Il Movimento Giovani Padani della Lega Nord di Seregno raccoglierà firme contro il burqa

Seregno: raccolte di firme per dire “no islam”

Previsto l'arrivo di Borghezio il 16 dicembre

Quello a cui stiamo assistendo, qui come nel resto d'Italia e d'europa, non è nient'altro che la logica conseguenza di una contrapposizione culturale tesa ad incrementare il ruolo di alcuni ceti politici che scoprono ora nella guerra di religioni un alleato prezioso.
Qualche mese fa, in una TV privata, il sig. Abel Smith, fosco rappresentante di alcune comunità islamiche in Italia e volto tristemente noto per le sue posizioni religiose integraliste, stringeva la mano a Borghezio, rappresentante della Lega Nord altrettanto tristemente noto per le sue posizioni xenofobe e razziste, nonchè convinto sostenitore del primato della religione cristiana qui come nel resto d'europa.
Una stretta di mano da molti equivocata come la dimostrazione di un possibile dialogo tra due caratteri e pensieri apparentemente opposti. Il vero significato di quella stretta di mano è invece bel altro: essa rappresenta esplicitamente la consapevolezza che un nuovo elemento sta subentrando nell'arena politica europea, elemento che catalizzerà attorno a due poli (quello cristiano e quello islamico) alleanze politiche e voti da una parte, consenso e potere contrattuale dall'altra uniti in un comune disegno strategico. Una simbiosi perfetta, una confluenza tattica da cui entrambi gli attori trarranno considerevole vantaggio.
Su questa linea si posizionano i nuovi teorici del pensiero conservatore italiano, in uno scatto che come al solito prende di contropiede la sinistra tutta, ancora impegnata a sciogliere il nodo sulla guerra e dell'opportunità di un ritiro dei militari italiani.
Questa destra aggressiva ma anche propositiva coglie la palla al balzo; la rielezione di W.Bush è la prova che il radicalismo religioso può portare un vantaggio politico, almeno finchè esisterà un islam cattivo e spietato dalla cui minaccia è necessario difendersi; per far questo è necessario portare l'attacco "alle fondamenta teoriche dello stato moderno" partendo proprio dall'aspetto più debole ma fondante di quest'utlimo, ovvero la sua laicità. Niente più che l'idea di ogni fondamentalismo religioso, attaccare lo stato laico in nome di un nuovo più attivo e invadente ruolo della religione nella vita politica.
L'azione è concertata e viene condotta su più ambiti, siano essi politici che culturali. Così si parte da una richiesta avanzata verso il mondo politico europeo che è una autentica provocazione: inserire nella costituzione europea un esplicito riferimento alle presunte radici cristiane. A quale europa fanno riferimento? Non certo all' europa che scaturisce da quella rivoluzione Francese che tagliò le teste ai preti prendendo la distanza dalla religione identificata come uno degli strumenti di oppressione sul popolo e ponendo le basi teoriche per i moderni stati laici. Nel grido dei rivoluzionari francesi c'erano la fratellanza, l'uguaglianza e la libertà, non certo la retorica di dio e la patria.
L'ovvia opposizione della commissione europea a questa richiesta si interseca con l'avvio della procedura di integrazione della Turchia nella comunità. Cento milioni di islamici stanno per invadere l'europa Cristiana?
L'onorevole Buttiglione si presenta in consiglio europeo per snocciolare una tale serie di provocazioni sulla donna, la famiglia, l'omosessualità che non può che scatenare l'ira della sensibilità laica degli europarlmaentari: la prova che in Europa c'è un complotto (di culattoni scopriremo poi) anti cristiano. La guerra è formalmente aperta, il messaggio all'intellghenzia neo cons (anzi teo-cons per dirla alla Ferrara) è lanciato. Supportate il nostro sforzo perchè su questo terreno misureremo le nostre capacità di rimanere al potere. D'altronde, se milioni di americani poveri alla canna del gas votano Bush vuol dire che in nome di una idea forte (come la fede religiosa) sono disposti anche ad affrontare disagi fino ad ieri impensabili e madar giù il boccone amaro di una delle crisi economiche più dure dal secolo.
La lezione è tanto chiara che persino la Lega coglie la palla al balzo, eleggendosi portavoce della peggiore propaganda anti araba che mai ha attraversato questo paese dalla fine delle invasioni saracene ad oggi attraverso un manifesto a firma del Movimento Giovani Padani della Lega Nord con un titolo che non lascia adito a dubbi: no islam.

Redazione di Infonodo
Seregno, 10 novembre 2004
da "www.infonodo.org"