E' necessario e possibile, in Europa, salvaguardare la memoria storica delle nazioni che la compongono, nel senso precisamente della memoria collettiva dei percorsi che hanno consentito l'affermarsi della democrazia nei vari paesi.
E' necessario e possibile battersi per l'affermazione di una nuova idea dello spazio pubblico e del bene comune delle popolazioni, fondata sul ruolo positivo e dinamico del conflitto sociale quale mezzo per l'affermazione del diritto al lavoro e alla vita.
E' necessario e possibile riaprire nel nostro paese una grande questione salariale, visto l'enorme spostamento della ricchezza verso profitti e rendite e la perdita di valore reale delle retribuzioni e delle pensioni verificatosi negli ultimi anni, agendo su tutti i fattori, incremento della retribuzione diretta nei settori pubblici e privati, aumento delle pensioni, diminuzione della pressione fiscale, riduzione del prezzo e gratuità dei servizi, per innalzare i redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, colmando così un differenziale negativo rispetto agli altri paesi europei
E' necessario e possibile riaprire la grande questione dell'ambiente che finora è stata subordinata alle logiche dell'impresa e del mercato. Le gravi crisi ambientali che si sono verificate con sempre maggiore frequenza devono essere l'occasione per definire un nuovo paradigma ecologista dell'economia e della società, che abbia nell'ambiente il suo riferimento, e quindi per stabilire un nuovo rapporto tra esseri umani e natura che è fondamentale per trasformare la società capitalistica che saccheggia le risorse naturali e impone modelli produttivistici e di consumo talmente insostenibili da mettere in crisi la stessa sopravvivenza della nostra e delle altre specie.
E' necessario e possibile battersi contro il neoliberismo e la privatizzazione contrapponendo ad essi una difesa e una riforma del modello europeo di stato sociale, secondo principi universalistici che si rendono necessari per rispondere positivamente ai nuovi processi sociali innestati dalla frantumazione delle tradizionali figure lavorative e dall'incidenza sempre maggiori dei fenomeni migratori.
E' necessario e possibile conoscere e rispondere positivamente ai nuovi bisogni storicamente maturi e qualitativamente nuovi, di libertà, di lavoro, di salute, di conoscenza, di relazioni con le persone, l'ambiente e la natura che si sono venuti affermando nella coscienza individuale e collettiva in questo cambio di millennio e che sono lasciati del tutto inevasi dalla ristrutturazione capitalistica in corso o che sono incompatibili con essa.