Dietro alla decisione del Tar di bocciare le ordinanze leghiste sul modello Cittadella, c' è una badante ucraina.

La badante ucraina che sconfigge la Lega

«Ma come, questi sono matti? - domanda Cesana, che non nasconde le proprie simpatie politiche per il Carroccio - Cerco di regolarizzare una cittadina extracomunitaria e mi ritrovo il Comune contro. Forse preferiscono che queste persone continuino a vivere nell' illegalità?»

Dietro alla decisione del Tar di bocciare le ordinanze leghiste sul modello Cittadella, c' è una badante ucraina. Succede a Seregno, comune dove sulla poltrona di primo cittadino siede il leghista Giacinto Mariani. Per accudire la moglie gravemente malata, Renato Cesana, 60 anni, proprietario di un' azienda tessile, aveva fatto domanda con il decreto flussi per assumere Holga, una badante ucraina di 42 anni.

Ma i cavilli dell' ordinanza restrittiva impedivano all' imprenditore brianzolo di ottenerne l' iscrizione anagrafica. Arrivata in Italia due anni fa, aveva trovato subito lavoro. Prima alle dipendenze di un' anziana signora, a Vimercate. Poi da un' amica, una connazionale, aveva sentito di quell' imprenditore che cercava un aiuto per assistere la moglie. Lo scorso anno, si era presentata alla sua porta. Un veloce colloquio e la decisione di assumerla. In nero. Lei intanto, come tante sue connazionali spediva buona parte dello stipendio a casa, alla periferia di Kiev, dove vivono il marito e i suoi due figli.

Quando arriva la possibilità, Renato Cesana decide di regolarizzare la sua posizione. Per farlo occorreva un certificato di idoneità della propria abitazione, dove Cesana e la moglie abitano dal 1971. In sostanza, il Comune chiedeva al proprio cittadino di ottenere una nuova agibilità, "con tanto di calcolo della quantità di cemento armato, di controllo degli scarichi fognari e la certificazione di tutti gli impianti della casa", spiega l' avvocato Vittorio Angiolini che ha presentato il ricorso per conto dei sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e per il cittadino seregnese. «Ma come, questi sono matti? - domanda Cesana, che non nasconde le proprie simpatie politiche per il Carroccio - Cerco di regolarizzare una cittadina extracomunitaria e mi ritrovo il Comune contro. Forse preferiscono che queste persone continuino a vivere nell' illegalità?». «Si tratta solo di strumentazione politica» replica il sindaco di Seregno. Al secondo piano del palazzo comunale, dietro la sua scrivania di cristallo, il sole delle Alpi appuntato sulla giacca, Mariani si dice tranquillo: «Ho appena parlato con Roberto Maroni, mi ha assicurato che le norme comunali contenute nei cosiddetti editti Bitonci saranno ripresentate tali e quali nel nuovo pacchetto sicurezza». Holga nel frattempo è volata a casa: il figlio minore sta poco bene.

Ancora non sa quello che è successo, «ma adesso la sentirò al telefono e ci metteremo d' accordo per farla tornare», assicura Cesana.

Gabriele Cereda
Milano, 14 maggio 2008
da “La Repubblica”