VI Congresso di Rifondazione Comunista - Federazione Brianza

Relazione introduttiva

Monza, 25 - 26 Febbraio 2005

Care Compagne e cari Compagni, 

gentili Invitate e gentili Invitati,

in questi due giorni si chiude, il percorso congressuale della Federazione Brianza del Partito della Rifondazione Comunista. Percorso che ha visto 16 congressi di circolo, 326 compagne e compagni su 564 iscritte/i pari al 57,80%  che hanno partecipato ai lavori, e 323 compagne/i pari al 57,27% che hanno deciso gli orientamenti politici in Brianza rispetto alle 5 mozioni congressuali. I temi congressuali, e la straordinaria rilevanza della fase politica, hanno favorito la partecipazione attiva.  Lo svolgimento dei congressi di circolo ci hanno consegnato il seguente risultato politico:

 n. 205 voti pari 63,47% al documento primo firmatario Bertinotti;

 n. 35 voti pari al 10,84%al documento primo firmatario Grassi;

 n. 63 voti pari al 19,50% al documento primo firmatario Ferrando;

 n. 7 voti pari al 2,17% al documento primo firmatario Malabarba;

 n. 13 voti pari al 4,02% al documento primo firmatario Bellotti.

I nostri congressi di circolo,  hanno testimoniato la grande vitalità  democratica del partito, con un forte aumento della partecipazione diretta, percentualmente di molto superiore rispetto ai congressi precedenti, e superiore alla media Lombarda del resto del partito. La  delicata fase politica che attraversa il paese, oltre al notevole interesse suscitato dalle ns. proposte politiche, hanno arricchito di contenuto i ns. congressi, come testimoniato dalla forte partecipazione esterna di forze politiche, associazioni, sindacati e singole e singoli cittadini, lavoratori, giovani.

Quando abbiamo svolto congressi aperti all’esterno, sono intervenuti diversi simpatizzanti e interlocutori interessati al dibattito politico.

Non me ne vogliano i circoli non citati, ma i congressi di Monza, Arcore,  Carnate, Desio, Nova Milanese, hanno visto la partecipazione di invitati esterni di gran lunga superiori alle ns. previsioni. Abbiamo raccolto ovunque attenzione, suggerimenti, momenti di confronto,  ricerca reale di dialogo, e  richieste di nuove iscrizioni.

Il successo politico dei ns. congressi è un risultato che i futuri gruppi dirigenti locali e di federazione dovranno saper capitalizzare.

Le ns. compagne e i ns. compagni hanno dato vita ad un serrato confronto, aspro nella esposizione dei contenuti ma  rispettoso delle altrui posizioni.

Siamo stati in grado, una volta avviati i congressi, di mantenere la discussione sul piano politico e del confronto dialettico; non era facile ma ci siamo riusciti, nonostante un avvio delle procedure a dir poco burrascoso. Per questo rivolgo un ringraziamento non formale a tutti voi, a tutto il partito per questa grande prova di democrazia e partecipazione.

I compiti del ns. Congresso Federale, dopo che i circoli hanno deciso la linea politica nazionale, sono sostanzialmente due. Il primo consiste nel tracciare il percorso  di consolidamento delle nostre proposte politico - programmatiche per la Brianza, percorso reso ancora più necessario dalla costituente Provincia. Il secondo è quello di designare il prossimo gruppo dirigente che dovrà esplicitare quel percorso,  oltre ovviamente alla organizzazione del conflitto sociale sulle politiche generali che vedrà impegnato tutto il partito, per la costruzione dell’alternativa di società  in Italia.

La Pace e il ripudio della guerra, la nonviolenza, la ns. internità ai movimenti, la cacciata del Governo delle destre di Berlusconi e la partecipazione del PRC al percorso politico – programmatico con il CS per l’alternativa di Governo, la difesa della Costituzione Italiana, i percorsi della Rifondazione di un pensiero e una pratica Comunista, sono stati i temi dibattuti largamente in questi mesi e in questo congresso, per cui non mi attarderò oltre su queste questioni.

Permettetemi di proporre alla discussione 2 temi, ovviamente non esaustivi, ma essenziali ritengo per il ns. programma politico in Brianza.

