Finanziaria 2003: i numeri che stanno devastando la scuola italiana.

Tutti i tagli che riguardano la scuola,
euro per euro

Conferenza stampa della CGIL - Scuola

indice

Presentazione dei materiali: "tutti i tagli euro per euro" 

Premessa

I tagli della Finanziaria per il 2003

Si taglia alla scuola pubblica per dare alla scuola privata

 Le ricadute dei tagli: gli organici

Le ricadute dei tagli: edilizia scolastica

Le ricadute dei tagli: sostegno agli alunni disabili

Si riducono le risorse alle scuole autonome

Precariato ed immissioni in ruolo

Arriva il Decreto tagliaspese

Presentazione dei materiali: "tutti i tagli euro per euro" 

L'attacco al diritto allo studio e alla scuola pubblica è perseguito con tragica coerenza da questo Governo. Si taglia in termini di finanziamenti e si taglia in termini di libertà.

La situazione della scuola italiana è stata presentata nel corso di una conferenza stampa a Roma il 17 dicembre dalla Cgil e dalla Cgil Scuola.

Un dossier dettagliato è stato illustrato ai giornalisti per dimostrare che dal 2002 al 2004 la scuola italiana perderà circa 1 miliardo di euro. Una cifra spaventosa che si traduce in tagli agli organici, tagli all'offerta formativa, tagli all'inserimento e al recupero, tagli all'edilizia e alla sicurezza, tagli all'innovazione.

La scuola annaspa, rischia di perdere nei fatti l'autonomia che la legge le garantisce, viene sballottata tra sperimentazioni fasulle, minacce di regionalizzazione, smembramento dei percorsi scolastici e, come se non bastasse, corre il rischio di vedersi imporre i libri di testo graditi dal Governo e le commissioni per le attività antigovernative cui sottoporre gli insegnanti che peccano di libertà di pensiero.

Contro tutto questo la Cgil, la Cgil Scuola e la Federazione formazione e ricerca Cgil hanno annunciato una grande assemblea nazionale della scuola che si terrà a gennaio e aprirà una nuova fase di mobilitazione e di lotta. Una lotta anche a difesa del contratto nazionale e del suo rinnovo che, nonostante le promesse, è ancora in alto mare.

Se la situazione non si sblocca si prevedono nuovi scioperi: su questo i sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil sono d'accordo, e lo stato di mobilitazione è stato proclamato anche dallo Snals.

Le preoccupazioni sulla scuola sono dunque diffuse e condivise da chi vive da vicino e con senso di responsabilità questa realtà.

Ma più delle parole contano i fatti. E i fatti sono dimostrati dalle cifre che - senza timore di smentita - rendono chiaro ed evidente il disegno del Governo e ne svelano anche i trucchi e gli imbrogli.

Premessa

La storia di questa prima parte di legislatura per la scuola è molto semplice: pesanti tagli e basta con l'obiettivo di portare la scuola pubblica al declino.

Con questa pubblicazione intendiamo fornire un quadro compiuto di una situazione per noi inaccettabile.

Ecco alcuni filoni di lettura per analizzare il materiale riportato ed esplicitare già alcuni indicatori.

Ma quanto mi tagli?, ovvero forniamo un quadro compiuto dei tagli operati, la cui reale entità rischia di essere sottovalutata.

Le persone sono un costo?, ovvero una indicazione delle pesanti conseguenze dei tagli sul fare scuola di tutti i giorni (cioè, i costi sociali di scelte economiche e politiche che ricadono sui diritti delle persone) perché sono sempre i più deboli a pagare.

La realtà è peggiore, ovvero i tagli effettivi sono superiori a quelli previsti perché l'effetto di strozzamento sulla spesa deprime pesantemente l'intero.

Gli interventi occulti, ovvero le tante scelte unilaterali che stanno spostando costantemente risorse dalla scuola statale alla scuola privata.

