La Giunta Municipale di Seregno ha deliberato l'interramento del laghetto di San Carlo motivandola come "esigenza per riqualificare una zona oggi totalmente degradata e oggetto di vergognosi atti vandalici.

Salviamo lo stagno di Seregno

Perché invece bisogna preservare e tutelare il laghetto di San Carlo secondo il WWF - Groane

Panoramica dello stagno con il bel salice piangente, giunchi, typha, carici, gigli ecc.

Photo by WWF - Groane

Realizzato alla fine degli anni '90 all'interno del Parco Urbano "Falcone e Borsellino" nel quartiere S.Carlo di Seregno, questo laghetto nel tempo ha acquisito l'aspetto di un tipico ecosistema denominato "zona umida" o meglio stagno, un tempo piuttosto comune da osservare in questa parte della Brianza. L'ambiente umido è diventato una rarità soprattutto a causa degli interventi dell'uomo per far posto al crescente desiderio di urbanizzazione.

Bacheca "percorso vita" all'ingresso del Parco Urbano da via Card. F. Borromeo

Photo by WWF - Groane

Lato sud dello stagno raggiungibile attraverso un boschetto di farnie e gelsi neri

Photo by WWF - Groane

Lato ovest dello stagno da viale Ripamonti lungo un viale di tigli, robinie e carpini

Photo by WWF - Groane

Nonostante questo specchio d'acqua sia collocato in una zona periferica della popolosa cittadina di Seregno (MI), confinante con altre realtà densamente abitate, la vicinanza con aree agricole inedificate e finalmente tutelate dal parco sovracomunale "Brianza centrale", ha consentito una spontanea colonizzazione di specie animali sopravvissute alla cementificazione e bisognose del prezioso elemento (acqua) per vivere ma soprattutto in quantità tale da salvaguardarle dall'estinzione da questi luoghi.

In azzurro il Parco "Falcone e Borsellino", in verde una parte del confinante Parco sovracomunale e con il cerchietto rosso la zona umida

Photo by WWF - Groane

Rospo smeraldino (Bufo viridis) in acqua.

Photo by WWF - Groane

Coppia di Rospi smeraldini (Bufo viridis)durante un amplesso ascellare. Questa specie oltre ad essere tutelata dalla L.R. n. 33 del 1977, è stata inserita nel IV allegato della Direttiva Habitat 92/43/CEE (in Italia protetto dal DPR 357/1997).

Photo by WWF - Groane

Lo stagno è un habitat affascinante in quanto nelle sue acque basse è facile osservare le più svariate forme animali. Anche in questo luogo non mancano gli abitanti permanenti come le linnee, chiocciole acquatiche, coleotteri idrofidi, larve di libellule e anfibi che usano lo stagno come fosse un "nido d'infanzia". Rane verdi e rospi smeraldini allietano con il loro canto le serate ai visitatori del parco.

clicca per sentire il canto

Our Photo

Una damigella (libellula del gruppo degli Zigotteri) riposa su un giunco.

Photo by WWF - Groane

In questo luogo sono stati notati aironi cenerini nelle primissime ore del mattino per una sosta ristoratrice. In acqua si possono attualmente osservare anche qualche pesce rosso ed una tartaruga palustre americana, specie estranee alla fauna italiana che, impropriamente introdotti, possono arrecare gravi danni agli anfibi ed al resto dell'ecosistema.
Ma un'altra peculiarità di questi ambienti sempre più rari è quella di costituire un luogo ove altri animali selvatici possono trovare di che abbeverarsi per tutto l’anno: tra gli altri, uccelli e pipistrelli, importanti insettivori diurni e notturni. In particolare i pipistrelli, osservati in volo sopra lo stagno, si cibano anche più di 3000 zanzare per notte! La presenza di alcuni pesci e di anfibi nel laghetto costituisce un motivo per cui le larve di zanzare non riescono a sopravvivere. Quindi, questi specchi d'acqua si trasformano in trappole naturali per quegli insetti che ci arrecano particolare fastidio e che qui decidono di deporre le loro uova. Le zanzare trovano invece ospitalità nei bidoni d’acqua ferma utilizzati per gli orti o in qualsiasi altro luogo in cui l’acqua ristagni senza pericolo di presenze fameliche (sottovasi non svuotati, tombini, depositi di rottame vari ecc. che si trovano in dimore private e in luoghi pubblici).