La centralità del lavoro e dei diritti di chi lavora

Anche in Brianza la crisi, o meglio la recessione economica ha colpito e colpisce duramente. Nel ns. territorio in questi ultimi anni, soprattutto  le grandi aziende hanno chiuso la produzione, hanno esternalizzato le lavorazioni, hanno delocalizzato l’attività produttiva in paesi poveri, oltre ad avere speculato sulle aree edificabili.  Questa forzosa deindustrializzazione oltre alla stasi di sviluppo del terziario avanzato o dei servizi, accompagnato dal blocco delle assunzioni negli enti pubblici, hanno nei fatti determinato una preoccupante crisi occupazionale che investe principalmente i giovani e le persone con più di 45/50 anni. Solamente nella città di Monza abbiamo tassi di disoccupazione del 13% con migliaia di iscritti al Centro per l’Impiego pubblico. Situazione non diversa riscontriamo nel Vimercatese o nel Cesanese o nel Desiano.  Negli ultimi venti anni, la Brianza da zona di  piena occupazione, con  la presenza di numerose e qualificate Grandi Imprese, è diventata un’area di crisi, nessun settore escluso. Ultime in ordine, la lenta agonia della ex Snia di Cesano, o i recenti gravi problemi alla Star di Agrate.  Le politiche governative di precarizzazione del lavoro, la logica del profitto  selvaggio e immediato, le speculazioni finanziarie ed immobiliari, hanno consapevolmente depredato le  risorse fondamentali della Brianza; decenni di esperienze professionali e produttive, decenni di lotte, di coscienza di classe, di solidarietà, e diciamolo anche di impresa vista come progresso e sviluppo, sono stati fortemente devastati.  I frutti di quella che chiamiamo globalizzazione capitalista sono la continua precarizzazione del lavoro, dei diritti e della nostra vita.  Aumenta sempre più il lavoro a tempo determinato, e nel 2003 queste assunzioni  hanno superato nel ns. territorio, quelle a tempo indeterminato. Che futuro può immaginare una giovane o un giovane se trova sempre lavori precari di qualche settimana o al più di qualche mese? Che futuro può immaginare un lavoratore metalmeccanico o del legno che si trova disoccupato a 40 anni, per se o  la sua famiglia? Che futuro possiamo immaginare collettivamente se la vita di tutti noi si precarizza e diventa instabile sia nel reddito che nelle relazioni umane, se il bisogno primario è trovare un reddito costi quel che costi?  Ovviamente, e per fortuna, in Brianza resiste un tessuto ramificato di imprese, circa 63000, con 250.000 addetti, e di questi ben 130mila operanti nei settori industriali e manifatturiero ( mobile, meccanica elettronica in primis), pari al 52,3% dei lavoratori occupati, contro un 35% nel resto della Provincia di Milano.  Rilevante in Brianza è il settore Artigianale, circa il 37,5% del totale delle imprese.  Di conseguenza il settore del Terziario è meno sviluppato che nel resto della Provincia Milanese.  Di grande importanza, ma poco valorizzato è il settore della cooperazione sociale, settore con il quale qualche relazione in più dovremo metterla in agenda.        Ma quanto dureranno queste imprese “sane”?  Consentitemi  di paventare il pericolo non banale che tutto un tessuto di imprese medio piccole non resisteranno quando si avrà il cambio generazionale di conduzione.  Se le cose descritte sommariamente sono vere, il ns. partito deve trovare la forza di denunciare sempre e costantemente il fallimento del liberismo e del capitalismo, e nel contempo dobbiamo proporre con forza la centralità del ritorno dello Stato nell’economia, sia per gli investimenti che per la capacità di programmazione economica, con al centro, non la rendita finanziaria, ma il lavoro, l’innovazione tecnologica e i diritti di chi lavora. Solo in questo modo si potranno trovare risposte alla recessione e per uno sviluppo sostenibile.