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presentazione

IL DECLINO DELLA SCUOLA PUBBLICA

L'azione del Governo e del Ministro dell'Istruzione ha avviato una fase di forte declino della scuola pubblica.

E' la prima volta che questo accade e ciò sta determinando insicurezza e frustrazione fra i lavoratori della scuola e nel Paese.

Contro queste scelte la Cgil vuole rafforzare in modo deciso la forte iniziativa già messa in campo per presidiare e valorizzare la scuola di tutti.

1. L'azzeramento

Fin dall'insediamento il Governo ed il Ministro hanno proceduto ad un sistematico azzeramento delle riforme e degli stessi principi costitutivi della normativa ancora vigente introdotta nella passata legislatura.

Così la discontinuità diventa un valore da perseguire in sé, segno evidente di mancanza di senso dello Stato.

L'azzeramento si realizza anche attraverso operazioni che mirano a:

2. Manca il senso dello Stato

Ci riferiamo alla non applicazione di leggi vigenti.

Mentre la Legge 9/'99 prevede l'assolvimento dell'obbligo scolastico nelle scuole statali, le recenti Intese con alcune regioni ne consentono l'assolvimento nel sistema di formazione professionale prevista.

I giudici hanno sospeso tali intese ritenendole illegittime. E i ragazzi iscritti ai corsi professionali ritenuti illegittimi?

In sostanza mentre non si applicano le leggi che ci sono si attuano le proposte di legge!

3. La scuola privata prima di tutto

Il sostegno alle scuole private e paritarie è costante e spesso è sostenuta da una interpretazione unilaterale delle norme.

La scuola privata è destinataria di notevoli ulteriori privilegi: viene sempre ricompresa tra le iniziative di formazione e di potenziamento dell'offerta formativa destinate negli obiettivi e nelle risorse finanziarie alla scuola statale.

Alcuni provvedimenti favoriscono oggettivamente la scuola privata:

4.La scuola privata tra il buono scuola ed il credito d'imposta

La strada del buono scuola è stata affidata alle leggi regionali "dimenticando" che la nostra Costituzione impone misure che assicurino un'effettiva uguaglianza e prevede aiuti alle famiglie più disagiate per rendere effettivo il diritto allo studio prescindendo dal tipo di scuola frequentata.

I tempi lunghi delle leggi regionali e le loro diverse impostazioni hanno fatto scegliere recentemente come valida integrazione la detrazione d'imposta che, stabilita a livello nazionale in maniera omogenea, assicura uniformità di trattamento sul territorio nazionale per tutte le scuole private.

5. Il superamento della solidarietà

Per la prima volta ci troviamo esplicitamente di fronte ad una scelta politica di forte riduzione della funzione di coesione sociale del servizio di istruzione.

Viene considerato addirittura ovvio il fatto che una parte della popolazione sia condannata alla marginalità sociale.

Lo studio è un diritto ma non c'è più né l'obbligo a perseguirlo né il dovere a garantirlo: questo viene indicato come un punto essenziale per mettere l'Italia a livello degli altri paesi europei.

L'istruzione diventa così un servizio alla persona, a domanda individuale.

Sono le stesse posizioni sostenute da Confindustria nel Convegno di Parma del 2001.

6. Il personale della scuola

L'obiettivo è quello di abbandonare il regime contrattuale con un nuovo stato giuridico degli insegnanti definito per legge.

Si persegue l'obiettivo di incentivare la cultura corporativa. Da un lato si mira a spezzare l'unitarietà del profilo professionale degli insegnanti, con figure sovraordinate gerarchicamente e, dall'altro, si vuole dare vita ad un ordine professionale con il quale interloquire da posizioni di forza.

Gli ata sono, nelle politiche ministeriali, niente altro che un'utile fonte di risparmio e di assegnazione a privati di funzioni svolte dalla scuola.

7. L'autonomia professionale e la libertà di insegnamento

Gli interventi limitativi della libertà di insegnamento sono, purtroppo, all'ordine del giorno e la risoluzione sulla presunta parzialità dei libri di storia, approvata pochi giorni fa alla Camera, è solo l'ultimo episodio in ordine di tempo.

