A proposito di Lega Nord e del perché scatena un’odiosa guerra fra poveri.

Vogliono bene agli affiliati. Odiano tanto i profughi.

Lo strano sistema di valori della nostra società

Iniziativa di domenica 13 marzo 2016 a Desio

Iniziativa di domenica 13 marzo 2016 a Desio

Photo by Sinistra per Desio

Da un po’ di tempo a questa parte leggo sui giornali locali (e non solo) articoli che raccontano un malessere crescente della cittadinanza brianzola nei confronti di un'eventuale accoglienza di qualche profugo. Da un po’ di tempo vedo gazebo nella già desolata piazza cittadina di Forza Nuova, partito neo fascista, che inveisce contro “l’immigrato”, reo, secondo i discendenti di Mussolini, Almirante e Rauti di togliere i già miseri diritti dei poveri desiani insicuri, che però, da qualche settimana a questa parte, possono passeggiare assieme alle camicie nere il giovedì sera nella zona della stazione di Desio, dimodochè anche i furfanti soliti a fare razzie in quella zona abbandonata della città, abbiano finalmente l’agognato giorno libero (il giovedì appunto).

Sui media a diffusione nazionale, copiose sono le immagini di disperati che sfuggono sui gommoni attraversando, come meglio possono, viaggi pericolosissimi attraverso il mare. Molti di loro muoiono, per l’estrema felicità di Erminio Boso, naturalmente politico leghista (http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/07/09/lega-boso-se-barcone-di-immigrati-affonda-sono-contento/239184/).

Tuttavia la ripetizione delle immagini alla televisione o sui giornali ha reso l’opinione pubblica assuefatta. Il dramma dei milioni di persone che si vedono costrette a lasciare il loro paese, non scuote le coscienze, anzi ostilità contro queste vittime. Vittime delle guerre provocate dall’insipiente politica estera dei paesi della Nato (di cui, ahinoi fa parte anche l’Italia), che hanno lasciato città in fiamme, venduto quel poco che avevano per pagare reti clandestine di trasportatori per cercare un futuro in altri paesi (gli stessi che sono complici del caos libico e siriano).

Si dice che l’Europa stia “traboccando” perché quest’ultimo anno ha ricevuto l’arrivo di quasi un milione di persone. Si dice che sono troppi. Si parla di ondate, a volte di orde (giusto per disumanizzarli ancora un pochino). Ma occorre far luce su questo dato: quel milione di persone equivale solo allo 0,18% della popolazione dell’Unione Europea e allo 0,14% di quella dell’Europa nelle sue frontiere geografiche tradizionali; una piccola parte in fondo se si pensa ai 60 milioni di individui che in quest’ultimo anno hanno dovuto abbandonare le proprie case nel mondo: una ogni 122 persone che vivono nel mondo ha lasciato quest’anno – contro la sua volontà – la sua casa. La maggior parte di loro sono rimasti nei paesi vicini; e solo l’1,6%, affrontando le difficoltà della fuga, le onde del mare, le mafie, i fili spinati e le guardie di frontiera, sono riuscite a metter piede in Europa.

L’Unione Europea ha ricevuto un rifugiato ogni 500 abitanti, del Libano, invece, dove c’è un rifugiato ogni 4 abitanti, non si dice niente; neppure della povera Etiopia che dedica più risorse ai rifugiati, se confrontate con la ricchezza che produce e che dispone. Lo “Statuto del Rifugiato”, che fu approvato dall’ONU nel 1951 anche per proteggere gli europei in pericolo dopo la 2° Guerra Mondiale, riconosce il diritto di asilo “alle persone che hanno fondati timori di essere perseguitati per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinioni politiche”. Questo dato viene ricordato solo poche volte sui mainstream media, su cui, purtroppo, si costruisce l’opinione pubblica della maggior parte della gente.

La maggior parte dei siriani che sono riusciti a fuggire dalla guerra scatenata contro il loro paese sono oggi in Turchia, in Libano, in Giordania, in Iraq e nella regione del Kurdistan; quelli che arrivano in Europa continuano ad essere la minoranza; un numero minimo e in assoluto meno che proporzionale se si considerano le responsabilità storiche e attuali dell’Europa (e dell’Occidente), e delle petromonarchie loro alleate, nella creazione delle vere cause che danno origine all’esistenza dei rifugiati e dei migranti economici del mondo.

Occorre ricordare gli infausti segreti Sykes-Picot (1916) nei quali, durante la 1° Guerra Mondiale, Gran Bretagna e Francia si spartivano il futuro controllo sui territori di Giordania, Palestina e Iraq Libano e Siria[1]. Come si può vedere guardando una qualsiasi cartina geografica, i confini sono stati tracciati col righello generando artificialmente stati al cui interno facevano parte genti con tradizioni e storie differenti tra loro. Lì sta l’origine del dramma contemporaneo. Negli ultimi decenni si è continuato a soffiare sul fuoco, tramite il finanziamento di gruppi estremisti addestrati per destabilizzare l’area (nota dovrebbe essere la famosa foto del senatore Mc Cain coi “ribelli” siriani).

