Servizi pubblici locali

NO al modello Formigoni.
NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia

Bisogna bloccare le privatizzazioni e l’affarismo a carico di un bene comune primario come l’acqua

Acqua per tutti e di proprietà di tutti

Photo by www.citizen.orginfo

In provincia di Cremona si vuole costruire un esperimento pilota, valido per tutta la regione, mirante a scardinare il controllo pubblico dell’acqua, lasciando di conseguenza questo bene primario in balìa delle logiche del mercato e del profitto. Una proposta in tal senso, che prevede di conferire l’erogazione dell’acqua a una società mista pubblico-privato, è stata infatti irritualmente avanzata dal presidente della Regione, ottenendo il consenso dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) formato dalla Provincia e dai Comuni cremonesi, dove le amministrazioni dell’Unione prevalgono largamente su quelle del centrodestra.

Rifondazione Comunista è doppiamente preoccupata. Da una parte sul piano politico e di merito, dall’altra per l’interferenza della Regione nei compiti e nel ruolo che la legge attribuisce agli Ato, quindi alle Province e ai Comuni.

Al riguardo, il segretario regionale Ezio Locatelli e il capogruppo al Pirellone del Prc Lombardia Mario Agostinelli hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:

“Giudichiamo profondamente sbagliate, segno di una preoccupante involuzione, le scelte tese a mettere sul mercato, privatizzandoli, tutta una serie di servizi pubblici locali, tanto più quando si tratta di un bene comune vitale come l’acqua.

“L’argomentazione che le privatizzazioni porterebbero a un miglioramento dei servizi non ha alcun fondamento. Anzi, è vero il contrario. L’esperienza dice di privatizzazioni che sono causa di scadimento degli standard di qualità e di maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi da parte della collettività.

“Se da una parte è evidente l’intento della destra e delle forze confindustriali di fare dei servizi una fonte di profitto, ci appare incomprensibile e altrettanto negativo che si manifestino disponibilità in tal senso da parte di forze del centrosinistra.

“Con queste forze governiamo in diverse realtà locali, ma non per questo siamo disponibili ad avallare operazioni di smantellamento dei servizi di interesse pubblico che in quanto tali vanno preservati.

“L’invito che rivolgiamo in particolare ai Ds e alla Margherita è di rompere con il modello Formigoni, di bloccare le privatizzazioni e l’affarismo a carico di un bene comune primario come l’acqua, per intraprendere senza equivoci un percorso di pubblicizzazione attraverso la cosiddetta gestione ”in house”, peraltro prevista dalla legge.

“Sia chiaro che su questa materia fondamentale non siamo disponibili a nessuno sconto politico. Rifondazione comunista lancia una grande campagna su tutto il territorio regionale, insieme all’ampio schieramento di soggetti politici e sociali che considerano il controllo pubblico dei beni comuni un elemento dirimente rispetto alle politiche privatizzatrici del centrodestra”.

Roberto Porta
Milano, 5 dicembre 2005