Il Gruppo Regionale di Rifondazione Comunista presenta un Disegno di Legge per il riordino del settore dell'edilizia pubblica

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLE CASE POPOLARI

Un progetto di legge per la riforma dell'intervento pubblico nel settore abitativo e delle Aler e per dare un ruolo decisivo alle Regioni nel settore dell'edilizia pubblica. Questo è quanto presentato al Convegno regionale "No alla privatizzazione delle case popolari. Per una nuova politica pubblica nel settore abitativo" organizzato dal Gruppo consiliare regionale di Rifondazione Comunista.

Il Pdl, partendo dal fatto che la riforma del Titolo V della Costituzione ha sancito l'esclusiva competenza legislativa delle Regioni in materia di Edilizia residenziale pubblica, ha come scopo il mantenimento delle strutture di gestione (ALER) nella sfera del diritto pubblico, impedendo ogni privatizzazione del settore e ampliando i compiti di gestione delle ALER a tutto il patrimonio pubblico ERP. L'obiettivo è quello di promuovere iniziative per l'aumento dell'offerta degli alloggi in locazione permanente a canone concordato, grazie a un ruolo più attivo delle ALER anche nel settore no-profit che dovrebbe affiancare l'ERP e il mercato privato.

"Sono 112.000 in Lombardia gli alloggi pubblici gestiti dalle ALER e che Formigoni e la sua Giunta vogliono privatizzare attraverso l'istituzione di una SpA per la gestione di tutto il patrimonio regionale". Denunciano Gianni Confalonieri e Mirko Lombardi, Consiglieri regionali del Prc. "Quello che a livello nazionale per gli enti previdenziali si chiama cartolarizzazione a livello regionale si chiama privatizzazione. E', questo, un vero e proprio esproprio a danno dei lavoratori poiché la maggior parte degli alloggi pubblici sono stati realizzati con i contributi ex-Gescal, cioè con i soldi dei dipendenti. Si tratta - continuano Confalonieri e Lombardi - di una vera e propria tragedia per chi non ha altre possibilità, non potendosi permettere un affitto a canoni di mercato."

A questo proposito gli ultimi dati nazionali del disagio abitativo elaborati da una ricerca del SUNIA, parlano chiaro: rispetto alle famiglie che hanno una casa in proprietà, quelle in affitto hanno un reddito medio inferiore del 22%; il 19% dispone di un reddito inferiore a 20 milioni annui; il 37% è costituito da anziani con un reddito solo da pensione. Inoltre una più recente indagine dell'ISTAT sui consumi delle famiglie italiane ha messo in evidenza come la spesa per l'abitazione sia diventata la spesa principale, rappresentando circa un quarto della spesa complessiva della famiglia.

A fronte di questa situazione il deficit di offerta di case a canone sociale è, dunque, stimabile per circa 1 milione di alloggi a livello nazionale, ponendo l'Italia come fanalino di coda rispetto agli altri paesi europei.

Mentre, infatti, in Italia ogni 100 famiglie vi sono 5 alloggi a canone sociale, nel Regno Unito ve ne sono 26, in Olanda 43, in Francia 18, in Germania 18, in Austria 23, in Svizzera 24. Questo significa che l'Italia è 3 volte sotto la media europea.

E' quindi evidente - secondo i Consiglieri regionali del Prc - la necessità e improrogabilità di un processo di riforma del settore che "deve cominciare con la ricostruzione dei nuovi CdA delle Aler, scaduti ormai da mesi e trasformati dalla Giunta, in attesa della privatizzazione, in collegi commissariali".

Per avviare questa riforma è fondamentale - secondo quanto previsto nel Progetto di legge di Rifondazione Comunista - istituire un fondo ordinario regionale da destinare alla politica sociale della casa e finalizzato all'incremento dell'offerta locativa, nonché un fondo straordinario per far fronte al fabbisogno manutentivo pregresso; ma è necessario, anche, conferire la titolarità del patrimonio ai Comuni e istituire una Conferenza degli Enti (comuni e Province) che controlla l'attività dei nuovi enti gestori, pur mantenendo in capo alla Regione l'attività programmatoria e il coordinamento degli interventi. Infine Rifondazione chiede che venga rilanciato il ruolo delle cooperative (soprattutto a proprietà indivisa) e che venga istituito un Osservatorio regionale che provvede alla raccolta ed elaborazione dei dati sulla condizione abitativa e sullo stato del patrimonio pubblico e privato.

Tiziana Saporito
Ufficio Stampa Gruppo regionale Prc
Milano, 28 maggio 2002