Inchiesta sull'affitto

«Addio, vado a vivere nel container»

Fine del matrimonio, inizio dell'incubo-affitto: separati (e separate) senzatetto.

Per cominciare a prendere le distanze da una relazione che ormai non funziona più, una prima soluzione ci sarebbe. «Ho cercato un bilocale in affitto vicino all'asilo di mio figlio, in periferia, ma non ho trovato niente a meno di 850 euro al mese», racconta Marco P., 39 anni, perito chimico, 1800 euro di stipendio. E' andato dall'avvocato, «non l'avessi mai fatto». Per la prima volta Marco si è sentito povero. Le ultime parole del suo avvocato fotografano la situazione disperata in cui si trovano migliaia di persone che di fronte a un fallimento di per sé già doloroso non possono permettersi di cambiare vita, cioè casa. «Ci pensi bene - ha consigliato - lei non immagina quante coppie di separati sono costrette a condividere lo stesso tetto». Le statistiche però dicono che le separazioni sono in aumento, vuol dire che nonostante tutto non sempre è possibile (e consigliabile) vivere da separati in casa. Lasciarsi, quando di mezzo ci sono i bambini, allora può diventare drammatico. La storia di Franco S. è esemplare per come è andata a finire. Non tanto perché ha passato qualche mese in automobile - il separato in auto ormai è una new entry piuttosto comune nella casistica sociologica della sfiga - ma perché adesso abita in un container. Ha 41 anni, fa l'operaio, guadagna 950 euro al mese, ha due figli, uno di sette e uno di otto anni, e naturalmente una moglie, la quale continua a vivere nell'appartamento intestato a entrambi. Il giudice ha stabilito che Franco deve versare 500 euro mensili per gli obblighi di mantenimento. Un giorno ha visto un container abbandonato in una zona industriale tra Milano e Pioltello: lo ha sgomberato dagli attrezzi e ne ha ricavato un giaciglio, senza finestre.

Decisamente più sostenibile la situazione di Gianni T., quarantatre anni, una storia analoga e uno stipendio di 1.000 euro, cifra che solo adesso appassiona i media che organizzano zoo safari alla caccia di quei milioni di poveracci che tirano a campare con un migliaio di euro. Gianni è tornato a vivere dalla mamma.

La gran parte delle separazioni però si può raccontare attraverso le vicenda di Carlo F., uno che tutto sommato, faticosamente, ce la sta facendo. Dipendente di una importante industria alimentare, 53 anni, 1650 euro al mese, Carlo da separato si racconta così: «Vivevo con moglie e due figli in una casa di proprietà al 50%, dopo molti mesi di ricerca mi trovo a Rozzano in un appartamento di un locale più servizi a 600 euro al mese. In 40 metri quadrati sono in difficoltà anche per ospitare i miei figli il fine settimana perché dobbiamo dormire tutti insieme. Dopo aver pagato affitto mensile e assegno per i miei figli mi restano in tasca circa 400 euro, vuol dire vacanze ridotte all'osso e in campeggio. Per fortuna ho un piccolo gruzzolo da parte che si sta assottigliando. Ho pensato di farmi anticipare la liquidazione ma vivo un periodo di incertezza sul mio futuro, tiro avanti sperando che non mi caccino di casa».

Luca Fazio
Milano, 27 febbraio 2004
da "Il Manifesto"