Succedono cose strane a Brugherio.

“Giornata del ricordo” a Brugherio: non chiedeteci di condividere.

Un’operazione vergognosa, che non serve a migliorare la conoscenza della storia, ma a fare sparire la differenza fra massacratori nazifascisti e chi giustamente si è sollevato e ha combattuto contro di loro

Metodi persuasivi ...

Fascisti all'opera a Dignano (Istria)

Photo by fascisti.shorturl.cominfo

Succedono cose strane a Brugherio. Succede che un assessore alla cultura (tale Carlo Mariani, Ds) proponga un programma da 660 euro che comprende la proiezione presso la Sala Conferenze della Biblioteca Civica del documentario “La memoria negata” prodotto dalla Regione Lazio e dalla ANVGD. Il video, di area neo e post-fascista, segue l'usuale filo storico che nulla con la realtà storica dei fatti, documentalmente ben reperibili nelle ottime pubblicazioni delle edizioni kappa vu. Non abbiamo voglia di dilungarci nei particolari, ma potrete agevolmente immaginare che l'obiettivo è quello di paragonare i partigiani ai massacratori fascisti, obiettivo che gli stessi fascisti triestini perseguono da almeno 50 anni.

Grazie all'istituzione della giornata del ricordo purtroppo tutto questo è oggigiorno possibile.

Chi scrive non nega l'esistenza degli infoibati, ma non sopporta le menzogne di chi ha generato oltre 100000 morti in Jugoslavia senza peraltro aver mai pagato per questo (a differenza della Germania, l'Italia non ha avuto la sua Norimberga, la defascistizzazione non è mai avvenuta e nessun criminale di guerra fascista è stato condannato per crimini contro l'umanità).

La presidente del circolo Anpi, nella persona di Marinella Mandelli, pił altri singoli componenti si è opposta a tutto questo. Ed in risposta all'iniziativa del comune ha distribuito (col nostro aiuto) un volantino a cui anche noi, come Arci Blob, abbiamo aderito.

Apriti cielo: tutta la stampa locale gli ha dato addosso ed ora fior di compagni "democratici" (non solo la destra, dunque) chiedono le sue dimissioni, per non parlare di un articolo del giornale di Monza che parla di "volantino negazionista" (?!?!?!).

Siamo intenzionati ad organizzare iniziative culturali per ristabilire la verità dei fatti, e lo faremo entro breve con le realtà associative che già hanno aderito e che aderiranno in futuro.

Diffondete questa mail, è importante. Più sotto trovate anche uno scritto della presidentessa del nostro circolo che esprime con chiarezza le nostre opinioni in materia. Aderite, se potete...


Documento della Presidente del Circolo ANPI di Brugherio

“Giornata del ricordo” a Brugherio: non chiedeteci di condividere.

Il governo di centro destra, con la legge del 30 marzo 2004, ha stabilito di celebrare il 10 febbraio (anniversario del Trattato di pace che nel 1947 fissò i nuovi confini con la Jugoslavia) una “Giornata del Ricordo” per celebrare “i martiri delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata”: una legge voluta strenuamente da Alleanza Nazionale e incredibilmente avallata dal centrosinistra. Situata a dieci giorni dalla giornata della Memoria, sembra (o è) fatta apposta per equiparare tutto in un unico polverone: tant’è che in molti suoi annunci Alleanza nazionale si appropria di questo termine, definendola la “Giornata della memoria dell’Olocausto degli italiani”.

Si tratta di un’operazione vergognosa di revisionismo ideologico, che non serve a migliorare la conoscenza della storia, ma a preconizzare una “pacificazione” e una “memoria condivisa” che in realtà è finalizzata a fare sparire, in un’indecente par condicio, la differenza sostanziale fra massacratori nazifascisti e chi giustamente si è sollevato e ha combattuto contro di loro.

Così possono approfittare di questa canea, soprattutto mediatica, proprio gli eredi di coloro che delle tragedie storiche dell’ultima guerra sono i massimi responsabili. Rileggere criticamente la storia non vuol dire confondersi di fatto con gli avversari e cadere in un ambiguo pentitismo.

La storia ci racconta che il fascismo fece una politica di sopraffazione e snazionalizzazione di quei territori, che durante la Seconda Guerra mondiale il nostro esercito (insieme ai nazisti) si macchiò di atrocità di ogni genere in Jugoslavia (come in Albania, Grecia e Russia, e prima in Libia, Spagna ed Etiopia), che realizzò in quelle terre decine di campi di concentramento. Le insurrezioni popolari e le azioni partigiane si rivolsero contro coloro che avevano commesso violenze e soprusi durante il ventennio o si erano macchiati di collaborazionismo e di spionaggio a favore degli invasori tedeschi. Siamo disposti a studiare e ad approfondire i risvolti anche tragici di tutti questi fatti, ma non insieme ai fascisti.

Con loro non abbiamo niente da condividere e concelebrare.

Siamo quindi in radicale disaccordo con il fatto che l’Amministrazione Comunale di Brugherio dia alibi a queste operazioni nei locali pubblici e con i soldi pubblici.

Ora e sempre resistenza.

La Presidente ed alcuni iscritti al Circolo Anpi di Brugherio


Documento del Circolo ARCI - Blob di Arcore

1.

Abbiamo appreso con preoccupazione e rabbia che moltissime amministrazioni di centro sinistra nella nostra zona hanno commemorato il giorno del ricordo utilizzando materiale di chiaro stampo revisionista, in nome di un non ben precisato spirito di riconciliazione bipartisan (ammesso che si scriva cosi'). A mio avviso non c'e' proprio nulla da riconciliare con soggetti politici che NON SI SONO MAI RICONOSCIUTI nel patto fondativo della nostra democrazia, che è la Costituzione. Vorrei proprio ricordare a queste amministrazioni che chi vuole accontentare tutti, a discapito della propria storia e della propria identità, dovrebbe non solo vergognarsi, ma capire che è solo destinato a scomparire nel mare magnum indifferenziato dove siccome tutti sono colpevoli, non c'e' nessun colpevole.

2.

Il carosello sui numeri dei morti a molti non piace, non piace nemmeno a me. Come scrisse Pietro Ingrao anni fa (a proposito della polemica sollevata da luciano violante sui "ragazzi di salo'"), la pietà umana per i morti non è in discussione: il ridimensionamento del numero dei morti nelle foibe (rispetto a quello sbandierato dalla propaganda revisionista) non significa ridimensionare il valore di quelle vite. Il giudizio STORICO su quegli avvenimenti è altra cosa dai sentimenti privati che ciascuno di noi puo' provare. Non si tratta di ipocrisia, ma di rigorosa ricerca storica, che non puo' prescindere da un'analisi quantitativa dei dati e da una contestualizzazione storica. Cosi' come e' altra cosa il giudizio POLITICO, che solo in una democrazia viva e vitale puo' essere espresso con forza e chiarezza.

3.

Io mi vergogno profondamente di fronte alla strumentalizzazione che la propaganda (post)fascista fa di questa vicenda, per me questa è l'ulteriore dimostrazione del fatto che gli italiani non sono "brava gente", perche' dei morti fanno propaganda.

Laura Di Martino (presidente del Circolo Arci Blob di Arcore)

ARCI Blob
Arcore, 23 febbraio 2006
Arci Blob, via casati 31, 20043 Arcore (Mi) info@arciblob.it