L'attacco al diritto allo studio e alla scuola pubblica è perseguito con tragica coerenza da questo Governo. Si taglia in termini di finanziamenti e si taglia in termini di libertà.
La situazione della scuola italiana è stata presentata nel corso di una conferenza stampa a Roma il 17 dicembre dalla Cgil e dalla Cgil Scuola.
Un dossier dettagliato è stato illustrato ai giornalisti per dimostrare che dal 2002 al 2004 la scuola italiana perderà circa 1 miliardo di euro. Una cifra spaventosa che si traduce in tagli agli organici, tagli all'offerta formativa, tagli all'inserimento e al recupero, tagli all'edilizia e alla sicurezza, tagli all'innovazione.
La scuola annaspa, rischia di perdere nei fatti l'autonomia che la legge le garantisce, viene sballottata tra sperimentazioni fasulle, minacce di regionalizzazione, smembramento dei percorsi scolastici e, come se non bastasse, corre il rischio di vedersi imporre i libri di testo graditi dal Governo e le commissioni per le attività antigovernative cui sottoporre gli insegnanti che peccano di libertà di pensiero.
Contro tutto questo la Cgil, la Cgil Scuola e la Federazione formazione e ricerca Cgil hanno annunciato una grande assemblea nazionale della scuola che si terrà a gennaio e aprirà una nuova fase di mobilitazione e di lotta. Una lotta anche a difesa del contratto nazionale e del suo rinnovo che, nonostante le promesse, è ancora in alto mare.
Se la situazione non si sblocca si prevedono nuovi scioperi: su questo i sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil sono d'accordo, e lo stato di mobilitazione è stato proclamato anche dallo Snals.
Le preoccupazioni sulla scuola sono dunque diffuse e condivise da chi vive da vicino e con senso di responsabilità questa realtà.
Ma più delle parole contano i fatti. E i fatti sono dimostrati dalle cifre che - senza timore di smentita - rendono chiaro ed evidente il disegno del Governo e ne svelano anche i trucchi e gli imbrogli.
La storia di questa prima parte di legislatura per la scuola è molto semplice: pesanti tagli e basta con l'obiettivo di portare la scuola pubblica al declino.
Con questa pubblicazione intendiamo fornire un quadro compiuto di una situazione per noi inaccettabile.
Ecco alcuni filoni di lettura per analizzare il materiale riportato ed esplicitare già alcuni indicatori.
Ma quanto mi tagli?, ovvero forniamo un quadro compiuto dei tagli operati, la cui reale entità rischia di essere sottovalutata.
Le persone sono un costo?, ovvero una indicazione delle pesanti conseguenze dei tagli sul fare scuola di tutti i giorni (cioè, i costi sociali di scelte economiche e politiche che ricadono sui diritti delle persone) perché sono sempre i più deboli a pagare.
La realtà è peggiore, ovvero i tagli effettivi sono superiori a quelli previsti perché l'effetto di strozzamento sulla spesa deprime pesantemente l'intero.
Gli interventi occulti, ovvero le tante scelte unilaterali che stanno spostando costantemente risorse dalla scuola statale alla scuola privata.
IL DECLINO DELLA SCUOLA PUBBLICA
L'azione del Governo e del Ministro dell'Istruzione ha avviato una fase di forte declino della scuola pubblica.
E' la prima volta che questo accade e ciò sta determinando insicurezza e frustrazione fra i lavoratori della scuola e nel Paese.
Contro queste scelte la Cgil vuole rafforzare in modo deciso la forte iniziativa già messa in campo per presidiare e valorizzare la scuola di tutti.
1. L'azzeramento
Fin dall'insediamento il Governo ed il Ministro hanno proceduto ad un sistematico azzeramento delle riforme e degli stessi principi costitutivi della normativa ancora vigente introdotta nella passata legislatura.
Così la discontinuità diventa un valore da perseguire in sé, segno evidente di mancanza di senso dello Stato.
L'azzeramento si realizza anche attraverso operazioni che mirano a:
reintrodurre assetti organizzativi ispirati ad un forte controllo centrale;
una forte limitazione dell'autonomia dei centri di spesa regionali;
la sostituzione del 50% dei direttori generali, quindi, il loro condizionamento nelle scelte relative alla gestione.