Le cronache sono piene di interpellanze parlamentari contro docenti e dirigenti, di numeri telefonici istituiti per raccogliere denuncie circa presunti comportamenti antigovernativi del personale della scuola.

Tutto si giustifica con la libertà di scelta del singolo, quindi come diritto della persona di scegliere il tipo di istruzione che preferisce. Il ruolo dello Stato è quello di assicurare la libera scelta della persona, si vuole far dimentica che la libertà d'insegnamento è prevista e protetta dalla Costituzione, proprio per evitare che la cultura e la scienza possano appartenere a governi e a maggioranze.

8. L'autonomia scolastica

L'autonomia della scuola è l'unico elemento del precedente assetto che non viene messo in discussione.

Ma ciò solo nelle dichiarazioni.

Nulla si è fatto dal punto amministrativo e legislativo per potenziarne i suoi contenuti, anzi, l'uso dell'autonomia è ricondotto alla pura sfera del disbrigo delle pratiche burocratiche.

A ciò si aggiungono profondi contrasti con il sistema delle Regioni e delle autonomie locali, anche al di là dell'orientamento delle maggioranze che le governano.

D'altronde l'obiettivo della gestione integrata fra scuole e autonomie locali non appartiene né alla cultura né alle politiche del Governo.

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I tagli della Finanziaria per il 2003

Gli elementi principali che si registrano sono i seguenti:

  1. 300 milioni di euro in meno nella dotazione finanziaria di previsione del MIUR (è la prima volta che questo accade).

  2. Non ci sono risorse specifiche per i rinnovi contrattuali degli insegnanti e del personale Ata, nonostante che gli indirizzi del Governo all'Aran per il rinnovo contrattuale del personale docente, recentemente formulati, indichino come obiettivo le retribuzioni europee.

  3. Non ci sono risorse specifiche neanche per i Dirigenti scolastici, dal 2000 in attesa del riallineamento retributivo con l'altra dirigenza statale, e che nel precedente contratto hanno avuto specifiche risorse a ciò destinate.

  4. Si registra una costante diminuzione delle risorse a disposizione delle scuole per la Legge per il potenziamento dell'offerta formativa ( legge 440/97).

  5. Si riducono drasticamente gli organici (consistente il contenimento dei posti di sostegno), sia per effetto del taglio vero e proprio sia come effetto di altre misure (per es.: saturazione delle cattedre a 18 ore).

  6. Saturazione a 18 ore degli orari di cattedra inferiori: non è stimato il risparmio ma la riduzione degli organici sarà consistente.

  7. Con la riduzione dei posti di personale si finanzia l'introduzione del credito d'imposta per la frequenza di scuole private nel 2003 (pari a 90 milioni di euro nel triennio) e si cedono a privati servizi che riguardano il funzionamento della scuola (es.: servizi di pulizia, vigilanza dei locali scolastici).

  8. Scompaiono i 60 miliardi già stanziati nei precedenti documenti finanziari per l'edilizia scolastica.

  9. Possibile licenziamento di personale docente inidoneo collocato fuori ruolo.

  10. Taglio di 27.700 posti ATA, di cui il 6% degli attuali collaboratori scolastici, entro il 2005.Solo per effetto dei tagli è previsto per il 2004 un aumento del salario accessorio di 39 milioni di euro, di 58 per il 2005 e di 70 per il 2006.

  11. Cancellata la previsione di spesa di 35 milioni di euro per l'autoaggiornamento dei docenti.

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Si taglia alla scuola pubblica
per dare alla scuola privata

L'aumento delle risorse a favore della scuola privata è costante.

Anno 2002.
535 milioni di euro pari a circa 1.070 miliardi di lire.

