I LUOGHI DELLA MEMORIA
25 Aprile 2007
• CHI ERANO QUESTI QUATTRO MARTIRI? (parte 1)

Luoghi della memoria. Pag. 3

I luoghi della memoria. Pagina 3

Photo by ANPI - LISSONEinfo

LIBERTÀ E UMANITÀ
FU PER QUESTI MARTIRI
ANELITO DI VITA INSOFFERENZA DI TIRANNIA
ASSASSINATI DA PIOMBO FASCISTA
E DA SEVIZIA NAZISTA
LOR GIOVINEZZA IMMOLATA È MONITO
DI PACE E DI GIUSTIZIA
CITTADINI MEDITATE ED IMPARATE
(frase scritta sulla tomba posta al cimitero urbano)
Chiusi, Erba e Somaschini erano operai dipendenti delle Officine Egidio Brugola, Carlo Parravicini di professione era sarto.

Accusati dell’azione, in Via Milano ora via Matteotti, davanti allo stabilimento dell’Incisa, contro una guardia giurata ed un milite della Guardia Nazionale Repubblicana, in forza al distaccamento cittadino della Legione Muti, che in quel periodo stava terrorizzando diverse famiglie di lissonesi, furono arrestati il 15 Giugno 1944.

Chiusi e Somaschini furono portati alla Villa Reale di Monza dove vennero interrogati e torturati.

Erba e Parravicini subirono le stesse atrocità presso la Casa del Fascio di Lissone (l’attuale Palazzo Terragni).

Mentre gli sventurati erano sottoposti a torture, il loro “sciur padron” della fabbrica in cui lavoravano, Egidio Brugola, forse per un tragico equivoco, venne scambiato per il mandante dell’azione.

Subito dei repubblichini arrivarono nella villa per arrestarlo.

Sotto lo sguardo atterrito della moglie e del figlio Giannantonio, piangente in braccio alla madre, lo strattonano, lo trascinano fuori e lo portano in carcere a Monza.

Sembra ormai che anche il destino di Egidio sia segnato. In paese si diffonde rapidamente la voce del suo arresto.

Il parroco, Don Angelo Gaffuri, tenta inutilmente di intervenire per chiedere la liberazione dell’ imprenditore lissonese, che non è iscritto al partito nazionale fascista. La notizia del suo arresto arriva alla curia di Milano dove il cardinale Ildefonso Schuster si prodiga a perorare la sua liberazione presso il comando tedesco, presso la Milizia fascista e le Brigate Nere. Insperabilmente Egidio Brugola viene graziato, ma viene costretto ad assistere in prima fila all’esecuzione dei due partigiani lissonesi, Pierino Erba e Carlo Parravicini.

Giovanna, sorella di Pierino Erba, nel pomeriggio del 16 giugno 1944, si reca presso il comando tedesco alla Casa del Fascio (l’attuale Palazzo Terragni) dove è trattenuto il fratello. Portata al suo cospetto, si accascia vedendo lo stato in cui lo hanno ridotto.

I nazifascisti la trattengono nella torre della Casa del Fascio da dove assiste all’esecuzione del fratello e di Carlo Parravicini. Venerdì 16 Giugno 1944, nel tardo pomeriggio, sorretti, incapaci di reggersi per le torture subite, furono sospinti verso il centro della piazza vicino alla fontana dove vennero fucilati al petto tra lo sgomento della popolazione. (...)

Fotografie (in senso orario):
La lapide commemorativa originaria, nel 2005, iniziati i lavori di riqualificazione di Piazza Libertà, è stata ricollocata al cimitero urbano; il sindaco Camnasio che inaugura in piazza Libertà la lapide in memoria dei partigiani fucilati; i funerali dei quattro partigiani lissonesi nella chiesa di San Carlo.
ANPI - Lissone (Sezione “Emilio Diligenti”)
Lissone, 25 aprile 2007
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