Sostituire il titolo del paragrafo “l'unità delle sinistre di alternativa” con “il
partito e la costruzione del soggetto unitario della sinistra”
Sopprimere il primo periodo: “in tutta Europa…” fino a “…la gabbia
del bipolarismo”
Sostituire il terzo periodo da “Nel ritenere Rifondazione Comunista…”
fino alla fine del paragrafo e l'intero paragrafo “la Federazione della Sinistra” con:
“Per rifondare le ragioni della rivoluzione sociale e il soggetto capace di perseguirla non
si può prescindere dall'obiettivo primario della unità.
Il primo e fondamentale obiettivo è quello di ricostruire l'unità delle classi
lavoratrici rotta dalla ristrutturazione capitalistica, dalle forme della organizzazione del lavoro
e del mercato del lavoro. Perseguire l'unità tra le forze politiche risulta un puro
esercizio politicista se non si fonda sulla capacità di comporre quello che il capitalismo
scompone nella fabbrica, nei posti di lavoro del capitalismo cognitivo e nella società attraverso
la separazione tra la fase della produzione e quella della riproduzione, la precarizzazione del mercato
del lavoro e la discriminazione nei confronti delle donne.
Alla crisi sociale e alla scomposizione e precarizzazione del lavoro fa riferimento anche la divisione
delle forze politiche che si richiamano alla sinistra. La divaricazione nelle analisi dei processi
di ristrutturazione capitalistica a livello nazionale ed internazionale e le scelte politiche compiute
nel corso dell'ultimo ventennio hanno prodotto divisioni e la nascita di tante formazioni politiche;
queste divisioni sono ormai oggettivamente un fattore che impedisce di reagire adeguatamente alla
crisi.
Rifondazione Comunista deve assumere con determinazione l'iniziativa per costruire un soggetto
unitario, plurale e di massa della sinistra su una piattaforma programmatica di alternativa al capitalismo
e al liberismo, al patriarcato e alla deriva populista e ademocratica delle istituzioni e del potere.
La ipotesi federativa, sperimentata con esiti assolutamente insoddisfacenti anche sul piano dei risultati
elettorali, si manifesta ormai come alibi per gruppi dirigenti che perseguono non solo ipotesi politiche
diverse ma, sostanzialmente, il proprio mantenimento; questo costituisce un ulteriore fattore della
crisi della politica che la sinistra non può permettersi. Sinistra Ecologia e Libertà rappresenta
l'altra faccia dello stesso processo.
Anche l'obiettivo di recuperare una vera democrazia rappresentativa si nutre di questa proposta
unitaria. Bisogna avere il coraggio di sfidare tutte le forze, comprese quelle della sinistra moderata,
a confrontarsi su un programma di alternativa e su un sistema di regole capace di selezionare e promuovere
gruppi dirigenti nuovi e giovani, maturati e sperimentati nelle lotte sociali, di lavoro e studentesche.
Peraltro questo consentirebbe l'emergere di tutte quelle risorse femminili che spesso vengono
mortificate dai tradizionali processi di selezione dei dirigenti per cooptazione degli omogenei.
Per questo la costruzione di un processo unitario coincide anche con il superamento delle modalità con
le quali si è strutturato il Prc. Nel partito si sono consolidate le modalità correntizie
per la selezione dei gruppi dirigenti e si sono organizzati micro potentati locali legati prevalentemente
alla rappresentanza nelle istituzioni. Il Prc, come la Federazione della Sinistra del resto, tende
ad assomigliare più ad una società per azioni in cui ciascuno fa valere il proprio
pacchetto azionario e agisce per patti ed accordi piuttosto che per programmi e progetti sottoposti
al dibattito democratico svincolato dalla disciplina e dal peso specifico delle correnti. A questo
bisogna opporre un modello cooperativo e solidale, la dimensione collettiva nella quale ciascuno
e ciascuna siano protagonisti della comunità che si esprime nel partito politico necessario
nella società attuale.
Al bisogno e alla domanda di politica che sorge, anche in forme inedite, dalle lotte e dai movimenti,
dalle contestazioni e dalla critica alle forme correnti della politica, si ha il dovere di rispondere
con la proposta di costruzione di un nuovo soggetto politico unitario e plurale. Bisogna superare
la fase alleantista, quella della Federazione a scopi puramente elettorali, quella che lascia immutato
lo stato delle cose e per questo non si rende capace di produrre le rivoluzioni che proclama.
La ricerca di un compromesso con la sinistra moderata, necessario e possibile, può essere
concepita, gestita e praticata solo in un rapporto di trasparenza e lealtà con l'area
dei militanti e degli iscritti e quella delle lavoratrici e dei lavoratori, delle cittadine e dei
cittadini ai quali e alle quali rivolgiamo la nostra proposta politica, il nostro progetto di trasformazione
e la domanda di partecipazione attiva e critica.”