VI Congresso di Rifondazione Comunista

I migranti nell'alternativa di società

Intervento a sostegno della mozione uno: “L’Alternativa di società”

Condividendo l'impianto delle 15 tesi, ritengo che queste vadano arricchite e integrate nelle parti relative alla nostra possibile partecipazione attiva nella coalizione di centrosinistra.

Nelle tesi 10 e 12 si tocca il tema dei migranti ridotto a problema di ordine pubblico e si parla dell'impegno ineludibile dell'abrogazione della Bossi-Fini. Si tratta di affermazioni corrette da approfondire. Il partito deve attribuire al fenomeno migratorio valore paradigmatico. Infatti i migranti e i richiedenti asilo sono, in larga misura, il portato della logica mercantile della globalizzazione neoliberista e della strategia della guerra permanente e preventiva. Utilizzati prevalentemente come braccia da lavoro, spesso in nero, con una funzione regolatrice al ribasso della catena salariale. Sui migranti si sperimentano, in vista di una generalizzazione su tutti i lavoratori, contratti di estrema flessibilità e precarietà, orari e turni speciali, forme di compressione fino all'annullamento di garanzie e diritti del lavoro.

Ancora si sperimentano forme di cittadinanza escludente, con norme che consentono di far entrare e uscire forza lavoro, in risposta ad esigenze ora del mercato, ora di politiche securitarie. Sul piano del welfare e dei diritti della persona (salute, casa, istruzione, formazione), sono le cavie del progetto di creazione di una nuova apartheid per cittadini di serie B. L'obiettivo è assuefare l'opinione pubblica alla compressione progressiva dei diritti, alla privatizzazione e alla riduzione a merce dei beni comuni, ad una società gerarchizzata per censo, perennemente precaria in ogni aspetto della propria esistenza, e divisa in classi.

Nella prima Conferenza nazionale sull'Immigrazione (Bologna, novembre 2003), il partito ha definito la piattaforma di lotta per e con i migranti e, su questa, ha costruito percorsi comuni e condivisi con il movimento antirazzista e le associazioni dell'autogestione dei migranti. Molto sinteticamente i punti della piattaforma sono: l'abrogazione della Bossi-Fini e chiusura di tutti i Cpt, il rifiuto delle logiche sicuritarie, della politica dei flussi e degli accordi bilaterali che hanno caratterizzato la Turco-Napolitano, la regolarizzazione a regime di tutti i migranti che arrivano in Europa a partire dai "clandestinizzati", la necessità delle leggi sull'Asilo conforme alla nostra Costituzione, sulla cittadinanza basata solo sulla residenza, sul diritto di voto. E ancora la separazione del permesso di soggiorno dal contratto di lavoro (anche la Legge 30 va abrogata), l'attribuzione agli Enti Locali delle pratiche relative al rilascio, al rinnovo dei permessi e ai ricongiungimenti e, infine, l'uguaglianza e pari opportunità fra autoctoni e immigrati per quel che riguarda i diritti della persona.

Questa piattaforma, per la sua condivisione nel partito e nel movimento, dovrà essere centrale nella stesura degli accordi di programma per le prossime elezioni sia locali che nazionali e nell'ipotesi dell'elaborazione di un nuovo testo unico sull'immigrazione che dovrà seguire l'abrogazione della Bossi-Fini. La libera circolazione degli uomini, non solo delle merci e dei capitali, dovrà essere garantita e regolamentata con leggi eque e rispettose della Carta costituzionale e della Carta dei diritti dell'uomo. L'accoglienza, l'uguaglianza e la reciproca integrazione dovranno caratterizzare l'approccio al fenomeno migratorio.

Non sembri, questa insistenza sul tema dei migranti, una personalistica valorizzazione del settore di competenza del dipartimento immigrazione, né si tratta solo della strategia in vista di una alleanza di governo. Credo che questa questione vada posta nell'interesse del processo di rinnovamento e di rifondazione del partito. Noi abbiamo bisogno di ripensare al nostro eurocentrismo, puntare ad una reciproca contaminazione e al confronto fra le molteplici forme di comunicazione, di lotta, di partecipazione che un partito "meticcio" può offrire.

Carlo Cartocci (Dipartimento nazionale immigrazione)
Roma, 24 dicembre 2004
da "Liberazione"