Il sito Internet www.brianzapopolare.it pubblicava l'articolo del Corriere della Sera, estratto dal suo libro "La rabbia e l'orgoglio"

“La rabbia di Oriana Fallaci e l'orgoglio di Romeo Cerri”

A seguito della diffida presentata da Oriana Fallaci e da RCS Editori S.p.A.

Oriana Fallaci contro Romeo Cerri. Binomio decisamente singolare: una delle più note, e di recente di scusse, giornaliste del mondo, cita in giudizio un rappresentante seregnese di Rifondazione Comunista, ma soprattutto responsabile del sito www. brianzapopolare.it.

All’origine della diatriba il contestato articolo, estratto del libro della Fallaci “La rabbia e l’orgoglio”, pubblicato sul “Corriere della sera” i giorni successivi l’attentato alle Torri gemelle di New York, in cui la Fallacci, senza mezzi termini, sparava a zero contro gli islamici.

Cerri, durante una discussione via Internet sul tema, ha pensato bene di pubblicare nel proprio sito, come fa anche con articoli del nostro giornale o altre pubblicazioni della stampa locale, l’intero scritto della Fallaci citando naturalmente la fonte: "Il Corriere della sera”.

Bene, la scrittrice-giornalista non ha apprezzato la scelta e, attraverso il proprio staff, è riuscita ad individuare il sito di Cerri, la pubblicazione e ha imposto a Brianza Popolare di rimuovere in tempi ristretti l’articolo, altrimenti sarebbe scattata la querela e una bella richiesta di rimborso danni: 3 milioni di euro.

«Non avendo nessuna voglia, né possibilità di intraprendere dispute legali, ho provveduto a togliere dal sito l’articolo della signora Fallaci». Commenta, o meglio scrive Cerri all’ufficio legale di Firenze che gli ha inviato la diffida.

«Lei si è fatta viva con tutti i siti che citavano il suo libro - ci spiega Cerri - E’ vero che una legge dice che non si possono prendere pezzi di libri pubblicati, ma in questo caso si tratta di un articolo. Lei “specula” sul libro e poi non vuole lasciare traccia di quello che ha detto. Lei si ritiene libera di dire quello che vuole, ma gli altri non possono fare altrettanto».

Lo dimostra il fatto che non più tardi di qualche settimana fa Cerri ha ricevuto, di punto in bianco, un’assicurata del tribunale di Firenze. «In cui si minaccia me e il provider. O meglio, io ho ricevuto l’invito a togliere l’articolo e poi la Fallaci ha fatto lo stesso con il mio provider che, a sua volta, mi ha minacciato di cancellare Brianza Popolare se non avessi tolto di fretta e furia l’articolo in questione. Insomma, è come se per un servizio giornalistico la tipografia dell’Esagono si rifiutasse di stampare il giornale. Assurdo, ma dopo tutto Oriana Fallaci è miliardaria e io, in caso di sconfitta, non potrei di certo permetter mi di pagare un rimborso di euro a sei zeri».

Così nel sito www.hrianzapopolare.it non troverete traccia de “La rabbia e l’orgoglio”, ma soltanto la faccia della Fallacci, che così si fa anche pubblicità gratuita, e un invito ad aprire una pagina in cui Romeo Cerri risponde all’atto di diffida della scrittrice. Di particolare significato il penultimo passaggio. «Credevo di aver agito correttamente, ma evidentemente così non è nell’opinione della signora Fallaci e della Rcs Editori spa. Naturalmente sono opinioni che rispetto ma che non condivido essendo certo del fatto che negare le informazioni sia sempre una cosa negativa».

Cristina Marzorati
Seregno, 8 luglio 2002
da "L'Esagono"