2. Manca il senso dello Stato
Ci riferiamo alla non applicazione di leggi vigenti.
Mentre la Legge 9/'99 prevede l'assolvimento dell'obbligo scolastico nelle scuole statali, le recenti Intese con alcune regioni ne consentono l'assolvimento nel sistema di formazione professionale prevista.
I giudici hanno sospeso tali intese ritenendole illegittime. E i ragazzi iscritti ai corsi professionali ritenuti illegittimi?
In sostanza mentre non si applicano le leggi che ci sono si attuano le proposte di legge!
3. La scuola privata prima di tutto
Il sostegno alle scuole private e paritarie è costante e spesso è sostenuta da una interpretazione unilaterale delle norme.
La scuola privata è destinataria di notevoli ulteriori privilegi: viene sempre ricompresa tra le iniziative di formazione e di potenziamento dell'offerta formativa destinate negli obiettivi e nelle risorse finanziarie alla scuola statale.
Alcuni provvedimenti favoriscono oggettivamente la scuola privata:
la modifica della riforma dell'esame di Stato, di fatto propedeutica all'abolizione del valore legale del titolo di studio;
la riduzione degli spazi dell'innovazione didattica e dell'autonomia nelle scuole statali e, in casi non marginali, dello stesso diritto allo studio mediante la riduzione degli organici.
4.La scuola privata tra il buono scuola ed il credito d'imposta
La strada del buono scuola è stata affidata alle leggi regionali "dimenticando" che la nostra Costituzione impone misure che assicurino un'effettiva uguaglianza e prevede aiuti alle famiglie più disagiate per rendere effettivo il diritto allo studio prescindendo dal tipo di scuola frequentata.
I tempi lunghi delle leggi regionali e le loro diverse impostazioni hanno fatto scegliere recentemente come valida integrazione la detrazione d'imposta che, stabilita a livello nazionale in maniera omogenea, assicura uniformità di trattamento sul territorio nazionale per tutte le scuole private.
5. Il superamento della solidarietà
Per la prima volta ci troviamo esplicitamente di fronte ad una scelta politica di forte riduzione della funzione di coesione sociale del servizio di istruzione.
Viene considerato addirittura ovvio il fatto che una parte della popolazione sia condannata alla marginalità sociale.
Lo studio è un diritto ma non c'è più né l'obbligo a perseguirlo né il dovere a garantirlo: questo viene indicato come un punto essenziale per mettere l'Italia a livello degli altri paesi europei.
L'istruzione diventa così un servizio alla persona, a domanda individuale.
Sono le stesse posizioni sostenute da Confindustria nel Convegno di Parma del 2001.
6. Il personale della scuola
L'obiettivo è quello di abbandonare il regime contrattuale con un nuovo stato giuridico degli insegnanti definito per legge.
Si persegue l'obiettivo di incentivare la cultura corporativa. Da un lato si mira a spezzare l'unitarietà del profilo professionale degli insegnanti, con figure sovraordinate gerarchicamente e, dall'altro, si vuole dare vita ad un ordine professionale con il quale interloquire da posizioni di forza.
Gli ata sono, nelle politiche ministeriali, niente altro che un'utile fonte di risparmio e di assegnazione a privati di funzioni svolte dalla scuola.
7. L'autonomia professionale e la libertà di insegnamento
Gli interventi limitativi della libertà di insegnamento sono, purtroppo, all'ordine del giorno e la risoluzione sulla presunta parzialità dei libri di storia, approvata pochi giorni fa alla Camera, è solo l'ultimo episodio in ordine di tempo.
Le cronache sono piene di interpellanze parlamentari contro docenti e dirigenti, di numeri telefonici istituiti per raccogliere denuncie circa presunti comportamenti antigovernativi del personale della scuola.
Tutto si giustifica con la libertà di scelta del singolo, quindi come diritto della persona di scegliere il tipo di istruzione che preferisce. Il ruolo dello Stato è quello di assicurare la libera scelta della persona, si vuole far dimentica che la libertà d'insegnamento è prevista e protetta dalla Costituzione, proprio per evitare che la cultura e la scienza possano appartenere a governi e a maggioranze.
8. L'autonomia scolastica
L'autonomia della scuola è l'unico elemento del precedente assetto che non viene messo in discussione.