Un gerride, insetto acquaiolo, che per alcuni può essere confuso con una zanzara in realtà è un suo nemico mortale essendo un feroce predatore.

Photo by WWF - Groane

A causa della inciviltà e della incuria non è difficile scorgere rifiuti di vario tipo gettati in acqua a sfregio della natura che sa incantarci.

Photo by WWF - Groane

La freccia verde indica lo stagno all'interno del Parco Urbano, la freccia rossa un vicino deposito di rottami.

Photo by WWF - Groane

Nelle scorse settimane la Giunta Municipale di Seregno ha deliberato l'interramento del laghetto motivandola come "esigenza per riqualificare una zona oggi totalmente degradata e oggetto di vergognosi atti vandalici" ed inoltre "dinnanzi al degrado gravissimo in cui il cosiddetto laghetto si era trasformato: spazzatura, melma e naturale incubatoio di larve di zanzare".
A noi risulta incomprensibile come questa zona umida sia stata trascurata da ogni ordinaria manutenzione come la pulitura dai rifiuti (essendo all'interno di un parco cittadino), ma più incomprensibile come ancora manchi una corretta conoscenza naturalistica (forse è più conveniente e facile per alcuni accusare lo stagno per il problema delle zanzare invece di ricercare i veri focolai!).

Per aderire all'iniziativa "NO all'interramento del laghetto di S. Carlo" scrivete una e-mail di richiesta di ritiro della delibera agli indirizzi:

WWW-Groane, Ufficio Ecologia Seregno, Sindaco di Seregno, Direttore Generale Comune di Seregno, Parco Brianza Centrale

Potete inserire nella e-mail con un copia e incolla il seguente testo:

Al Sig. Sindaco del Comune di Seregno
Al Sig. Assessore all’Ambiente del Comune di Seregno

Richiesta di tutela del laghetto del Parco pubblico “Falcone e Borsellino”
Chiedo che venga ritirata la delibera della Giunta municipale che prevede l’interramento del laghetto che si trova nel quartiere S. Carlo, in quanto diventato una zona umida importante per la fauna anfibia sopravvissuta alla crescente urbanizzazione del territorio seregnese.
Le zone umide hanno subito un progressivo declino negli ultimi decenni e le ultime rimaste vengono tutelate da normative internazionali, dato, che costituiscono un luogo di conservazione della biodiversità. Nonostante il laghetto in questione abbia avuto un’origine artificiale, la natura ha fatto il suo corso trasformandolo in un ambiente di particolare pregio, colonizzato da piccoli animaletti sempre più difficili da osservare nei nostri centri urbani, come le damigelle (libellule del gruppo degli zigotteri) o rane verdi e rospi smeraldini. In particolare le rane ed i rospi, data la loro particolare importanza ecologica, vengono tutelati dalla Legge Regionale n. 33 del 1977. I rospi smeraldini (Bufo viridis), osservati mentre emettevano il loro tipico canto riproduttivo, sono specie tutelate dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE.
Chiedo quindi che questo laghetto, che costituisce una ricchezza naturale, non sia interrato ma valorizzato, salvaguardando la fauna e la flora selvatica, di cui molti esemplari qui hanno ritrovato un luogo simile a quelli ormai perduti e un tempo comuni nelle nostre campagne.
Chiedo inoltre, visto che questa area è diventata un luogo importante per la conservazione degli anfibi, che il Parco Locale di Interesse Sovracomunale sia ampliato in modo da comprendere entro i suoi confini il parco pubblico “Falcone e Borsellino”.

Distinti saluti

Data,

Cognome e Nome

Indirizzo

Oppure inviate il documento sottoscritto e qui scaricabile .pdf
ai numeri di fax:
0362.263455 (Uff. ecologia)
0362.263218 (Dir. Generale)
0362.263379 (Staff Sindaco)

Link del Parco sovracomunale Brianza Centrale dove potete scaricare in "Pubblicazioni" due interessanti volumetti naturalistici, tra cui "Natura di città" dove viene descritto ed elogiato lo stagno del quartiere S. Carlo di Seregno

http://www.parcobrianzacentrale.it/default.cfm

WWF - Sezione Groane
Seregno, 15 maggio 2007
La pagina originale è stata curata da Mirco Cappelli e si trova all'indirizzo: http://batmania.interfree.it/