorsi contro la precarietà, nelle mobilitazioni studentesche e nei luoghi di lavoro. La costruzione dei conflitti e dei luoghi del movimento rimane la nostra priorità, che non può essere subordinata ai compromessi al ribasso con chi esalta la Costituzione liberista europea, auspica la guerra multilaterale, privatizza l'acqua e si spinge fino al disprezzo delle lotte. Per questo vogliamo rilanciare la nostra internità al movimento, rafforzando i progetti di radicamento sociale e le nostre campagne, facendo della nostra organizzazione uno strumento per lo sviluppo del conflitto sociale e dell'autorganizzazione.

Un'altra rifondazione è possibile, noi ci crediamo ancora.

D. Corradi, B. Ferusso (Es. Naz. Gc), G. Calella, C. Siani, E. Viti (Coord. naz. Gc), A. Cardone (Coord. re Puglie), L. Ceccarini (Coord. re Livorno), Iori Tommaso (Gc Trento), D. Ippolito (Coord. re Pisa), G. Maniglia (Coord. re Taranto), F. Minniti (Coord. re Castelli), G. Muci (Coord. re Lecce), S. Ortori (Coord. re Massa Carrara), M. Palmieri (Coord. re Gorizia), C. Patuzzi (Coord. re Mantova), L. Sebastiani (Coord. re Ancona).

Autori vari
Roma, 17 dicembre 2004
da "Liberazione"