Spettabile European Investment Bank EIB
98-100, boulevard Konrad Adenauer L-2950 Luxembourg
Att.ne
COMITATO DIRETTIVO
Werner HOYER Presidente, Ambroise FAYOLLE Vicepresidente, Lilyana PAVLOVA Vicepresidente,COMITATO DI REVISIONE
Audrius LINARTAS Presidente, Pierre KRIER, Nuno GRACIAS FERNANDES,UFFICIO RECLAMI
UFFICIO STAMPA
Oggetto: Finanziamento di EIB per il completamento della PEDEMONTANA LOMBARDA AUTOSTRADA A PEDAGGIO
Numero del Progetto: 20160045
Gentili
ci rivolgiamo a voi in quanto organismo che ha deciso, approvando la finanziabilità del progetto, di garantire alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) le risorse finanziarie per il completamento dell’infrastruttura autostradale.
Abbiamo letto con attenzione il documento pubblico del 22 luglio 2021 denominato “Environmental and Social Data Sheet ” con cui illustrate sommariamente le motivazioni della vostra scelta e le condizioni che ponete agli Enti preposti per concedere il vostro sostegno.
Siamo Associazioni, Gruppi Ambientalisti, Comitati locali e Liste Civiche della Brianza, Provincia della Lombardia, che da anni sono impegnati per rendere possibile una migliore qualità della vita e di conseguenza ci troviamo a contrastare la scelta di realizzare un’autostrada su questo territorio.
Alcune delle prescrizioni e raccomandazioni prese in considerazione dal CIPE – da voi citate nel documento – sono esito di nostre osservazioni allo stesso CIPE, dopo un lavoro minuzioso e capillare fatto proprio da una conoscenza attenta del territorio.
Dal territorio è partita nel 2010 anche una grande mobilitazione a difesa di un’area bonificata dalla diossina TCDD del disastro ICMESA del 1976, ri-naturalizzata e divenuta il Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce.
Un luogo su cui, il progetto definitivo 2009 della tratta B2 di Autostrada Pedemontana prevedeva uno sbancamento pari a 12 ettari, compromettendolo pesantemente.
Nel 2012 le Istituzioni regionali accolsero parzialmente la contrarietà all’invasività dell’autostrada sul Bosco delle Querce e, modificando il progetto del tracciato, ridusse a 2 ettari la porzione interessata allo sbancamento. Ciò, tuttavia non risolve comunque il problema dell’attraversamento autostradale delle aree limitrofe, i cui suoli sono risultati ancora contaminate dalla Diossina TCDD e dove permane il rischio di movimentazione del terreno.
Proprio perché da tempo seguiamo con attenzione il progetto di realizzazione dell’Autostrada Pedemontana Lombarda facendo costantemente informazione e sensibilizzazione, evidenziandone la sua dubbia utilità, le sue criticità, il suo impatto pesantissimo per il territorio e l’ambiente che attraverserebbe, ci permettiamo di illustrarvi gli effetti che l’autostrada ha prodotto nella parte già realizzata nonché una specifica, reale e puntuale fotografia delle criticità che rendono insostenibile per territorio e ambiente le tratte da completare che hanno ottenuto il vostro sostegno finanziario.
Il finanziamento, da voi approvato, è per il completamento di un’infrastruttura di cui le tratte A, B1 e le tangenziali di Como e Varese sono già state realizzate e in esercizio dal 2015 con l’esborso di 1,2 MLD di finanziamento pubblico diretto da parte dello Stato italiano.
Su questa parte del sistema viabilistico, le percorrenze sono ben lontane da quelle inizialmente preventivate per giustificarne la necessità. Siamo infatti attorno ai 23.000 veicoli giorno (dato PreCovid) invece dei 60.000 ipotizzati.
La concretizzazione di questa porzione di autostrada e della viabilità ad essa connessa ha comportato un bilancio disastroso per l’ambiente e la biodiversità con la distruzione del secolare Bosco della Moronera a Lomazzo, il dimezzamento del Bosco della Battù a Lazzate oltre a terreni agricoli lungo tutta la tratta distrutti o frazionati.
Delle previste compensazioni ambientali, alcune non sono ancora state realizzate, altre sono state ridotte o snaturate rispetto al progetto originale trasformandosi in meri rifacimenti urbanistici.
Serve ricordare che questa infrastruttura per quanto riguarda le tratte B2 e C, ricadrà nella Provincia di Monza e della Brianza (MB) che risulta essere la Provincia italiana con il più alto indice di Consumo di Suolo pari al 40,6% (dato ISPRA 2021 sul 2020). L’autostrada, pensata molti anni fa, non teneva conto di questo rilevante aspetto e oggi produrrebbe un ulteriore aumento del suolo consumato.
La costruzione delle due successive tratte, la B2 e la C (la D è stata temporaneamente stralciata) insisterebbe per la B2, su un territorio fortemente urbanizzato e con la presenza di aree ancora inquinate dalla Diossina TCDD del disastro Icmesa del 1976 nei Comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago.
Come è anche a voi noto, il piano di caratterizzazione dei suoli ha rilevato una contaminazione residua diffusa ancora presente nei suoli che saranno attraversati dall’autostrada Pedemontana Lombarda.