Ma ciò solo nelle dichiarazioni.
Nulla si è fatto dal punto amministrativo e legislativo per potenziarne i suoi contenuti, anzi, l'uso dell'autonomia è ricondotto alla pura sfera del disbrigo delle pratiche burocratiche.
A ciò si aggiungono profondi contrasti con il sistema delle Regioni e delle autonomie locali, anche al di là dell'orientamento delle maggioranze che le governano.
D'altronde l'obiettivo della gestione integrata fra scuole e autonomie locali non appartiene né alla cultura né alle politiche del Governo.
Gli elementi principali che si registrano sono i seguenti:
300 milioni di euro in meno nella dotazione finanziaria di previsione del MIUR (è la prima volta che questo accade).
Non ci sono risorse specifiche per i rinnovi contrattuali degli insegnanti e del personale Ata, nonostante che gli indirizzi del Governo all'Aran per il rinnovo contrattuale del personale docente, recentemente formulati, indichino come obiettivo le retribuzioni europee.
Non ci sono risorse specifiche neanche per i Dirigenti scolastici, dal 2000 in attesa del riallineamento retributivo con l'altra dirigenza statale, e che nel precedente contratto hanno avuto specifiche risorse a ciò destinate.
Si registra una costante diminuzione delle risorse a disposizione delle scuole per la Legge per il potenziamento dell'offerta formativa ( legge 440/97).
Si riducono drasticamente gli organici (consistente il contenimento dei posti di sostegno), sia per effetto del taglio vero e proprio sia come effetto di altre misure (per es.: saturazione delle cattedre a 18 ore).
Saturazione a 18 ore degli orari di cattedra inferiori: non è stimato il risparmio ma la riduzione degli organici sarà consistente.
Con la riduzione dei posti di personale si finanzia l'introduzione del credito d'imposta per la frequenza di scuole private nel 2003 (pari a 90 milioni di euro nel triennio) e si cedono a privati servizi che riguardano il funzionamento della scuola (es.: servizi di pulizia, vigilanza dei locali scolastici).
Scompaiono i 60 miliardi già stanziati nei precedenti documenti finanziari per l'edilizia scolastica.
Possibile licenziamento di personale docente inidoneo collocato fuori ruolo.
Taglio di 27.700 posti ATA, di cui il 6% degli attuali collaboratori scolastici, entro il 2005.Solo per effetto dei tagli è previsto per il 2004 un aumento del salario accessorio di 39 milioni di euro, di 58 per il 2005 e di 70 per il 2006.
Cancellata la previsione di spesa di 35 milioni di euro per l'autoaggiornamento dei docenti.
L'aumento delle risorse a favore della scuola privata è costante.
Anno 2002.
535 milioni di euro pari a circa 1.070 miliardi di lire.
L'aumento dei contributi per le scuole private, rispetto al 2001, è pari a circa 51 milioni di euro, cioè circa 100 miliardi di lire, di cui :
6.197.482 milioni di euro ( pari a circa 12 miliardi di lire) provenienti dalle risorse della Legge 440 per le scuole statali per l'anno 2002. Le risorse sono state utilizzate, in realtà, per dare contributi alle scuole private senza alcun criterio di trasparenza e di legittimità anche contabile.
Anno 2003
565 milioni di euro pari a circa 1.130 miliardi di lire
Alle somme in bilancio si aggiungono:
risorse 440 per anno 2003, ancora da quantificare, ma in logica di progressione rispetto al 2002;
credito d'imposta di 90 milioni di euro per la frequenza nelle scuole private.
Formazione
Nel 2002, per la prima volta, dopo l'accordo integrativo per l'utilizzo delle risorse finanziarie 2002, il Ministro decide con propria Direttiva (n.74 del 27 giugno 2002) che le iniziative di formazione organizzate per il "... personale delle scuole statali sono aperte anche al personale delle scuole paritarie".
Siamo in presenza di una evidente violazione dell'accordo contrattuale e di un uso di risorse contrattuali improprio.
Recentemente, con la Circolare del 3 dicembre 2002, gli interventi formativi finalizzati ad ampliare le competenze informatiche e tecnologiche vengono estesi :
agli insegnanti di religione cattolica, equiparati con circolare al personale "docente di ruolo";
al personale delle scuole private.
