Mobilitazione antifascista ad Agrate e Cantù

Le ragioni in più per una mobilitazione ininterrotta contro i vecchi e nuovi fascismi.

Maggiore è la nostra responsabilità nella tenuta e nella qualificazione dell'antifascismo, sganciato dalla rettorica e capace di far fronte ai problemi del presente.

Invitiamo compagni e compagne, cittadini e cittadine amanti della Costituzione italiana nata dalla Resistenza a partecipare Domenica 30 agosto ad Agrate al presidio antifascista indetto dall'ANPI dalle ore 9 alle ore 12 per contrastare l’iniziativa che il gruppo neofascista di Forza Nuova terrà in una piazza del Comune e il 12 settembre alle 21 a Cantù alla assemblea di protesta e denuncia per dire No al festival neonazista che è convocato in quei giorni.

Saranno i primi impegni di una stagione difficile che richiede una mobilitazione ininterrotta contro i vecchi e nuovi fascismi.

Il presidio di Forza Nuova ad Agrate e il raduno neonazista di Cantù non sono solo rievocazioni di fantasmi passati, ma fenomeni polititici pericolosissimi ben radicati nel presente e accelerati da un apparato mediatico ignorante e bugiardo che fomenta odio e razzismo (oggi una testata di destra diceva che i soldi dei disabili non ci sono perchè con quelli si paga il vitto ai rifugiati).

Che fascisti e nazisti si possano impunemente radunare e fare la loro propaganda è di per sè una offesa alla Costituzione e ai martiri della Resistenza e dell'Olocausto e ora che, con la progressiva scomparsa degli ultimi superstiti dei campi e della Resistenza italiana ed europea, più subdola e pericolosa è la funzione del revisionismo storico, del negazionismo e dell'invito alla conciliazione o all'oblio.

Maggiore è la nostra responsabilità nella tenuta e nella qualificazione dell'antifascismo, sganciato dalla rettorica e capace di far fronte ai problemi del presente. Oggi infatti quelle ideologie e quelle tendenze svolgono una funzione precisa nel quadro europeo, in una crisi senza fine e dentro scelte politiche della UE che gettano in povertà interi paesi europei, (come la Grecia) precarizzano il lavoro, distruggono lo stato sociale, imponendo politiche di austerità.

L'Europa fa i conti anche con le politiche guerrafondaie che ha condotto negli ultimi 20 anni, con le conseguenze della guerra in Irak, in Afganisthan, con l'ultima impresa neocoloniale libica, con le politiche di spoliazione che le multinazionali hanno condotto in Africa: l'immigrazione di massa è un dato strutturale e le sue cause si moltiplicano: guerra, fame, disoccupazione, speranza di una vita migliore.

Mentre migliaia di uomini, donne e bambini muoiono nel Mediterraneo annegati o soffocati nelle stive o stremati dalle violenze e dalle fatiche ed altri riescono sbarcare in Italia, in qualche isola greca e ora si aprono la strada in Europa anche attraverso la Macedonia e la Serbia, la politica neoliberista della EU, incapace di progettare una Europa accogliente, multiculturale, aiutata dai migranti a uscire dalla crisi e dalla stagnazione, alimenta il rinascere delle destre naziste e razziste, da Salvini a Forza Nuova.

Per questo è irresponsabile, politicamente, che prefetti e questori e sindaci non capiscano la novità della situazione e il suo carettere eccezionale. Le istituzioni non possono essere neutrali in uno scontro politico epocale. Antifascismo ora e sempre come antidoto alla barbarie.

Giovanna Capelli (Segretaria Federazione di Monza del PRC)
Monza, 27 Agosto 2015