L'aumento dei contributi per le scuole private, rispetto al 2001, è pari a circa 51 milioni di euro, cioè circa 100 miliardi di lire, di cui :

Anno 2003
565 milioni di euro pari a circa 1.130 miliardi di lire

Alle somme in bilancio si aggiungono:

Formazione

Nel 2002, per la prima volta, dopo l'accordo integrativo per l'utilizzo delle risorse finanziarie 2002, il Ministro decide con propria Direttiva (n.74 del 27 giugno 2002) che le iniziative di formazione organizzate per il "... personale delle scuole statali sono aperte anche al personale delle scuole paritarie".

Siamo in presenza di una evidente violazione dell'accordo contrattuale e di un uso di risorse contrattuali improprio.

Recentemente, con la Circolare del 3 dicembre 2002, gli interventi formativi finalizzati ad ampliare le competenze informatiche e tecnologiche vengono estesi :

Siamo quindi in presenza di una duplice fonte di finanziamento per la scuola privata:

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Le ricadute dei tagli: gli organici

Gli effetti del taglio degli organici (almeno 40.000 docenti e 35.000 Ata) sono molto pesanti:

Il Ministro si è impegnato a ridurre del 15% la spesa per il personale della scuola.

La questione che emerge ormai in modo evidente è una chiara strategia: la riduzione d'organico da manovra di contenimento della spesa, tipica di tanti precedenti governi, diventa strumento funzionale alla riduzione dell'offerta formativa del sistema pubblico. 

Sintesi degli effetti già prodotti dai tagli nell'anno scolastico in corso

SCUOLA
DELL'INFANZIA

Pur non avendo effettuato riduzioni di personale, visto il persistente fenomeno delle liste d'attesa, si è bloccato il processo di espansione, che è sempre stata assicurata DA tutti iGoverni negli anni scorsi.

Il blocco degli organici ha impedito di compensare le perduranti dismissioni del servizio da parte di enti locali e gestori privati.

In molte situazioni sono tornate o sono aumentate le liste di attesa.

Diffusamente si sono formate sezioni oltre i 25 alunni, fino a 28 e oltre.

Non sono stati previsti nemmeno posti aggiuntivi per la diffusione dei modelli di qualità previsti da un Decreto del 2001 (D.M. 91/2001).

In moltissime province, sono venute meno iniziative progettate dalle scuole contro la dispersione scolastica e per l'integrazione degli alunni stranieri.

In molte situazioni non è stato possibile, rispondere alla richiesta sociale di prolungamento orario oltre le 40 ore settimanali. In alcune situazioni si è tornati a modelli di funzionamento antimeridiani.

SCUOLA ELEMENTARE

Il contenimento dei posti è stato realizzato riducendo gli specialisti di lingua straniera, i progetti e il tempo pieno.

L'insegnamento della lingua straniera, con insegnanti specialisti, è stato completamente eliminato dal primo ciclo e ridotto nel secondo.

Le nuove richieste di tempo pieno quasi ovunque non hanno trovato risposta.

Sono state ridotte le prosecuzioni di esperienze di tempo pieno già esistenti.

Sono stati eliminati progetti contro la dispersione e per l'integrazione degli alunni stranieri.

E' aumentato diffusamente il numero degli alunni per classe, anche oltre il limite di 25.

Sono tornate le pluriclassi, anche con più di 15 alunni per classe.

Sono stati azzerati i posti per l'alfabetizzazione degli adulti.

SCUOLA MEDIA

Le nuove richieste di tempo prolungato sono state negate.

E' stata ridotta anche la prosecuzione di quello esistente.

Sono state formate diffusamente classi oltre i 25 alunni (fino a 27 e oltre).

Sono stati eliminati i progetti.

Sono stati fortemente ridotti gli spazi di flessibilità e di contemporaneità docente.

SCUOLA SUPERIORE

Sono state formate molte classi oltre i 25 studenti (fino a 28, 29 e anche oltre).

Molti indirizzi richiesti non sono stati attivati.
Sono già stati eliminati quasi tutti progetti.

Ulteriori effetti della legge finanziaria 2003 sulla scuola secondaria

La Legge Finanziaria 2002 aveva già previsto che gruppi di ore rimasti liberi (gli spezzoni) fossero utilizzati prioritariamente per costituire posti di insegnamento a 18 ore.
Con la Finanziaria 2003 si arriverà anche a scindere gli insegnamenti costitutivi delle cattedre così come previsto dagli ordinamenti.

Conseguenze:

Molte cattedre, in particolare quelle esterne, sono state già disaggregate e si sono formati moltissimi spezzoni orari (ben 208.575).

Questa operazione ha provocato:

I perdenti posto nella scuola media sono passati da 2.853 dell'a.s. 2001/2002 a 3.634 nel 2002/2003, nella secondaria superiore da 2.153 nel 2001/2002 a 2.805 nel 2002/2003.

ORGANICI ATA

Dopo avere già tagliato oltre 20.000 posti lo scorso anno (DM n. 128 del 27-7-2001), nella Finanziaria per il 2003 si prevede un ulteriore taglio di altri 12-13.000 posti nel prossimo triennio.

Inoltre:

Risultato: si assisterà ad un peggioramento della qualità di tutti i servizi di supporto amministrativo, tecnico e ausiliario.

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Le ricadute dei tagli: edilizia scolastica

Anno 2001 : stanziati 60 miliardi lire.

Anno 2002 : stanziati 0 euro

Anno 2003 : stanziati 10 milioni di euro (pari a 20 miliardi di lire)

La Legge 11 gennaio 1996 n.23 finanziava con 60 miliardi annui l'adeguamento degli edifici scolastici.

Con la Legge Finanziaria 2002 sono scomparsi i 60 miliardi già stanziati nei precedenti documenti finanziari sia per il 2001 che per il 2002.

Dopo la tragedia della scuola di San Giuliano, nella Finanziaria 2003 è stato inserito un fondo di 10 milioni di euro, pari a 20 miliardi di lire, al posto dei 60 miliardi già previsti.

Il decreto del Ministro dell'Economia (29 novembre 2002) taglia anche le risorse destinate alla realizzazione dell'anagrafe dell'edilizia scolastica.

1. Il quadro

Nelle 10.824 scuole statali dislocate in 41.328 edifici - comprese le sedi staccate, le succursali, ecc. - studiano e lavorano circa 9 milioni di persone.

2. Gli incidenti a scuola: un fenomeno decisamente in crescita

Una recente statistica INAIL mette in evidenza che nelle nostre scuole sono in aumento gli infortuni degli studenti. Gli infortuni riconducibili direttamente o indirettamente all'ambiente di lavoro rappresentano il 32,5% del totale

Agente materiale Maschi Femmine  Totale
Ambiente di lavoro 10.200 6.055 18.255
Materiali, sostanze 6.885 7.504 14.389
Persone, animali ecc. 3.256 1.280

4.646

Parti meccaniche 577 391 968
Attrezzi, utensili 535 340 675
Altri agenti materiali 445 350 795
Totale 21.306 17.920 38.828
Non determinato 9.085 7.088 16.183
       

In complesso

30.993

25.016 56.011

3. Gli edifici scolastici e il loro stato

Solo il 42,98% delle scuole censite possiede il certificato di agibilità statica dell'immobile (in Sardegna il 15,5%).

Gli edifici che ospitano le nostre scuole non sempre erano destinati ad uso scolastico, infatti il 17% degli edifici sono stati riadattati.

Solo il 42,65% delle scuole possiede il certificato di agibilità igienico sanitaria.

Solo il 26,79% possiede il certificato prevenzione incendi.

Solo il 63,04% delle scuole sono dotate di scale di sicurezza, mentre le scuole che hanno porte antipanico sono il 79, 35%.

Sono state oggetto di visita ispettiva 4633 scuole (48,31%) e sono stati redatti verbali in 2712 istituti (58,54%) di cui a carico dei dirigenti scolastici 590 (21,76%) e ben 2450 (90,34%) a carico degli enti locali proprietari degli immobili.

