A Roma il primo forum sociale per una nuova politica della casa

Diritto all'abitare

La casa è un esempio emblematico del fallimento delle politiche neoliberiste

Oggi e domani, a Roma, si svolge il primo forum sociale per il diritto alla casa. Un appuntamento che vuole intrecciare i percorsi dei comitati inquilini, dei senza casa, di chi organizza la resistenza contro gli sfratti, di chi lotta contro gli effetti devastanti della privatizzazione del patrimonio pubblico.

Come nelle esperienze di movimento, comitati, per esempio quelli degli enti previdenziali che contano migliaia di aderenti, associazioni della soliderrietà e del volontariato, come Libera, organizzazioni sindacali consolidate come l'Unione inquilini, forze politiche, come il Prc, nuove realtà di movimento che organizzano le occupazione nel centro storico come Action di Roma possono confrontarsi alla pari, ognuno portando la propria esperienza e le proprie proposte. Ci poniamo 3 obiettivi: il primo è immediatamente politico. Il Sì ai referendum riguarda anche il diritto alla casa. E' un fatto anche simbolico: lo sfratto per finita locazione è una sorta di licenziamento senza giusta causa. Più in generale, è un fatto di nuova politica economica e sociale. Il SI al referendum segnala l'esigenza di una svolta nella direzione dell'estensione dei diritti sociali. In questi diritti ve ne è anche uno che viene negato a gran parte della popolazione: il diritto all'abitare.

Anche qui, c'è una sofferenza sociale che si estende. Specialmente nelle grandi città, l'emergenza abitativa investe sempre di più non solo i "vecchi poveri" (gli anziani, gli emarginati, i disoccupati) ma fasce sempre più grandi di nuove povertà che comprendono anche lavoratori dipendenti, giovani e così via. Oggi, infatti, l'affitto medio in una area metropolitana equivale a un salario di un lavoratore fisso. Per questo, dal forum sociale per il diritto alla casa, vogliamo che esca un appello condiviso: tutti alle urne per votare SI al referendum che estende l'articolo 18. Riguarda i diritti del lavoro, riguarda anche i diritti sociali.

Il secondo obiettivo è di lotta sociale. E' ripartito un movimento di lotta per il diritto alla casa. E' una lotta importante: gli inquilini degli enti previdenziali lottano contro la cartolarizzazione e organizzano per martedì 10 giugno una manifestazione nazionale sotto il ministero dell'Economia, ugualmente in lotta sono i commercianti vittime della medesima vendita immobiliare che favorisce le cordate finanziarie delle grandi proprietà. Nelle grandi città, si vive una tensione abitativa acutissima sul fronte degli sfratti. Il 30 giugno scade la proroga per il rinvio degli sfratti per le categorie deboli (anziani, malati terminali, portatori di handicap), senza che il governo sembra muoversi. Il mancato rinnovo della proroga porterebbe a una vera e propria emergenza nazionale, pari a una calamità di enormi proporzioni. A Napoli, per fare un solo esempio, già i comitati, le associazioni, la medesima amministrazione comunale si sono mossi per pretendere un provvedimento urgente da parte del governo. Ripartono le occupazioni dei palazzi vuoti delle grandi proprietà pubbliche e private: gente senza casa e case senza gente, un'assurdità che è causata dagli interessi speculativi della redita immobiliare. Il terzo obiettivo è la prospettiva di rilanciare una iniziativa per il diritto alla casa dentro il movimento generale contro le privatizzazioni.

La casa è un esempio emblematico del fallimento delle politiche neoliberiste. Con la liberalizzazione degli affitti e con la privatizzazione del patrimonio pubblico si sono determinate nuove ingiustizie sociali ai danni delle fasce popolari a tutto vantaggio della rendita immobiliare e della speculazione. E' evidente che assistiamo a un travaso enorme di risorse dai redditi da pensione e da lavoro verso il profitto e la rendita. Sulla casa come, più in generale, nel complesso delle politiche economiche e sociali, il neoliberismo ha fallito: ha creato maggiori ingiustizie e, allo stesso tempo, ha aggravato la crisi.

Ha allontanato l'Italia dall'Europa: il nostro paese è il fanalino di coda dell'Unione europea per quanto riguarda l'intervento pubblico nelle politica sociale della casa.

Per questo, vogliamo, tutti assieme, comitati, associazioni, sindacati, partiti, lanciare un'offensiva e individuiamo un'occasione specifica. A fine ottobre, si terrà in Italia il vertice dei ministri dell'alloggio dell'Unione europea. Vogliamo lanciare una proposta per una grande iniziativa da tenere in concomitanza con quella scadenza. Mai più senza casa, diritto all'abitare, un'alternativa alla precarietà nei tempi di lavoro e di vita che le politiche neoliberiste producono. Per tutte queste ragioni, anche dal "popolo" dei senza casa, dei comitati inquilini, dei sindacati: Sì al referendum per essere più forti nel rilanciare la propria lotta.

Walter De Cesaris
Roma, 5 giugno 2003
da "Liberazione"