Ne deriva un rischio per la popolazione quando, per la costruzione dell’autostrada si movimenterà il terreno contaminato. Il Piano Operativo di Bonifica elaborato da APL e approvato da Regione Lombardia nel 2019, con i gruppi locali che lo hanno attentamente analizzato in tutte le sue fasi di stesura, suggerendo anche migliorie, purtroppo non recepite, appare a nostro avviso, insufficiente e al risparmio e senza solide garanzie di sicurezza.
Nel vostro documento evidenziate che “Il Progetto non attraversa o ha impatti negativi su nessuno dei luoghi di Natura 2000 o sulle aree protette” riferendovi in dettaglio però ai soli Siti di Interesse Comunitario (SIC) presenti lungo il percorso. E’ limitante prendere in considerazione i soli SIC e non è congruente affermare che non vi sia attraversamento del PARCO REGIONALE VALLE LAMBRO poiché il territorio del Parco in oggetto è interessato dal tracciato della Tratta C, in attraversamento del Fiume Lambro tra i Comuni di Biassono e Lesmo e da opere connesse anche con interventi sulla viabilità locale.
Inoltre, su entrambe le tratte B2 e C, la Pedemontana occuperebbe e distruggerebbe superfici verdi e boscate, anche di pregio e coperte da tutele all’interno di Parchi. L’evidenza è mostrata anche dagli stessi elaborati prodotti dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda nel documento “Analisi Paesaggistico Ambientale” dell’aggiornamento 2018/2019 del Progetto Definitivo. Dalla conoscenza del progetto e del nostro territorio, abbiamo tratto direttamente, sintetizzandoli, i luoghi e gli impatti conseguenti alla realizzazione.
Va poi evidenziato che l’autostrada interferisce con la Rete Ecologica Regionale (RER) cioè con il sistema funzionale alla distribuzione geografica e allo scambio genetico di specie animali e vegetali per la loro conservazione e per il collegamento eco relazionale tra le diverse aree protette e i Siti Natura 2000 presenti in Regione Lombardia.
Nel dettaglio, il tracciato della tratta B2 interferisce con gli ambiti riconosciuti di Primo Livello della RER nelle porzioni di collegamento del Parco delle Groane ampliato alla Brughiera.
Per la Tratta C, la porzione occidentale della RER, da Cesano Maderno allo svincolo di Desio, è al centro di un Corridoio Primario mentre la porzione orientale interferisce con un altro Corridoio Primario che va da Lesmo a Vimercate.
In tutti questi casi, l’autostrada spezza la continuità della RER.
L’autostrada costituirà un disastro evidente per l’ambiente e gli ecosistemi e la biodiversità che nessuno può negare e che non si può ignorare se si considera altresì che non produrrà soluzioni reali ai problemi viabilistici per i quali è stata pensata ormai decenni fa.
Ai più, dopo aver preso atto che sulla tratta A e B1 le percorrenze risultano lontanissime dai numeri inizialmente ipotizzati per giustificare la sostenibilità economica dell’infrastruttura, non potrà sfuggire che invece l’attuale superstrada SS35 Milano-Meda-Lentate Sul Seveso che verrà riqualificata in autostrada è praticamente satura con 80.000 e più veicoli che giornalmente ne usufruiscono. Sicuramente chi ha pianificato quest'intervento mirava ad intercettare ai soli fini dei ricavi questo traffico.
Si tratta però di transiti con percorrenze brevi, con spostamenti locali e non certo un traffico sostenuto di lunga percorrenza est-ovest da Malpensa a Orio al Serio, punti estremi dell’originale progetto autostradale. Studi e proiezioni tecniche (in particolare quello elaborato dall’ingegnere Debernardi e dalla società Meta del novembre 2015) evidenziano che il pedaggiamento di una arteria frequentata prevalentemente per circolazione veicolare di breve e media percorrenza comporterà il travaso di questo movimento di auto sul sistema viario locale, con la conseguenza che alcune strade di collegamento intercomunale subiranno incrementi di traffico notevoli e insostenibili, con correlato aumento dell’inquinamento atmosferico.
Esattamente il contrario di quanto viene affermato per giustificare l’avanzamento dell’opera.
I rischi legati alle zone ancora con presenza di diossina TCDD nei suoli, gli ambienti naturali di importanza e qualità non inferiore ai SIC che verrebbero distrutti, l’ulteriore consumo di suolo, l’incremento di traffico sulla viabilità locale, l’aumento di inquinamento atmosferico dovuto all’apporto di nuovi veicoli, il costo elevato di questa infrastruttura, l’assenza di una valutazione pubblica del rapporto costi/benefici, sono evidenze per la quale questa autostrada non può essere definita e considerata “Parzialmente green” nè tantomeno rientrare nel campo della “finanza verde” riservata ad interventi ecologicamente e ambientalmente sostenibili. La tanto declamata transizione ecologica non può comprendere questo progetto.
Sulla base di questo, pensiamo sia necessario rivedere la vostra decisione di finanziabilità del progetto alla società promotrice dell’Autostrada Pedemontana Lombarda.
Vi saremmo grati di un vostro riscontro alla presente.
Le Associazioni, i gruppi ambientalisti, le liste civiche: