Milano, 12 dicembre 1969

Le lunghe tappe del processo

Cronologia

Queste le principali tappe dell'inchiesta e dei processi che si sono susseguiti, in trentacinque anni, sulla strage di piazza Fontana.

12 dicembre 1969
un ordigno esplode nella Banca nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana a Milano. 17 morti e 84 feriti.
15 dicembre 1969
a Milano l'anarchico Giuseppe Pinelli precipita da una finestra della questura mentre viene interrogato. Lo stesso giorno arrestato Pietro Valpreda.
23 febbraio 1972
si apre a Roma il primo processo. Dopo 4 giorni la Corte si dichiara incompetente e rinvia gli atti a Milano.
13 ottobre 1972
la Cassazione assegna la competenza a Catanzaro.
23 febbraio 1979
a Catanzaro si conclude il processo, cominciato il 18 gennaio 1977. Ergastolo per Freda, Ventura e Giannettini. Quattro anni e mezzo per Valpreda e Merlino per associazione sovversiva.
12 agosto 1979
a Buenos Aires viene arrestato Giovanni Ventura.
23 agosto 1979
Franco Freda viene catturato in Costa Rica.
20 marzo 1981
a Catanzaro si conclude il processo di secondo grado. La sentenza assolve per insufficienza di prove dall'accusa di strage Franco Freda e Giovanni Ventura, ma li condanna a 15 anni per attentati a Padova e Milano. Confermate le condanne di Valpreda e Merlino per associazione sovversiva. Assolto Giannettini.
10 giugno 1982
la Corte di Cassazione annulla la sentenza d'appello di Catanzaro e rinvia il processo a Bari. Confermata solo l'assoluzione di Guido Giannettini.
1 agosto 1985
a Bari la Corte d'Assise d'Appello assolve per insufficienza di prove Freda, Ventura, Merlino e Valpreda.
27 gennaio 1987
la Cassazione respinge i ricorsi degli imputati di Bari contro la sentenza di secondo grado, rendendola definitiva.
27 marzo 1987
a Caracas arrestato Stefano Delle Chiaie ritenuto coinvolto nella vicenda con Massimiliano Fachini.
20 febbraio 1989
la Corte d'Assise di Catanzaro assolve per non avere commesso il fatto Delle Chiaie e Fachini. Delle Chiaie viene scarcerato.
11 aprile 1995
a Milano, per una inchiesta parallela, il giudice istruttore Guido Salvini rinvia a giudizio Giancarlo Rognoni, Nico Azzi, Paolo Signorelli, Sergio Calore, Carlo Digilio e Ettore Malcangi e trasmette a Roma gli atti riguardanti Licio Gelli per il reato di cospirazione politica.
Aprile 1995
il pm Grazia Pradella, in seguito affiancata da Massimo Meroni, diventa titolare della nuova inchiesta sulla strage di piazza Fontana.
Luglio 1995
Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi sono iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di strage.
14 luglio 1997
il gip Clementina Forleo emette due ordini di custodia cautelare, uno per Carlo Maria Maggi, l'altro, non eseguito, nei confronti di Delfo Zorzi, da vari anni imprenditore in Giappone.
8 giugno 1999
sono rinviati a giudizio per strage Zorzi, Maggi e Giancarlo Rognoni; per favoreggiamento Stefano Tringali. In seguito viene rinviato a giudizio anche Carlo Digilio.
24 febbraio 2000
davanti ai giudici della seconda Corte d'Assise di Milano inizia il processo.
18 maggio 2001
il pm Massimo Meroni conclude la requisitoria
chiede l'ergastolo per Zorzi, Maggi e Rognoni. Reato prescritto per il pentito Digilio. Mentre per Stefano Tringali, accusato di favoreggiamento, chiede due anni di reclusione.
30 giugno 2001
i giudici della seconda Corte d'Assise accolgono le conclusioni dell'accusa e condannano Zorzi, Maggi e Rognoni all'ergastolo. Tre anni a Tringali, prescritto Digilio.
19 gennaio 2002
deposito delle motivazioni. I pentiti Digilio e Siciliano sono credibili. (7 luglio 2002)
Saverio Ferrari
Milano, 12 dicembre 2004
da "Liberazione"