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Programma Politico 2001 del Partito della Rifondazione Comunista
Capitolo 3: le nostre proposte
Parte 1: Per l'aumento delle retribuzioni, per la riduzione d'orario, per i diritti, per una nuova qualità del lavoro e della vita
Difesa e ampliamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Al fatto che la democrazia nel nostro paese non è mai riuscita a varcare i cancelli delle fabbriche e le porte degli uffici, e che, ad esempio gli stessi cittadini che sono chiamati sempre più spesso a elezioni politiche e amministrative non hanno la possibilità, quindi il concreto diritto, di eleggere i propri rappresentanti nei luoghi di lavoro, si è aggiunta la condizione di minorità, o addirittura di assenza di diritti, per quei milioni di lavoratrici e lavoratori che svolgono un lavoro precario. La vittoria che è stata ottenuta contro chi voleva per referendum abrogare una parte fondamentale dello Statuto dei diritti dei lavoratori, deve servire per aprire una nuova stagione nella quale sia possibile estendere la tutela a quei lavoratori che oggi ne sono esclusi.

E' quindi necessario: stabilire per legge, utilizzando anche il lavoro prodotto ma non concluso nella passata legislatura, il diritto per tutte le lavoratrici e i lavoratori di potere democraticamente e liberamente eleggere le proprie rappresentanze sindacali sui luoghi di lavoro e di potere verificare il loro mandato tramite una votazione sulle proposte di intesa sindacali che riguardano la loro condizione.

Estendere le norme attualmente previste dallo Statuto dei diritti dei lavoratori per le imprese maggiori anche in quelle al di sotto dei quindici dipendenti.

Prevedere anche per le imprese minori o sul territorio per più imprese, ma con poteri reali di intervento nelle singole unità produttive, l'istituzione del delegato alla sicurezza, ai fini di tutelare l'ambiente di lavoro e prevenire gli incidenti mortali sul lavoro e le malattie professionali dei quali il nostro paese detiene un triste primato in Europa.

La determinazione di una nuova griglia di diritti valida per tutte le lavoratrici e i lavoratori indipendentemente dalla tipologia del loro contratto di lavoro, dalle dimensioni occupazionali dell'azienda, dalla sua eventuale dipendenza da altre. Ci riferiamo al diritto a una giusta ed equa retribuzione, secondo il principio della garanzia di un minimo di salario di cui sopra; a un compenso orario agganciato ai contratti collettivi nazionali relativi alle mansioni e ai livelli della prestazione; all'esistenza di un trattamento di fine rapporto e a una "giusta causa" per l'interruzione del rapporto, anche nel caso di collaborazioni coordinate e continuative; a una prelazione nel caso di contratti dello stesso tipo; alla conservazione del posto in caso di malattia comprovata e prolungata, con obbligo per il datore di lavoro di stipulare un'assicurazione sanitaria; al rispetto della normativa inerente alla sicurezza sui luoghi di lavoro; al pagamento dei trasporti e del vitto in caso di trasferte; ad avere un contratto scritto; alla fruizione di un assegno di maternità dignitoso, indipendentemente dai contributi versati, e alla conservazione del posto di lavoro per i contratti superiori ai sei mesi; alla detraibilità delle spese dei beni strumentali per le collaborazioni e a una consulenza fiscale gratuita sotto un certo tetto di reddito; a una settimana di permesso retribuito per gli esami universitari o di corsi professionali riconosciuti; alla detrazione fiscale per le spese di formazione e aggiornamento; alla promozione e alla partecipazione di assemblee sindacali, sia aderendo a quelle dei lavoratori stabili, sia promuovendone delle proprie, grazie a un monte ore retribuito; alla possibilità di eleggere una rappresentanza interna che partecipi a pieno titolo alla contrattazione aziendale.

(revisionato il 26 aprile 2001)

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