Leghisti in doppiopetto (e senza), cristiani per l'occasione e valori piegati alla politica del momento

Borghezio: come è andata

Resoconto dell'iniziativa di Seregno dei Giovani Padani:
“È possibile un futuro di convivenza tra la società occidentale e l'Islam?”

Mario Borghezio

Questo il mio resoconto dei fatti. Si inizia con l'inno del “Va pensiero”, tutti (o quasi) in piedi ad omaggiare l'inno della Padania, tutti tranne qualcuno nel pubblico, immediatamente redarguito dagli organizzatori. La disposizione in sala è studiata attentamente. Le autorità leghiste in prima fila, i giovani presentabili a fare da interfaccia con il pubblico, lo zoccolo duro in piedi e in fondo alla sala, pronti ad intervenire per isolare le provocazioni.
Vi risparmio le considerazioni di Borghezio, inesistenti e per nulla convincenti (per la cronaca ha raccolto quasi più applausi l'imam di Desio Arshed Sied) e anche quelle dell'imam, persona colta e intelligente, ma che ha condotto il dibattito quasi a livello di una disputa teologica.
Tra il pubblico qualcuno che ha cercato di contestare gli sproloqui di Borghezio c'è stato. Un ragazzo ha cercato di intervenire ma non gli hanno fatto terminare l'intervento; il solo pronunciare la parola "diritti umani" ha scatenato le rimostranze del pubblico in sala. Un altro ancora, che prima di intervenire ha chieso se Parma fosse o non fosse nella Padania (e come non potrebbe essere? Avrebbero un inno di un extracomunitario (Verdi)?) ha posto il problema del vangelo: perchè Borghezio fa riferimento ai valori cristiani se ciò che dice pare andare decisamente contro l'etica cristiana? Ovviamente Borghezio la risposta l'aveva già data: ci sono pulpiti di sinistra che vanno a braccetto con certi partiti e altri che sono autentici portatori della cultura cristiana. Un esempio? Il cardinale Ratzinger...
Qualcun altro (penso uno dei vostri) ha cercato di fare un intervento ma gliene hanno fatto fare solo una metà, poi gli hanno sguinzagliato contro i mastini di guardia all'ordine Padano che lo hanno messo di fronte ad una scelta secca: “fai la domanda o te ne torni a sedere ...”.
Ha posto la questione della laicità dello Stato e la risposta è stata chiara: i leghisti non credono che lo stato debba essere assolutamente laico; in fondo vanno a parare sempre lì: la rivoluzione francese e l'illuminismo rappresentano un luogo teorico da ridiscutere: quei valori di uguaglianza, fratellanza, libertà non vanno proprio giù all'elettorato leghista, soprattutto ora che hanno riscoperto Dio e l'importanza dei valori della tradizione e della religione. Guardo il pubblico e siccome Seregno è il paese in cui sono nato e vivo tuttora conosco molte delle facce che ora sbandierano una ritrovata fede cristiana: palle, la religione non c'entra nulla, la domenica vanno allo stadio non in chiesa, e le scudisciate del prete dell'oratorio (da cui bigiavano regolarmente la messa) non sono state sufficienti ad indurli a leggere nemmeno la prima pagina del vangelo. Mi fanno quasi tenerezza.
L'è inscì.

Anonimo
Seregno, 17 dicembre 2004
da "Infonodo"