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Le ricadute dei tagli: sostegno agli alunni disabili

Risorse.

Nell'anno 2001 sono stati spesi 35 miliardi di lire su un totale di 125.848 alunni disabili.

Nel 2002 sono stati spesi circa 8 miliardi di lire (4.169.000 euro) su un totale di alunni disabili pari a 134.591.

Insegnanti di sostegno.

Anno 2000/2001

Anno 2001/2002

Riduzione dei posti di sostegno nell'anno scolastico 2001/2002: 3.234 a fronte di un aumento di circa 10.000 alunni disabili.

Integrazione alunni handicappati

Si sono formate classi numerose (21-25 alunni e oltre) con l'inserimento di alunni handicappati.

In molti casi si è tornati all'inserimento di due o più alunni handicappati per classe, anche in presenza di classi numerose.

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Si riducono le risorse alle scuole autonome
(Legge 440/'97)

La diminuzione delle risorse per le scuole previste dalla Legge per il potenziamento dell'offerta formativa (Legge 440/97) è costante.

Anno 2001: L. 501.273.000.000.

Anno 2002: € 225.728.771,00 (circa 450 miliardi di lire).

Registriamo, pertanto, un taglio del 12,81% rispetto al 2001.

Anno 2003: € 214.060.000 (circa 430 miliardi di lire)

Anno 2004: € 198.730.000 (circa 400 miliardi di lire)

Ma la riduzione di risorse alle scuole non termina qui.

Nell'anno 2001 vengono stanziati circa 32 miliardi per progetti nazionali.

Nell'anno 2002 si stanzia apparentemente per il livello centrale una somma analoga ma:

Se ne avvantaggiano:

Gli stanziamenti per tutte le altre attività previste dalla legge 440 sono state mediamente diminuite del 10% .

I seguenti importi si riferiscono ai progetti che saranno seguiti dall'amministrazione centrale

PROSPETTO RIEPILOGATIVO

 

2001

2002

 

Lire

Euro

 
Riepilogo iniziative finanziate      
Formazione lingue 2000

1.500.000

0,00

 
Insegnamento storia e filosofia

500.000.000

0,00

 
Attività orientamento

500.000.000

206.000,00

 
Gestione protocollo intesa

3.000.000.000

0,00

 
Progetti qualità

1.000.000.000

516.926,00

 
Attività derivanti Accordo progr.quadro

8.000.000.000

0,00

 
Monitoraggio pof

2.000.000.000

   
Monitoraggio indire

11.000.000.000

   
Progetto musica

1.500.000.000

671.638,00

 
Gestione scuole paritarie

1.000.000.000

6.197.482,00(circa 12 miliardi)  
Fondo interventi perequazione handicap

350.000.000

   
Progetto sport

4.000.000.000

1.858.999,00

 
Iniziative nazionali progetti per studenti

1.000.000.000

453.200,00

 
Sistema formativo integrato(ifts-obbligo formativo e adulti)

131.471.000.000

61.510.000,00  
Monitoraggio riorganizzazione servizi

1.168.000.000

0,00

 
Progetto scienze

1.000.000.000

464.926,00

 
Progetto biblioteche

500.000.000

0,00

 
Attività servizi comunicazione

4.000.000.000

7.746.853,00

 
 

171.990.500.000

79.626.024,00  

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Precariato ed immissione in ruolo

1) Decreto legge 3 luglio 2001 n. 255 convertito nella legge 20 agosto 2001 n. 333

Allontanamento dalle nomine in ruolo del 2001 e dalle supplenze annuali di oltre 10.000 docenti con più esperienza nella scuola pubblica e loro sostituzione con i docenti della scuola privata o con neolaureati ( all'incirca 1 ogni 6).

"Salta" buona parte del regolamento di nomina predisposto (D.M. 201/2001) e di conseguenza le nomine senza regole pubbliche note, ma solo in base a istruzioni agli uffici.