Siamo quindi in presenza di una duplice fonte di finanziamento per la scuola privata:
i fondi annualmente stanziati, che sono in costante aumento;
l'uso di risorse destinate alla scuola statale.
Gli effetti del taglio degli organici (almeno 40.000 docenti e 35.000 Ata) sono molto pesanti:
abbassamento della qualità dell'offerta formativa della scuola
funzionamento didattico limitato
depotenziamento dell'autonomia senza risorse finanziarie e di personale.
Il Ministro si è impegnato a ridurre del 15% la spesa per il personale della scuola.
La questione che emerge ormai in modo evidente è una chiara strategia: la riduzione d'organico da manovra di contenimento della spesa, tipica di tanti precedenti governi, diventa strumento funzionale alla riduzione dell'offerta formativa del sistema pubblico.
Sintesi degli effetti già prodotti dai tagli nell'anno scolastico in corso
|
SCUOLA |
Pur non avendo effettuato riduzioni di personale, visto il persistente fenomeno delle liste d'attesa, si è bloccato il processo di espansione, che è sempre stata assicurata DA tutti iGoverni negli anni scorsi. Il blocco degli organici ha impedito di compensare le perduranti dismissioni del servizio da parte di enti locali e gestori privati. In molte situazioni sono tornate o sono aumentate le liste di attesa. Diffusamente si sono formate sezioni oltre i 25 alunni, fino a 28 e oltre. Non sono stati previsti nemmeno posti aggiuntivi per la diffusione dei modelli di qualità previsti da un Decreto del 2001 (D.M. 91/2001). In moltissime province, sono venute meno iniziative progettate dalle scuole contro la dispersione scolastica e per l'integrazione degli alunni stranieri. In molte situazioni non è stato possibile, rispondere alla richiesta sociale di prolungamento orario oltre le 40 ore settimanali. In alcune situazioni si è tornati a modelli di funzionamento antimeridiani. |
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SCUOLA ELEMENTARE |
Il contenimento dei posti è stato realizzato riducendo gli specialisti di lingua straniera, i progetti e il tempo pieno. L'insegnamento della lingua straniera, con insegnanti specialisti, è stato completamente eliminato dal primo ciclo e ridotto nel secondo. Le nuove richieste di tempo pieno quasi ovunque non hanno trovato risposta. Sono state ridotte le prosecuzioni di esperienze di tempo pieno già esistenti. Sono stati eliminati progetti contro la dispersione e per l'integrazione degli alunni stranieri. E' aumentato diffusamente il numero degli alunni per classe, anche oltre il limite di 25. Sono tornate le pluriclassi, anche con più di 15 alunni per classe. Sono stati azzerati i posti per l'alfabetizzazione degli adulti. |
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SCUOLA MEDIA |
Le nuove richieste di tempo prolungato sono state negate. E' stata ridotta anche la prosecuzione di quello esistente. Sono state formate diffusamente classi oltre i 25 alunni (fino a 27 e oltre). Sono stati eliminati i progetti. Sono stati fortemente ridotti gli spazi di flessibilità e di contemporaneità docente. |
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SCUOLA SUPERIORE |
Sono state formate molte classi oltre i 25 studenti (fino a 28, 29 e anche oltre). Molti indirizzi richiesti non sono stati attivati. |
Ulteriori effetti della legge finanziaria 2003 sulla scuola secondaria
La Legge Finanziaria 2002 aveva già previsto che gruppi di ore rimasti liberi (gli spezzoni) fossero
utilizzati prioritariamente per costituire posti di insegnamento a 18 ore.
Con la Finanziaria 2003 si arriverà anche a scindere gli insegnamenti costitutivi delle cattedre così
come previsto dagli ordinamenti.
Conseguenze:
aumento del numero di docenti che opereranno nelle singole classi;
polverizzazione degli interventi didattici;
diversa composizione dei consigli di classe per classi parallele nella stessa scuola, con conseguente disparità nella valutazione dei ragazzi.
Molte cattedre, in particolare quelle esterne, sono state già disaggregate e si sono formati moltissimi spezzoni orari (ben 208.575).
