BreBeMi e rifiuti: arrestato il vice presidente della Regione Lombardia

Mazzette, altro che “project financing”!

Legambiente: “Vogliamo chiarezza sul finanziamento autostradale, la chiediamo al Ministro Passera”

Con gli arresti di oggi e i sequestri dei cantieri BreBeMi viene alla luce l'ennesimo sistema di malaffare e corruzione made in Lombardia. E, tanto per cambiare, la vicenda assume tutti i connotati di una gigantesca cupola ecomafiosa.

Cantieri aperti da due anni e avanzamento già del 30% per un'opera devastante e costosissima. Il tutto in mancanza della chiusura dei contratti con le banche finanziatrici, capeggiate da Gruppo Intesa. Ma intanto, tra anticipazioni Cassa Depositi e Prestiti e RFI, lo Stato si è già indebitato per quasi un miliardo di euro per un'autostrada che Legambiente, in perfetta solitudine, denuncia da anni, anche sul terreno legale, come la più costosa, inutile e inquinante delle nuove autostrade lombarde.

Mazzette, altro che “project financing”!

“Restiamo in attesa di conoscere i dettagli ma intanto chiediamo spiegazioni dei troppi misteri che avvolgono il finanziamento autostradale - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - Da anni sfidiamo gli avvocati di BreBeMi denunciando che i cantieri lavorano senza le garanzie degli istituti di credito. Ora vogliamo vederci chiaro, perchè il pericolo che avevamo paventato nei giorni scorsi diventa terribilmente concreto: che la BreBeMi resti un ecomostro incompiuto e che alla fine i soldi li debba mettere lo Stato più indebitato d'Europa.

Abbiamo chiesto invano chiarimenti all'istituzione regionale, ora è chiaro che ci eravamo rivolti all'indirizzo sbagliato. Ora chiediamo che sia il Governo, e in prima persona il ministro Passera, a verificare la legittimità delle decisioni fin qui assunte – conclude Di Simine - perchè lo Stato rischia di pagare molto salato il conto di questa come di altre opere previste dalla Legge Obiettivo”.

Elenco degli arrestati

(da http://www.bergamonews.it/)

In carcere:

Pierluca Locatelli di Grumello del Monte, presidente dell'omonimo gruppo edilizio che ha come capofila la società "Locatelli Geom. Gabriele", accusato di corruzione e di violazione dell'articolo 260 della legge sui rifiuti del 2006, che include traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture e truffa aggravata.

Giuseppe Rotondaro, dirigente dell’Arpa Lombardia, accusato di corruzione (avrebbe ricevuto 10 mila euro) per permettere a Locatelli di avere autorizzazioni sulla cava di Cappella Cantone, in provincia di Cremona.

Franco Nicoli Cristiani, attuale vicepresidente del consiglio regionale, ex assessore all'Ambiente, aveva nominato Rotondaro tra i dirigenti dell'Arpa. I carabinieri hanno trovato in casa sua 100 mila euro, che rappresenterebbero una tangente di Pierluca Locatelli per fare pressioni su Rotondaro e ottenere le autorizzazioni a Cappella Cantone, a Cremona.

Andrea David Oldrati, nato in Svizzera, architetto residente in provincia di Bolzano, titolare e responsabile di Terra Verde srl, società di Gorlago, tra le principali realtà di consulenza del gruppo Locatelli.

Ai domiciliari:

Orietta Rocca, moglie di Pierluca Locatelli, amministratrice di alcune società del gruppo, accusata di corruzione aggravata e violazione dell'articolo 260.

Giambattista Pagani di Pontoglio, considerato dagli inquirenti un factotum del gruppo Locatelli, accusato di violazione dell'articolo 260.

Egidio Grechi di Romano di Lombardia, accusato di violazione dell'articolo 260, consulente ambientale del gruppo Locatelli

Walter Rocca di Bolgare, responsabile della discarica Biancinella di Calcinate, di proprietà del gruppo Locatelli.

Bartolomeo Gregori di Telgate, assessore comunale, responsabile della movimentazione e degli spostamenti del gruppo Locatelli, accusato di violazione dell'articolo 260.

Giorgio Oprandi, 31enne di Vertova, consulente di Andrea David Oldrati della Terra Verde srl.

Legambiente Lombardia
Milano, 30 novembre 2011
lombardia.legambiente.it