I servizi sociali alla persona e la solitudine  del disagio

Sulla questione dei servizi sociali e alla persona, non vorrei dilungarmi essendo un argomento noto e caro a tutti noi, che richiede uno sforzo di  puntualizzazione, confronto e coordinamento in un lavoro comune tra strutture del partito e ns. rappresentanti istituzionali. La difesa della scuola e della sanità pubblica, il miglioramento dei servizi alla persona, etc. sono patrimonio acquisito e piattaforma politica di tutta Rifondazione Comunista.     Volevo porvi invece il tema della solitudine, tema inusuale in una relazione di apertura di un congresso, ma che ritengo importante per capire la società che viviamo. Questo interesse  nasce nel sentire il lavoro dei nostri assessori, nel ricevere informazioni nell’ambito lavorativo,  sensazioni,  vicende vissute e viste da tutti noi,  tema trattato e posto anche in alcuni dei nostri congressi, soprattutto attraverso interventi esterni. Non sto parlando della solitudine intimista, ma della solitudine e dal sentirsi abbandonati da una comunità, abbandonati dalla famiglia, o da un sistema di relazioni sociali ora marginale e superficiale. Sto parlando del molteplici  casi di bambini tolti alle famiglie e affidati ai servizi sociali dei comuni che faticano a sopperire a tutte le richieste. Sto  parlando delle migliaia di anziani soli, autosufficienti e non,  che sopravvivono a stento senza o con pochi sostegni dal pubblico; magari  mendicando per strada o mangiando grazie alla solidarietà  del salumiere o del panettiere sotto casa.  Sto parlando di chi ha una menomazione fisica invalidante che deve affidarsi e sperare nelle capacità economica  della propria famiglia per vivere dignitosamente.  Sto parlando del disagio giovanile di vivere in paesi e città senza più luoghi dove trovarsi.  Senza spazi che non siano a pagamento per le attività ricreative;  e che dire della scuola che vuole che tu sia concorrenziale e performante anche nel sapere. Sto parlando della solitudine di chi nel proprio piccolo o grande comune partecipa, lavora in associazioni o nel volontariato, ma si sente impotente di fronte a processi economici o politici che espropriano la possibilità di partecipare e decidere  dal basso, senza poter valorizzare le esperienze reali .      Potrei continuare ancora per molto con esempi, ma so perfettamente che sono dinamiche conosciute. Sappiamo tutti che questi sono i frutti della società capitalista e liberista che mette al centro il profitto invece della persona e dei suoi bisogni. Profitto  sempre di più in mano a pochi ricchi. Sappiamo tutti noi da dove nasce il disagio e la solitudine sociale, credo però sia prioritario per Rifondazione Comunista  mettere al centro della nostra vita politica,  la ricerca continua e determinata e a tutti i livelli, della creazione di socialità, di ambiti di appartenenza, di costruzione di solidarietà.  In questo senso partecipiamo attivamente e, per quanto possibile,  ad ogni iniziativa di movimento, di istanza di base, rafforziamo la ns. presenza nei circoli Arci o nelle cooperative sociali di lavoro .

Costruire un altro Mondo Possibile, la costruzione dell’Alternativa Sociale passa anche da qui.

Altri temi programmatici essenziali al dibattito del ns. congresso e, della costruzione della piattaforma programmatica della Rifondazione Comunista per la Brianza, sono sicuro saranno sviluppati e posti all’attenzione  dalle compagne e dai compagni che porteranno il loro contributo.

Temi come la mobilità sostenibile, il rapporti istituzionali, il confronto e il rapporto costruttivo e di lavoro comune con le forze Sindacali, la CGIL in primis, o con le forze democratiche dell’UNIONE con cui si sta iniziando un  rapporto proficuo, pur con qualche difficoltà iniziale, sono al centro del ns. dibattito e della nostra pratica e prospettiva politica.

Un  accenno mi sento di fare rispetto ai rapporti con le altre forze politiche democratiche, e riguarda soprattutto, ma non solo, gli amici della Margherita.   In Brianza continuiamo a verificare atteggiamenti ostativi nei ns. confronti, che richiamano pregiudizi ideologici da anni 50” del secolo scorso; pregiudizi verificati in numerose e non sporadiche  elezioni per il rinnovo di Amministrazioni Comunali.  La ns. esclusione dalle coalizioni a Cesano Maderno, Solaro, Giussano, Carate, e per ultimo Seregno, sono pericolosi intoppi da non ripetersi. Tali atteggiamenti, oltre a essere un’anomalia nel quadro milanese, crediamo debbano essere rimossi velocemente, pena gravi difficoltà nella costruzione di  una alleanza politica e programmatica che possa candidarsi a governare la futura Provincia di Monza e Brianza.

Il ns. partito già dalla sua costituzione, è nato con una Federazione in Brianza,  auspichiamo che la creazione  delle strutture Provinciali anche per le altre forze democratiche sia di aiuto nella ricerca di intese politiche rispettose e proficue.