Questa operazione ha provocato:
I perdenti posto nella scuola media sono passati da 2.853 dell'a.s. 2001/2002 a 3.634 nel 2002/2003, nella secondaria superiore da 2.153 nel 2001/2002 a 2.805 nel 2002/2003.
ORGANICI ATA
Dopo avere già tagliato oltre 20.000 posti lo scorso anno (DM n. 128 del 27-7-2001), nella Finanziaria per il 2003 si prevede un ulteriore taglio di altri 12-13.000 posti nel prossimo triennio.
Inoltre:
Risultato: si assisterà ad un peggioramento della qualità di tutti i servizi di supporto amministrativo, tecnico e ausiliario.
Anno 2001 : stanziati 60 miliardi lire.
Anno 2002 : stanziati 0 euro
Anno 2003 : stanziati 10 milioni di euro (pari a 20 miliardi di lire)
La Legge 11 gennaio 1996 n.23 finanziava con 60 miliardi annui l'adeguamento degli edifici scolastici.
Con la Legge Finanziaria 2002 sono scomparsi i 60 miliardi già stanziati nei precedenti documenti finanziari sia per il 2001 che per il 2002.
Dopo la tragedia della scuola di San Giuliano, nella Finanziaria 2003 è stato inserito un fondo di 10 milioni di euro, pari a 20 miliardi di lire, al posto dei 60 miliardi già previsti.
Il decreto del Ministro dell'Economia (29 novembre 2002) taglia anche le risorse destinate alla realizzazione dell'anagrafe dell'edilizia scolastica.
1. Il quadro
Nelle 10.824 scuole statali dislocate in 41.328 edifici - comprese le sedi staccate, le succursali, ecc. - studiano e lavorano circa 9 milioni di persone.
2. Gli incidenti a scuola: un fenomeno decisamente in crescita
Una recente statistica INAIL mette in evidenza che nelle nostre scuole sono in aumento gli infortuni degli studenti. Gli infortuni riconducibili direttamente o indirettamente all'ambiente di lavoro rappresentano il 32,5% del totale
| Agente materiale | Maschi | Femmine | Totale |
| Ambiente di lavoro | 10.200 | 6.055 | 18.255 |
| Materiali, sostanze | 6.885 | 7.504 | 14.389 |
| Persone, animali ecc. | 3.256 | 1.280 |
4.646 |
| Parti meccaniche | 577 | 391 | 968 |
| Attrezzi, utensili | 535 | 340 | 675 |
| Altri agenti materiali | 445 | 350 | 795 |
| Totale | 21.306 | 17.920 | 38.828 |
| Non determinato | 9.085 | 7.088 | 16.183 |
|
In complesso |
30.993 |
25.016 | 56.011 |
3. Gli edifici scolastici e il loro stato
Solo il 42,98% delle scuole censite possiede il certificato di agibilità statica dell'immobile (in Sardegna il 15,5%).
Gli edifici che ospitano le nostre scuole non sempre erano destinati ad uso scolastico, infatti il 17% degli edifici sono stati riadattati.
Solo il 42,65% delle scuole possiede il certificato di agibilità igienico sanitaria.
Solo il 26,79% possiede il certificato prevenzione incendi.
Solo il 63,04% delle scuole sono dotate di scale di sicurezza, mentre le scuole che hanno porte antipanico sono il 79, 35%.
Sono state oggetto di visita ispettiva 4633 scuole (48,31%) e sono stati redatti verbali in 2712 istituti (58,54%) di cui a carico dei dirigenti scolastici 590 (21,76%) e ben 2450 (90,34%) a carico degli enti locali proprietari degli immobili.
Risorse.
Nell'anno 2001 sono stati spesi 35 miliardi di lire su un totale di 125.848 alunni disabili.
Nel 2002 sono stati spesi circa 8 miliardi di lire (4.169.000 euro) su un totale di alunni disabili pari a 134.591.
Insegnanti di sostegno.
Anno 2000/2001
tempo determinato: 28.281 - tempo indeterminato: 37.334 Totale 65.615
Anno 2001/2002
tempo determinato: 19.023 - tempo indeterminato: 43.356 Totale: 62.379
Riduzione dei posti di sostegno nell'anno scolastico 2001/2002: 3.234 a fronte di un aumento di circa 10.000 alunni disabili.
