Si svolto a Firenze il 17 novembre 2001 un convegno sull'edilizia residenziale pubblica

Contro la privatizzazione delle case popolari

Il 17 novembre 2001 a Firenze si è svolto il convegno sull’edilizia residenziale pubblica promosso da Rifondazione Comunista - Coordinamento Regionale toscano e Direzione nazionale contro la privatizzazione delle case popolari; per la dignità, il diritto alla casa, una nuova politica sociale.

La nostra agenda di autunno si arricchisce di un ulteriore pezzo di movimento: quello per il diritto alla casa. Il sostegno, a questa iniziativa, dell’Unione Inquilini e delle centinaia di famiglie che si battono contro la privatizzazione è un dato significativo per la costruzione di un forte movimento di opposizione alle politiche neoliberiste.

A Firenze, come a Roma nei giorni scorsi, dove sotto le finestre del parlamento, gli inquilini degli Enti Previdenziali hanno manifestato contro il progetto - della finanziaria di Berlusconi - di vendere all’asta, a Banche e gruppi finanziari il patrimonio pubblico dello stato.

In Toscana, anche il centrosinistra persegue la politica di dismissione e di privatizzazione dei servizi pubblici, differenziandosi solo quantitativamente dal centro destra.

Servizi essenziali come acqua, metano, rifiuti, trasporti, latte, e naturalmente case popolari sono soggetti a processi di privatizzazione.

Nella regione la questione riguarda 48 mila alloggi Ater e altri 20 mila circa di proprietà comunale, interessando famiglie a reddito medio-basso, o di sola pensione.

La Giunta Martini sta lavorando per affidare la gestione di questi alloggi a Società per Azioni, con evidenti ripercussioni sugli affitti e sulle vendite, senza consultare né gli assegnatari né i lavoratori e pensionati, dimenticando che i veri proprietari degli alloggi sono coloro che con i fondi Gescal hanno contribuito a costruire questo importante, e insufficiente, patrimonio edilizio. l'unico comparto abitativo in grado di rispondere alla forte domanda di alloggi da parte degli sfrattati e dei senza casa. Una scelta quella toscana che è in contraddizione con le altre regioni del centrosinistra: Emilia e Umbria, le quali sono indirizzate verso la costituzione di Enti Pubblici Economici in sostituzione dei vecchi istituti Ater o Iacp.

La forte mobilitazione degli assegnatari soprattutto fiorentini (Firenze è il solo comune ad aver adottato una Spa), ci permette di continuare un percorso per coniugare la lotta contro la privatizzazione a quella più in generale del diritto alla casa.

In questi mesi si è visto crescere un nuovo movimento, dal popolo Seattle allo sciopero del metalmeccanici, la questione abitativa anche per il popolo migrante, e per le giovani generazioni assume un carattere centrale. Occorre impegnarci per offrire il massimo di strumenti per battersi contro la privatizzazione degli spazi e delle risorse primarie.

Quattro le questioni:

  1. La grave inadeguatezza del contributo all’affitto. Le accresciute difficoltà economiche degli inquilini - ormai tutti in precarietà - sono se non in misura molto ridotta alleviate per due fattori tra loro connessi: l’entità molto modesta degli stanziamenti - l800 miliardi peri l triennio 1999-2001 ulteriormente ridotti di 150 miliardi all’anno in questa finanziaria - e le regole per l’accesso che portano comunque per moltissimi nuclei a coprire un parte non decisiva dell’affitto di mercato o ad escluderli addirittura dall’accesso ai bandi.
  2. La paralisi dei programmi pubblici che avrebbero dovuto realizzare uno stock significativo di alloggi sociali. I fondi disponibili dal 1992 al 2001 erano e sono cospicui (oltre 24 mila miliardi). Ebbene, oltre il 70 per cento - anche se assegnati alle regioni e dalle regioni ai comuni -risulta non speso! Si tratta di responsabilità imputabili in gran parte alle amministrazioni comunali delle grandi aree metropolitane - che non hanno voluto reperire aree, contrattare autorevolmente sulla resulta delle aree industriali dismesse e così via e che nel caso hanno realizzato dei piani solo a favore delle cooperative a proprietà divisa.
  3. La scelta dei governi, connessa anche alla inefficienza degli enti locali, di non rifinanziare - dopo la fine del contributo ex Gescal - l’Erp. Nella proposta di Finanziaria 2002 siamo a zero investimenti; questo nonostante le richieste pressanti dell’Anci. E’ necessario - per sfondare un muro tenace - ricostruire con la massima urgenza uno schieramento politico-sindacale che pesi davvero. Dovremmo almeno ottenere uno stanziamento pari a quanto ogni anno arrivava alla Cassa Depositi e Prestiti dal contributo Gescal (circa 3500 miliardi di lire).
  4. Di fronte a tale scenario il paradosso della voglia dell’Edilizia Residenziale Pubblica esistente (uno stock di 821 mila alloggi!). La tesi che circola nei convegni degli amministratori degli Iacp, dell’Anci e delle regioni e che, dal momento che non c’è più un finanziamento pubblico perla casa, le risorse per nuovi investimenti vanno estratte dal patrimonio pubblico esistente, agganciando i canoni al valori di mercato e - con società ad hoc aperte al privati - indirizzare le risorse non “solo” per le necessità dei soggetti tradizionali (i poveri) ma ai ceti intermedi in difficoltà. Di fatto il cuore dell’operazione è lo stravolgimento dei sistema dei canoni sociali con una previsione di immediato raddoppio del monte canoni derivato dall’Erp. E tutto questo utilizzando anche il grimaldello di un federalismo malinteso.

E’ una prospettiva da respingere non solo perché iniqua ma anche perché le risorse sarebbero del tutto inadeguate ai bisogni.

L'iniziativa assunta da Rifondazione Comunista e sostenuta dall’Unione Inquilini affronta tutte e quattro le questioni e si propone di realizzare a tempi rapidi una piattaforma nazionale che risponda al bisogni di inquilini, senza casa, sfrattati, immigrati, studenti e ai diritti degli assegnatari, e con la quale investire le autonomie locali e il parlamento.

E’ un processo democratico che avrà un seguito di grande rilevanza la prossima settimana, nel Congresso nazionale dell’Unione Inquilini, che si terrà a Chianciano nei giorni 23, 24 e 25 novembre.

Paolo Gangemi coordinatore Casa Prc Toscana
Vincenzo Simoni segretario nazionale dell’Unione Inquilini
Firenze, 18 novembre 2001
da "Liberazione"