Ma, come insegnavano gli antichi romani, il denaro non puzza, e allora tutti in riga e si parte per nuove avventure coloniali. La sola Libia, di cui ultimamente si parla di un diretto coinvolgimento dell’Italia, vale 130 miliardi d’introiti[2], in un paese, la Libia, che non solo non ha avuto democrazia con l’intervento occidentale, ma è diventato un paese invivibile, quando prima dell’intervento era al primo posto in Africa nell’indice ONU dello sviluppo umano. Grazie all’occidente ora è uno stato fallito.

Partendo da questi pochi dati, possiamo veramente avere la faccia di dire, come recitava uno striscione leghista qualche settimana fa in un gazebo in piazza “Desiano dimenticato, immigrato coccolato”, come se i tagli dovuti all’austerity negli ultimi anni fossero conseguenza e colpa degli immigrati o dei profughi?

Per giunta a me personalmente non persuade tutto questo interesse, da parte della lega nord, per i meno fortunati italiani (anzi padani), visto i recenti scandali che hanno coinvolto Fabio Rizzi nel giro di mazzette per truccare gli appalti pubblici, e truffare quindi i “poveri cittadini lombardi”. [3]

Alcuni anni fa, con estremo cinismo, il Fondo Monetario Internazionale sosteneva senza pudore che – per il sistema, (leggasi il capitalismo e le sue esigenze) – più di un terzo della popolazione mondiale fosse ‘inutile’, e sventolava l’allarme della longevità come pericolo per il PIL (al secolo profitti privati).[4] I disoccupati europei sono già troppi (e sono incredibilmente ritardatari nel morire come ci insegnano le illustri menti del FMI), quindi gli immigrati, i nuovi “subumani”, quelli che i nazisti del XXI secolo con vari mezzi combattono, sono INUTILI. Certo non ci sporchiamo le mani di sangue, pogrom e camere a gas sono demodé. Lasciamo al mare “l’ingrato compito”.[5] Quindi, carissimo desiano, quando ti tolgono il diritto alla casa, il diritto al lavoro, il diritto alla pensione, non pensare al nero che mendica per strada, pensa ad una Christine Lagarde qualsiasi che dirige appunto l’FMI, il quale, ribadiamo, sostiene che stiamo vivendo troppo. Siamo tutti esuberi. Come gli operai di una volta.

Il gioco che la Lega sta facendo è ingiusto e scorretto per almeno tre motivi:

Vi è quindi, nella loro retorica razzista, tanta, troppa ipocrisia. Dopo duemila anni siamo ancora alla pagliuzza e alla trave. Vogliamo bene a chi è colluso per ‘ndrangheta [7], ma odiamo i profughi vittime delle stesse classi dirigenti che tra Trattati di Lisbona, pareggi di bilancio, Jobs Act, leggi Fornero, tagli a scuola e sanità, acquisti di F35 e svendita del nostro territorio per divenire portaerei per guerre sporche e dannose al popolo (vedere i poligoni americani, veri “tumorifici” come per esempio Quirra, le basi Vicentine e il MUOS in Sicilia). Non dovremmo rivedere la nostra scala di valori? Non dovremmo aprire gli occhi?

Che venga pure Salvini a Desio. Ma vorrei tanto che venisse accolto come insegnava il grande Edoardo De Filippo, “coleroso e terremotato” (definizione che gli darebbe Salvini stesso, visto la sua documentata “simpatia” verso i napoletani[8]) attore e regista napoletano: “Figlio mio, c'è pernacchio e pernacchio… Anzi, vi posso dire che il vero pernacchio non esiste più. Quello attuale, corrente… quello si chiama pernacchia. Sì, ma è una cosa volgare… brutta! Il pernacchio classico è un'arte. […] Il pernacchio può essere di due specie: di testa e di petto. Nel caso nostro, li dobbiamo fondere: deve essere di testa e di petto, cioè di cervello e passione. Insomma, 'o pernacchio che facciamo a questo signore deve significare: tu sì 'a schifezza 'ra schifezza 'ra schifezza 'ra schifezza 'e l'uommn. Mi spiego?” (Tratto dal film “L'oro di Napoli” Eduardo De Filippo)[9]


[1] Per approfondimenti vedere articolo di Pedro Olalla su rebelion.org apparso il 23 02 2016 e di cui è disponibile la traduzione integrale su http://ciptagarelli.jimdo.com/2016/02/25/rifugiati-e-disperati/

[2] Alberto Negri Il Sole 24 ore http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-03-06/la-grande-spartizione-114530.shtml?uuid=ACe75oiC

[3] Si veda http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/16/fabio-rizzi-arrestato-consigliere-regionale-lega-nord-per-tangenti-sugli-appalti-odontoiatrici/2468677/

[4] Il documento è scaricabile da qui https://www.imf.org/External/Pubs/FT/GFSR/2012/01/pdf/text.pdf

[5] Per approfondimenti http://ciptagarelli.jimdo.com/2015/07/05/migranti/ articolo apparso originariamente sulla rivista “nuova unità” nel luglio 2015

[6] http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/10_novembre_26/desio-comune-cade-amministrazione-ndrangheta-1804253057515.shtml

[7] http://www.infonodo.org/content/seregno-ndrangheta-revocata-la-licenza-tripodi-smarrimento-tra-i-tripodisti e http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/03/04/news/seregno_ndrangheta_solidarieta_-134736449/

[8] https://www.youtube.com/watch?v=5fOaT5PsE4Q

[9] https://www.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0

Pacifico
Desio, 14 marzo 2016