Nuove critiche al collegamento Malpensa-Orio al Serio dopo la bocciatura degli ambientalisti

Articolo del corriere della Sera (sez. Metropoli 8.6.97)

Sindaci contro la Pedegronda

Desio lancia l'allarme a 15 comuni: la superstrada minaccia la Brianza

Viviana Magni

DESIO - «Che sia ben chiaro a tutti: l'autostrada a sei corsie con i caselli noi non la vogliamo. Troviamoci tutti assieme e parliamone». L'appello, sotto forma di lettera, parte dal sindaco di Desio Luigi Mariani e riguarda la Pedegronda, la superstrada lunga 154 chilometri, destinata a collegare entro il 2005 l'aeroporto di Malpensa con quello di Orio al Serio.

Ai colleghi dei quindici comuni della Brianza milanese che sarebbero attraversati dalla Pedegronda, Mariani chiede ora di fissare un incontro per dar vita a una sorta di conferenza dei servizi. Obiettivo? Creare un fronte comune, un'«alleanza dei sindaci» in grado di ottenere la revisione del progetto.

«Siamo ben consci delle necessità di un potenziamento viabilistico Est-Ovest - precisa il primo cittadino di Desio. - Ma non siamo affatto disposti ad ospitare una strada che, di fatto, sarebbe la tangenziale del capoluogo lombardo, oppure il doppione dell'autostrada A4 Milano-Brescia». Insomma, a tre mesi dalla presentazione ufficiale del progetto, la Pedegronda, già bocciata dagli ambientalisti (WWF e Legambiente), sembra trovare più detrattori che sostenitori.

Dubbi e perplessità sul biscione d'asfalto da 3870 miliardi, che dovrebbe attraversare il cuore della Brianza, giungono da numerosi dei paesi disseminati lungo percorso: Ceriano Laghetto, Biassono, Sovico, Lissone. L'epicentro della protesta però si registra a Cesano Maderno, 32 mila abitanti, e a Bovisio Masciago, altri 13 mila, dove la Pedegronda viene vista come «un'autentica devastazione» in un territorio già altamente urbanizzato. Qui sono nati due comitati spontanei di cittadini e, nel giro di tre settimane, con presidi allestiti davanti alle chiese e campagne d'informazione svolte direttamente porta a porta, sono state raccolte quasi tremila firme. Una cifra ancora provvisoria, destinata a lievitare rapidamente: le adesioni alla protesta, infatti, saranno registrate durante l'intero mese di giugno. Ed anche oggi, nei due centri, sarà possibile firmare contro la Pedegronda.

«Questa superstrada è un'opera demenziale, inutile, dannosa - taglia corto Alcide Copreni, uno dei responsabili del comitato di Cesano. - Perché mai dovremmo accettare altro asfalto, un'altra strada a ridosso dei centri abitati delle frazioni di Binzago e cascina Gaeta? Perché mai dovremmo sopportare l'inquinamento e il rumore causato dal passaggio di 60 mila veicoli al giorno?». Coro di rivendicazioni analoghe a Bovisio Masciago. Sbotta Giovanni Guercilena, fondatore del locale gruppo anti-Pedegronda: «Il Pim ha progettato un tracciato che si snoda tra condomini e palazzine. Ben vengano il progresso e l'innovazione. Ma come si fa, alle soglie del terzo millennio, a realizzare un'autostrada sotto le finestre della gente!».

Dopo un tratto sotterraneo in corrispondenza del parco delle Groane, la Pedegronda tornerebbe in effetti in superficie o in trincea lungo il tragitto che attualmente segna la linea di confine tra Cesano Maderno e Bovisio Masciago. Un'ipotesi che viene respinta anche dagli amministratori. «Se lo scordino pure. Qui, o si interra tutto o non si sposta nemmeno un mattone» è la secca dichiarazione del sindaco di Bovisio, Gianfranco Ratti. Per Gigi Ponti, primo cittadino di Cesano Maderno, la soluzione alternativa alla Pedegronda consiste invece «nel rafforzamento della rete viabilistica orizzontale, già in parte esistente, e nella riqualificazione della linea ferroviaria Brescia-Novara per il trasporto delle merci».

Come dire: strade e binari sì, superstrade ed autostrade, assolutamente, no.

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