Aumento del contenzioso.

Blocco delle assunzioni in ruolo.

Aumento del numero complessivo degli insegnanti precari e perciò con più instabilità a seguito del mancato turn over su circa 19.000 pensionamenti (2002).

2) Decreto legge 25 settembre 2002 n. 212 convertito nella legge 22 novembre 2002 n. 268 (e ordini del giorno allegati)

Riconversione obbligatoria dei docenti soprannumerari. Circa 7.000 docenti vengono minacciati di messa a disposizione e successivo licenziamento nel caso in cui la loro condizione di soprannumerarietà perduri.

Impossibilità di sdoppiare le classi ad anno scolastico iniziato con conseguente aumento del numero di alunni per classe e per insegnante.

3) Disegno di legge n. 2840 approvato dalla Camera dei Deputati il 3 dicembre 2002

Istituzione di due ruoli di insegnamento della religione cattolica, per scuola secondaria e per scuola materne ed elementare .

Comporta l'istituzione di circa 20.000 posti per l'assunzione in ruolo degli insegnanti di religione, con un onere di spesa di 7.418.903 euro nel 2003 e 19.289.150 euro nel 2004.

Lo Stato assume in ruolo sulla base di una idoneità discrezionale rilasciata dall'ordinario diocesano, vale a dire da parte di un organo non pubblico e non soggetto al diritto pubblico.

L'onere di spesa per il primo concorso sarà di 261.840 euro per l'anno 2003

I docenti di religione pertanto, assunti da un organismo non pubblico, potranno spostarsi nel sistema pubblico a piacimento sulla base delle norme comuni agli altri docenti. Lo Stato si fa carico anzi della ricollocazione di coloro che dovessero considerarsi inidonei nel corso della loro carriera.

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Arriva il Decreto taglia spese

Il Decreto taglia spese riduce di:

Il contestuale intervento su competenza e cassa, oltre a limitare gli impegni di spesa, determinerà una evidente ingovernabilità economica di tutto il sistema articolato in Miur, Direzioni Regionali, Csa e scuole autonome.

Esclusi dal taglio solo le risorse destinate alla scuola privata.

Esempi più eclatanti, sul livello dell'amministrazione centrale:

In ogni caso le sofferenze maggiori riguarderanno:

Funzionamento amministrativo/didattico.

per euro 56.000.000

Igiene sicurezza per euro17.800.000
Subentro appalti per euro 41.000.000
IFTS/EDA

 per euro 61.000.000

Terziarizzazione

 per euro 29.000.000

Formazione/aggiornamento

 per euro 44.000.000

Interventi alunni disabili per euro 9.160.000

 Dopo il Decreto risultano "bloccate" queste spese e tutte le Direzioni Regionali, senza eccezioni, non potranno emettere titoli per quel che riguarda:

  1. La formazione per il personale della scuola

  2. Il funzionamento didattico amministrativo (spese per il funzionamento degli uffici, utenze, tassa rifiuti, materiale per i laboratori, III Area, libri riviste, viaggi d'istruzione e missioni ai docenti accompagnatori ecc).

  3. Gli interventi a favore degli alunni handicappati compresa la formazione dei docenti

  4. I contratti per gli appalti di pulizie.

  5. I contributi per la terziarizzazione.

  6. L'acquisto di attrezzature scolastiche comprese le dotazioni librarie.

Il taglio sul funzionamento didattico e amministrativo si tradurrà in una maggiore spesa per le famiglie degli studenti.

Le scuole, per poter garantire il livello e la qualità delle attività e delle esercitazioni didattiche, saranno costrette ad aumentare le tasse di iscrizione e i contributi di laboratorio.

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Giuseppe Casadio, segretario nazionale della Cgil
Enrico Panini, segretario generale della Cgil Scuola
Dario Missaglia, segretario della Federazione formazione e ricerca della Cgil
Roma, 17 dicembre 2002
da "CGIL - Scuola"