Esame di stato 2003: traccia della prova di italiano sui sistemi tatalitari...

«Questa è una scuola di regime»

Intervista allo scrittore Vincenzo Consolo

Il revisionismo storico arriva a scuola: il "Libro nero del comunismo" diventa la base per riflettere sulle tragedie del Novecento. Cosa sta succedendo in Italia?

In una paese in cui gli uomini di governo parlano come i nazisti, e mi riferisco al ministro Bossi che dice che vanno prese a cannonate le barche degli immigrati che arrivano sulle nostre coste, dal punto di vista scolastico non c'è che da aspettarsi cose del genere. Vale a dire dei temi per la maturità concepiti all'insegna dell'assurda omologazione comunismo-nazismo. Gli studenti sanno pochissimo di cosa sia stato il nazismo e invece, in questo caso, si mette l'accento sui crimini dei socialismi reali: è un discorso tipicamente berlusconiano. Si tratta proprio di revisionismo storico e del resto questa maggioranza ha già chiesto a più riprese la revisione dei libri di storia. Ma c'è chi va anche oltre e arriva al negazionismo, cioè a negare ciò che è avvenuto durante il fascismo e il nazismo e in particolare l'Olocausto.


Nella traccia di tema dedicata ai "sistemi totalitari del Novecento" si passa dalla Shoa alle foibe, dai nazisti a Cuba. Un'operazione che mostra la volontà di appiattire totalmente l'istruzione: una scuola che non serva in alcun modo a formare le coscienze...

Sì, una vera scuola di regime. Io ho un'età sufficiente per aver letto e studiato alle scuole elementari con i libri del regime fascista, testi che erano pieni di slogan mussoliniani e concepiti con un linguaggio aggressivo e violento. Oggi siamo nuovamente tornati a questi livelli, a quest'idea di una cultura e una scuola di regime. Un regime, quello berlusconiano, il cui profilo emerge ormai a chiare lettere. Mussolini si era vantato di essere stato il mandante dell'assassinio di Matteotti, il signore che oggi occupa la carica di premier non si fa processare da un tribunale di un paese democratico, non si fa processare perché lui è al di sopra delle leggi come i suoi compagni di crociera.


C'è poi un altro aspetto, quasi tragicomico, di questi temi: un intervento di Berlusconi, pronunciato in occasione della "giornata mondiale dell'alimentazione", citato nella documentazione per la traccia dedicata all'acqua. Era mai accaduto qualcosa del genere?

No, assolutamente, è accaduto solo durante il fascismo. Credo che non fosse accaduto nemmeno con Stalin, forse con Ceaucescu... In Italia è però certamente la prima volta da dopo il '45 che un discorso del premier in carica viene indicato tra i riferimenti a cui attingere per gli esami di maturità. E' la prima volta che capita e è semplicemente vergognoso. Tragicomico credo sia una definizione azzeccata, anche perché, al di là della maturità, quando sento che Berlusconi parla dell'alimentazione o dell'acqua, mi sembra che faccia del sarcasmo. Come quando si è svolto in Italia l'incontro della Fao sulla fame e il Cavaliere ha osservato che uno dei partecipanti era un po' troppo grassottello...


Le avremmo voluto chiedere del tema legato a uno scritto di Pirandello, autore di cui lei è un profondo conoscitore, ma l'argomento è passato in secondo piano...

Anche se credo che il riferimento a Pirandello non sia slegato dal resto della vicenda. E' possibile che qualcuno pensi ancora al Pirandello che aveva chiesto la tessera del Partito Fascista (che per altro poi stracciò davanti ai gerarchi), che nel governo lo considerino un "loro" autore. Questo perché non considerano il fatto che l'opera di Pirandello, la sua concezione del mondo, è quanto di più antifascista e rivoluzionario ci possa essere. Alla base dell'ideologia pirandelliana c'è infatti la perdità dell'identità che è poi quello che stiamo vivendo oggi in questo nostro mondo globalizzato, dominato dal liberismo sfrenato e aggressivo.


In conclusione che cosa direbbe agli studenti che si devono confrontare con questi temi?

Proprio ieri un amico mi raccontava che sua figlia di quattordici anni ha appena finito di leggere "Il lungo viaggio attraverso il fascismo" di Zangrandi e ha detto al padre: "Papà, adesso succede quello che succedeva allora". Perciò il suggerimento che darei a questi ragazzi, anche se forse è troppo chiedergli questo, è quello per cui invece di "ubbidire" alle tracce della ministra Moratti, potrebbero parlare della situazione politica che si vive oggi nel nostro paese, della distruzione della Costituzione e della Magistratura e dei migranti che cercano rifugio da noi, mentre il nostro governo gli vorrebbe sparare addosso.


Vincenzo Consolo è nato a Sant'Agata Militello, Messina, il 18 febbraio 1933. Dal 1968 vive e lavora a Milano, ma è rimasto profondamente legato alla Sicilia. Romanziere e saggista ha pubblicato numerosi racconti e romanzi ambientati soprattutto nella sua regione di origine che descrive come un ponte e un laboratorio per l'incontro e il dialogo tra le culture del Mediterraneo. Ha vinto il Premio Pirandello per il romanzo "Lunaria" nel 1985, il Premio Grinzane Cavour per "Retablo" (1988), il Premio Strega con "Nottetempo, Casa per casa" (1992) e il Premio Internazionale Unione Latina con "L'olivo e l'olivastro" (1994). I suoi libri sono stati tradotti in tutta Europa e in America Latina.

Guido Caldiron
Roma, 19 giugno 2003
da "Liberazione"