Provincia di Como, Privatizzare, parola d’ordine della politica e del mondo economico imperante a livello globale.
Vorrei porre l’attenzione su quest’aspetto che molti sviluppi e conseguenze ha portato e porterà al mondo al quale per questioni professionali sono vicino e a cui sono naturalmente legato.
L’ambiguità con cui ci fanno convivere è frequente nelle discussioni sugli effetti della privatizzazione, questa – che rappresenta un trasferimento di proprietà – non implica liberalizzazione, che rappresenterebbe. invece l’apertura di un settore a maggiore concorrenza, viene effettuato elusivamente un trasferimento di proprietà pubblica, patrimonio di tutta la collettività a dei soggetti privati.
Vista la conformità fisica del territorio Italia, inevitabilmente, quando ci si confronta su temi quali infrastrutture, mobilità e trasporti s’incorre in situazioni che scivolano in condizioni di mercato di tipo “monopolistico”, essendoci solo poche strutture, ( se pensiamo ad Autostrade, addirittura una, le reti ferroviarie poche) il passaggio da un monopolio pubblico ad un monopolio privato si scontra inevitabilmente con l’obiettivo primario di ogni impresa privata che è quello di massimizzare il profitto, portando così ad una diminuzione del servizio offerto a discapito della sicurezza dei lavoratori, degli utenti (ormai considerati clienti), e portando ad una diminuzione generale del benessere sociale e della qualità del servizio offerto ( vocazione primaria del servizio pubblico).
L’ azione politica di questa regione, fedele allieva delle idee liberiste, non può che soccombere al mercato ed alle sue volontà, quindi imperano privatizzazione,esternalizzazioni e taglio dei servizi.
Passiamo a noi, alla Lombardia ed al nostro territorio, sulla base di un dato oggettivo di avere un sistema di mobilità, viabilità e trasporti tra i più squilibrati, dove troppi spostamenti di merci e persone avvengono su strada con mezzi privati e solo il 15% avviene su ferrovia, e dove l’azione di questa maggioranza si è contraddistinta per la forte penalizzazione delle fasce sociali meno abbienti , con aumenti tariffari e con l’abolizione delle esenzioni tariffarie per disabili e pensionati al minimo.
Da ciò l’imperativo profetico che diviene obiettivo primario di Rifondazione Comunista : “Trasportare nel modo e nel tempo giusto”, per raggiungere queste mete come partito riteniamo necessario:
Pensiamo che nel settore Viabilità le priorità non siano la costruzione di nuova autostrade a cui viene data tanta enfasi e per le quali vengono fatti innumerevoli proclami, 13 milioni di euro/km per la BR-BG-MI e 43 milioni di euro per la Pedemontana sono costi altissimi per la collettività.
Ristrutturazione, manutenzioni ordinarie e straordinarie rappresentano le vere priorità nel settore viabilità; investire in questo senso ed in questi settori, deve essere la parola d’ordine per non sprecare risorse e non devastare l’ambiente.
Investire nel trasporto pubblico è un modo intelligente per risparmiare preziose risorse economiche, meno inquinamento,meno incidenti stradali e ferroviari, meno incidenti sui luoghi di lavoro garantiti dal rispetto di norme di sicurezza, meno ritardi nel trasporto delle merci, possono a prima vista sembrare dei costi, noi crediamo invece fermamente che corrispondano ad un investimento che migliora la qualità della vita e nel lungo periodo porti dei benefici economici , ovviamente all’intera comunità e non solo per chi attraverso altre strade quali ad esempio le privatizzazioni e le grandi opere vuole denaro dalla collettività per il perseguimento dei propri interessi.