Milano, Bergamo, Varese, Busto Arsizio, ...

Lombardia, pericolo naziskin

Continue aggressioni a centri sociali e militanti di sinistra a Milano e in altre città. Nelle strade una nuova leva di giovanissimi cresciuti nelle curve degli stadi

La Lombardia sta tornando ad essere teatro di episodi di violenza squadrista. Solo dopo il clamore della gravissima aggressione nella notte del 6 agosto scorso sui Navigli a Milano, dove una banda di naziskin ferì gravemente sei giovani, uno dei quali rimasto per più giorni in prognosi riservata, si è destata una certa apprensione. Ma il fenomeno che si sta sviluppando è stato troppo a lungo sottovalutato. Proviamo a ricostruirlo.

Curve e teste rasate

Con un percorso inverso rispetto al passato, con il tentativo da parte delle diverse formazioni della destra radicale di infiltrarsi nelle tifoserie degli stadi, si è invece ora aggregata, a partire dalla curva, una frangia di giovanissimi che punta ad organizzare "spedizioni" anche in città. Una realtà formatasi autonomamente al di fuori dei tradizionali gruppi politici. E' il caso degli "Irriducibili", una delle sigle del tifo interista che si è trasformata in un contenitore di "teste rasate" di diverse città lombarde, non solo di Milano. Muovendosi con modalità tipiche da ultrà, ha scelto il terreno, fuori dello stadio, dell'aggressione armata. Arma preferita, il coltello. Nemici da colpire: i giovani dei centri sociali, i red-skin ed i militanti di sinistra. A questo gruppo apparteneva anche Giacomo Pedrazzoli, al momento l'unico arrestato, con l'imputazione di duplice tentato omicidio, per l'assalto sui Navigli. Solo il caso ha voluto che nella circostanza non ci scappasse il morto. A più di una vittima, infatti, i colpi furono inferti mirando a parti vitali del corpo.

Prima di quella notte, l'11 aprile, sempre nella stessa zona, un altro giovane del centro sociale "Orso" era stato aggredito e ferito con un fendente ad una gamba. Una vittima quasi incontrata per caso in un quartiere scelto per la presenza di luoghi di aggregazione di sinistra. Dopo i Navigli, altri assalti. Questa volta direttamente ai centri sociali milanesi: il 15 agosto al "Vittoria" e tre giorni dopo, il 18, al "Cantiere" con un tentativo di incendio.

Ciò che preoccupa di questa nuova leva è l'età giovanissima, mediamente attorno ai 20 anni. Ragazzi cresciuti solo successivamente all'esperienza dei gruppi naziskin dei primi anni '90. Anche l'apparente assenza di un preciso disegno politico colpisce. Quasi un "branco" pericolosamente arrivato solo ora alla ribalta, non solo milanese. Anche in altre città della Lombardia si sono, infatti, verificati episodi analoghi.

Città in nero

Con modalità assai simili ai fatti di Milano, a Bergamo, una settimana prima, nella notte fra il 31 luglio ed il 1° agosto, una ventina di teste rasate feriva due giovani, attirandoli in una rissa creata ad arte in alcuni locali abitualmente frequentati dalla sinistra. Come facendo scattare una trappola, divisi in squadre, sbucavano all'improvviso dalle vie circostanti e colpivano con lame affilate. I testimoni, anche in questa circostanza, hanno riferito di giovani neonazisti di diverse città.

A Varese e a Busto Arsizio, invece, le sedi dell'Anpi sono state fatte oggetto, nell'ultimo anno, di due attentati. L'ultimo particolarmente devastante, nella notte dell'8 settembre, con l'incendio dei locali. Prima ancora, nel 2003, si erano verificate aggressioni alla festa provinciale della Resistenza e, in un comune vicino, dell'Unità. Nel febbraio scorso, sempre a Varese, era stato pubblicamente minacciato con scritte sotto casa il capogruppo in Consiglio Comunale di Rifondazione Comunista. In queste ultime settimane, per finire, lettere di minaccia sono arrivate ad alcuni giornalisti de "La Prealpina", il quotidiano locale. «Da non sottovalutare», dicono gli inquirenti, solitamente molto prudenti. A Varese e a Busto Arsizio operano da anni gruppi di estrema destra nelle curve dello stadio. Non casualmente uno dei principali raggruppamenti della tifoseria varesina trae il proprio nome, "Blood and Honour" ("sangue ed onore"), da un motto delle SS. Uno dei loro capi, non più tardi di un anno e mezzo fa, moriva in una rissa in Spagna dove si era rifugiato per sottrarsi ad una condanna.

A Como, il 25 aprile scorso, sono state denunciate aggressioni a giovani studenti da parte di una quindicina di naziskin. Ma in questa stessa città ricorrente è anche l'imbrattamento con svastiche del centro cittadino e lo sfregio ai monumenti dedicati alla Resistenza, oggetto di sistematici vandalismi.

A Pavia, infine, una situazione limite: da tre anni una piccola banda di naziskin tiene letteralmente in scacco la vita cittadina, creando seri problemi di agibilità politica a militanti dei partiti democratici e antifascisti. Infinito l'elenco, oggetto anche di diverse interrogazioni parlamentari, dei pestaggi, degli attentati alle sedi di partito, degli assalti al centro sociale "Il Barattolo". Una situazione in cui più che evidenti risultano le responsabilità di questura e prefettura, assolutamente inerti. In questa città gran parte delle denunce, anche penali, non hanno quasi mai avuto seguito e le stesse condanne ad alcuni dei protagonisti delle violenze sono state assai miti, nonostante nelle perquisizioni effettuate siano stati rinvenuti grossi coltelli, mazze ferrate e tirapugni.

A pochi chilometri da Pavia, nel giugno scorso, l'incendio doloso del centro sociale "La Sede" di Vigevano.

Chiudere la Skinhouse

E' tempo di lanciare l'allarme, ma anche di risposte. A Milano, da anni, in Via Cannero, nel quartiere Bovisa, un'associazione fondata da naziskin occupa una palazzina a ridosso di alcuni caseggiati. Ribattezzata "Skinhouse", oggi ospita regolarmente concerti di gruppi musicali del circuito internazionale del rock razzista che attirano neonazisti dal nord d'Italia e dalla Svizzera. Dietro il palco, la scritta "Hammerskin", denominazione di uno dei coordinamenti internazionali delle teste rasate, la cui sezione italiana fu sciolta nel 1998 dalla magistratura sulla base della legge Mancino.

Tra i frequentatori dei locali Giacomo Pedrazzoli e altri due neonazisti con lui coinvolti nell'aggressione sui Navigli. La Skinhouse è oggi lambita dai lavori in corso per l'apertura della nuova stazione della metropolitana. Alla chiusura del cantiere si ritroverà a ridosso degli ingressi, neanche una decina di metri. Di lì anche il passaggio quotidiano per moltissimi lavoratori extracomunitari. Una domanda si pone: è indispensabile aspettare violenze o fatti di sangue prima di chiederne la chiusura?

Saverio Ferrari
Milano, 1 ottobre 2004
da "Liberazione"