Vorrei fare inoltre, un richiamo specifico al 60.mo anniversario della Liberazione e agli attacchi revisionisti della destra e al taglio dei fondi alle associazioni partigiane. Nel ns. partito non servono grandi parole essendo la Resistenza patrimonio di tutti noi, propongo quindi che in occasione del tesseramento al partito, ogni circolo accompagni alla tessera di Rifondazione, anche l’iscrizione alla locale sede ANPI, o in alternativa preveda una sottoscrizione aggiuntiva alla quota tessera da destinare al finanziamento e al successo delle ricorrenze della Lotta Partigiana.

Il Partito

Care compagne e cari compagni,come detto in apertura di relazione, in questo congresso siamo chiamati ad  eleggere e  anche a rinnovare il gruppo dirigente della ns. Federazione . La composizione percentuale del Comitato Politico Federale è data dal voto alle mozioni, dobbiamo decidere invece altri criteri per comporre il CPF e quindi che impostazione  e che funzionalità dare al futuro gruppo dirigente, come rappresentare tutte le sensibilità presenti nel partito.  Da tale criteri scaturirà la composizione del CPF.

Qualche dato  esemplificativo sul partito in Brianza: nel 2004 i nostri tesserati erano per il 13% nella fascia di età sotto i 30 anni; per un 43% tra i 30 e i 50 anni; per un 35% tra i 50 e 70 anni; e un 8% sopra i 70 anni.   Il  26%  del totale sono donne.  Abbiamo un partito molto sindacalizzato, di cui  circa  il 90% sono iscritti alla CGIL.

Appare tutto il carattere di “maturità” anagrafica e sostanzialmente maschile del quadro dei ns. iscritti in federazione. Un dato che  evidenzia una difficoltà nell’intercettare il protagonismo e attivismo giovanile e di genere. Un limite storico a cui dovremo trovare rimedio, pena la difficoltà di rinnovamento e ricambio  generazionale.

Prima di avanzare al Congresso la mia proposta sul CPF, vorrei fare una premessa e indicare  delle  priorità   che ritengo ineludibili.

La premessa parte dalla evidenza della prospettiva politica che ci vedrà impegnati nei prossimi anni per la costruzione dell’alternativa di società in Italia e in Europa.

Le priorità sono: le imminenti elezioni Regionali, vero e proprio banco di prova del ns. radicamento in Brianza e della ns. capacità organizzativa;  sono le elezioni Politiche del 2006; sono  la costruzione del conflitto sociale e della Sinistra di Alternativa,  la lotta per la Pace il lavoro e i diritti contro la precarietà. Queste premesse e le priorità richiedono una Rifondazione Comunista forte, attrezzata e motivata nell’agire quotidiano.  Il Congresso Nazionale deciderà la linea politica, e tutte le strutture  del partito sono tenute  ad applicarla.

Ritengo quindi che occorra coniugare la massima capacità di direzione con la massima possibilità di partecipazione democratica.

Pertanto suggerisco al Congresso di Federazione e alla Commissione Elettorale, cui spetta comunque la competenza della proposta in merito, quanto segue:

un Comitato Politico Federale allargato rispetto al passato in cui tutti i documenti congressuali siano rappresentati; comprensivo di  tutte le esperienze territoriali, della rappresentatività sociale, di genere,  di saperi e professionalità, e di giovani compagne e compagni. Un CPF al cui interno si faccia emergere e si sperimentino  nuove figure dirigenziali per il futuro, per il  partito e per il prossimo quadro Istituzionale in Brianza. Un CPF che sappia da subito raccogliere, intercettare  e valorizzare con il tesseramento, l’interesse riscontrato  alle ns. proposte politiche. Un CPF che affronti da subito l’allargamento della ns. presenza territoriale partendo dalle positive richieste di costituzione di nuovi circoli comunali o sovra comunali.  Un CPF che sappia  costruire percorsi per la sinistra di alternativa.

Care compagne e cari compagni, rinnovo il ringraziamento per la forte tensione e vitalità democratica dimostrata nei congressi, mi auguro, ma ne sono sicuro, che collettivamente sapremo costruire anche nelle differenze un terreno comune di lavoro per la Rifondazione Comunista e la costruzione dell’Alternativa in Italia e in Europa; importanti impegni sono alle porte a cui tutti siamo chiamati unitariamente a partecipare.

Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

Daniele Ratti
Monza, 25 febbraio 2005