Integrazione alunni handicappati
Si sono formate classi numerose (21-25 alunni e oltre) con l'inserimento di alunni handicappati.
In molti casi si è tornati all'inserimento di due o più alunni handicappati per classe, anche in presenza di classi numerose.
La diminuzione delle risorse per le scuole previste dalla Legge per il potenziamento dell'offerta formativa (Legge 440/97) è costante.
Anno 2001: L. 501.273.000.000.
Anno 2002: € 225.728.771,00 (circa 450 miliardi di lire).
Registriamo, pertanto, un taglio del 12,81% rispetto al 2001.
Anno 2003: € 214.060.000 (circa 430 miliardi di lire)
Anno 2004: € 198.730.000 (circa 400 miliardi di lire)
Ma la riduzione di risorse alle scuole non termina qui.
Nell'anno 2001 vengono stanziati circa 32 miliardi per progetti nazionali.
Nell'anno 2002 si stanzia apparentemente per il livello centrale una somma analoga ma:
alcune attività (biblioteche, progetto lingue 2000, ecc.) si eliminano;
altre vengono ridotte.
Se ne avvantaggiano:
il Servizio per la Comunicazione che passa da 4 a 15 miliardi (per la divulgazione di una riforma né operativa, né approvata dal Parlamento nell'anno in corso);
la scuola privata i cui finanziamenti passano da 1 miliardo di lire del 2001 a 12 miliardi nel 2002 (6.197.000 di euro).
Gli stanziamenti per tutte le altre attività previste dalla legge 440 sono state mediamente diminuite del 10% .
I seguenti importi si riferiscono ai progetti che saranno seguiti dall'amministrazione centrale
PROSPETTO RIEPILOGATIVO
|
2001 |
2002 |
||
|
Lire |
Euro |
||
| Riepilogo iniziative finanziate | |||
| Formazione lingue 2000 |
1.500.000 |
0,00 |
|
| Insegnamento storia e filosofia |
500.000.000 |
0,00 |
|
| Attività orientamento |
500.000.000 |
206.000,00 |
|
| Gestione protocollo intesa |
3.000.000.000 |
0,00 |
|
| Progetti qualità |
1.000.000.000 |
516.926,00 |
|
| Attività derivanti Accordo progr.quadro |
8.000.000.000 |
0,00 |
|
| Monitoraggio pof |
2.000.000.000 |
||
| Monitoraggio indire |
11.000.000.000 |
||
| Progetto musica |
1.500.000.000 |
671.638,00 |
|
| Gestione scuole paritarie |
1.000.000.000 |
6.197.482,00(circa 12 miliardi) | |
| Fondo interventi perequazione handicap |
350.000.000 |
||
| Progetto sport |
4.000.000.000 |
1.858.999,00 |
|
| Iniziative nazionali progetti per studenti |
1.000.000.000 |
453.200,00 |
|
| Sistema formativo integrato(ifts-obbligo formativo e adulti) |
131.471.000.000 |
61.510.000,00 | |
| Monitoraggio riorganizzazione servizi |
1.168.000.000 |
0,00 |
|
| Progetto scienze |
1.000.000.000 |
464.926,00 |
|
| Progetto biblioteche |
500.000.000 |
0,00 |
|
| Attività servizi comunicazione |
4.000.000.000 |
7.746.853,00 |
|
|
171.990.500.000 |
79.626.024,00 | ||
Precariato ed immissione in ruolo
1) Decreto legge 3 luglio 2001 n. 255 convertito nella legge 20 agosto 2001 n. 333
Allontanamento dalle nomine in ruolo del 2001 e dalle supplenze annuali di oltre 10.000 docenti con più esperienza nella scuola pubblica e loro sostituzione con i docenti della scuola privata o con neolaureati ( all'incirca 1 ogni 6).
"Salta" buona parte del regolamento di nomina predisposto (D.M. 201/2001) e di conseguenza le nomine senza regole pubbliche note, ma solo in base a istruzioni agli uffici.
Aumento del contenzioso.
Blocco delle assunzioni in ruolo.
Aumento del numero complessivo degli insegnanti precari e perciò con più instabilità a seguito del mancato turn over su circa 19.000 pensionamenti (2002).
