Lo sgombero della Fabbrica Occupata Autogestita di Monza colpisce il Collettivo Monzese e le centinaia di ragazzi che hanno frequentato questo spazio.

F.O.A. BOCCACCIO 03 SGOMBERATA

Oggi Monza ha perso, perché lo spazio che avevamo pulito e restituito ad uso sociale ci viene sottratto “in nome della legge” e di nuovo consegnato al degrado e all’abbandono.

Oggi alle 6.45 le forze dell’ordine hanno proceduto allo sgombero della Fabbrica Occupata Autogestita Boccaccio 03. Senza alcun preavviso si sono presentate le camionette coordinate dalla Questura di Monza e, fatta irruzione all’interno dell’area, i funzionari DIGOS hanno identificato gli occupanti, successivamente portati in Questura.

Nonostante le nostre trattative in corso con il Comune al fine di trovare un accordo per la permanenza nell’area, l’affittuario Achille De Simoni si è sempre negato al dialogo e non ha ritirato la querela per lo sgombero immediato dell’immobile.

Questo signore si è fatto conoscere solamente oggi, quando è venuto a controllare che le operazioni di sgombero avessero avuto successo: naturalmente non ha voluto parlare con alcun rappresentante del Collettivo Monzese.

Oggi Monza ha perso, perché lo spazio che avevamo pulito e restituito ad uso sociale ci viene sottratto “in nome della legge” e di nuovo consegnato al degrado e all’abbandono.

Lo sgombero colpisce il Collettivo Monzese, formato da studenti e lavoratori che da tre settimane si stavano impegnando perché l’area tornasse a vivere: da oggi sarebbero state realizzate all’interno del centro spettacoli teatrali, mostre d’arte, concerti, in maniera ancora più intensa di quanto è stato fatto fino ad adesso. Avevamo iniziato anche un percorso comune con chi combatte l’eroina, per debellare il fenomeno dello spaccio nel quartiere.

Lo sgombero colpisce quindi anche le centinaia di ragazzi che hanno frequentato questo spazio nelle scorse due settimane e tutte quelle associazioni che vedevano nel centro sociale un utile spazio libero dove riunirsi.

Ci chiediamo ora a chi attribuire la responsabilità di questo atto ed intendiamo ripartire proprio da questa domanda per iniziare di nuovo a lottare per il nostro progetto.

Siamo di fronte ad un affittuario che terrà l’area fino a marzo, quando sarà battuta all’asta, e che fino ad allora la lascerà marcire: questa cosa ci indigna e denunceremo ciò che ancora non sapete dell’area di via Boccaccio, raccontandovi la storia del suo ex proprietario (sempre De Simoni), delle ipoteche miliardarie e dei rifiuti tossici lasciati nei capannoni nei pressi del Lambro.

Siamo inoltre di fronte ad una Giunta debole, in balia dei deliri dell’opposizione. Una Giunta incapace di lanciare segnali di cambiamento nelle politiche giovanili. Dopo le grandi promesse della campagna elettorale, non è stato mosso un dito per gli spazi giovanili. I problemi vengono rimandati, nascosti e risolti con gli sgomberi ? Faglia continuerà a lavarsene le mani ?

L’esigenza dello spazio torna da subito a manifestarsi visibilmente, alzeremo il livello della protesta, senza farci intimorire dalle denunce che già pendono sulle nostre spalle.

Perché se da oggi la Fabbrica Occupata non esiste più ed il Collettivo ha perso questa sfida, l’esigenza resta e da questo sgambetto vogliamo rialzarci ancora più decisi.

Ricordate il tentativo di occupazione dell’ex macello: da quello sgombero il Collettivo è cresciuto molto, lo dimostrano il successo del concerto di settembre e le prime due settimane di occupazione in via Boccaccio.

Siamo consapevoli di quanto sia dura la lotta contro l’ipocrisia di chi siede in Consiglio Comunale e contro gli interessi speculativi dei proprietari, ma noi continueremo decisi il nostro percorso.

Oggi, 2 dicembre 2003, presidio permanente contro lo sgombero (sotto il Comune)

Collettivo Monzese
Monza, 2 dicembre 2003