2) Decreto legge 25 settembre 2002 n. 212 convertito nella legge 22 novembre 2002 n. 268 (e ordini del giorno allegati)
Riconversione obbligatoria dei docenti soprannumerari. Circa 7.000 docenti vengono minacciati di messa a disposizione e successivo licenziamento nel caso in cui la loro condizione di soprannumerarietà perduri.
Impossibilità di sdoppiare le classi ad anno scolastico iniziato con conseguente aumento del numero di alunni per classe e per insegnante.
3) Disegno di legge n. 2840 approvato dalla Camera dei Deputati il 3 dicembre 2002
Istituzione di due ruoli di insegnamento della religione cattolica, per scuola secondaria e per scuola materne ed elementare .
Comporta l'istituzione di circa 20.000 posti per l'assunzione in ruolo degli insegnanti di religione, con un onere di spesa di 7.418.903 euro nel 2003 e 19.289.150 euro nel 2004.
Lo Stato assume in ruolo sulla base di una idoneità discrezionale rilasciata dall'ordinario diocesano, vale a dire da parte di un organo non pubblico e non soggetto al diritto pubblico.
L'onere di spesa per il primo concorso sarà di 261.840 euro per l'anno 2003
I docenti di religione pertanto, assunti da un organismo non pubblico, potranno spostarsi nel sistema pubblico a piacimento sulla base delle norme comuni agli altri docenti. Lo Stato si fa carico anzi della ricollocazione di coloro che dovessero considerarsi inidonei nel corso della loro carriera.
Il Decreto taglia spese riduce di:
805 milioni di euro sulla competenza distribuiti su tutti i capitoli di spesa, (questa scelta rende impossibile l'assunzione di impegni per la cifra accantonata);
1034 milioni di euro sulla cassa distribuiti su tutti i capitoli di spesa (che impediscono l'utilizzo delle giacenze di cassa).
Il contestuale intervento su competenza e cassa, oltre a limitare gli impegni di spesa, determinerà una evidente ingovernabilità economica di tutto il sistema articolato in Miur, Direzioni Regionali, Csa e scuole autonome.
Esclusi dal taglio solo le risorse destinate alla scuola privata.
Esempi più eclatanti, sul livello dell'amministrazione centrale:
126 milioni di euro (circa 240 miliardi) di tagli del capitolo destinato alla retribuzione accessoria del personale della scuola
3 milioni di euro (circa 6 miliardi) di tagli al capitolo destinato alle spese per aggiornamento docenti.
3 milioni di euro (circa 6 miliardi) per i sussidi ai comuni del mezzogiorno per arredi scolastici.
30 milioni di euro (circa 60 miliardi) di tagli al capitolo destinato alla formazione professionale nelle aree depresse.
12 milioni di euro (circa 24 miliardi di lire) destinate alla formazione per adulti.
In ogni caso le sofferenze maggiori riguarderanno:
| Funzionamento amministrativo/didattico. |
per euro 56.000.000 |
| Igiene sicurezza | per euro17.800.000 |
| Subentro appalti | per euro 41.000.000 |
| IFTS/EDA |
per euro 61.000.000 |
| Terziarizzazione |
per euro 29.000.000 |
| Formazione/aggiornamento |
per euro 44.000.000 |
| Interventi alunni disabili | per euro 9.160.000 |
Dopo il Decreto risultano "bloccate" queste spese e tutte le Direzioni Regionali, senza eccezioni, non potranno emettere titoli per quel che riguarda:
La formazione per il personale della scuola
Il funzionamento didattico amministrativo (spese per il funzionamento degli uffici, utenze, tassa rifiuti, materiale per i laboratori, III Area, libri riviste, viaggi d'istruzione e missioni ai docenti accompagnatori ecc).
Gli interventi a favore degli alunni handicappati compresa la formazione dei docenti
I contratti per gli appalti di pulizie.
I contributi per la terziarizzazione.
L'acquisto di attrezzature scolastiche comprese le dotazioni librarie.
Il taglio sul funzionamento didattico e amministrativo si tradurrà in una maggiore spesa per le famiglie degli studenti.
Le scuole, per poter garantire il livello e la qualità delle attività e delle esercitazioni didattiche, saranno costrette ad aumentare le tasse di iscrizione e i contributi di laboratorio.