Elezioni amministrative: lavoriamo per l’alternativa al neoliberismo e alla guerra, documento approvato dalla Direzione nazionale di Rifondazione Comunista del 21 aprile 2022.

La tornata di giugno delle elezioni amministrative di giugno 2022 si svolgerà in un contesto fortemente segnato dalla guerra e dalle decisioni assunte dal governo e dal parlamento.

Anche in questo passaggio drammatico si è assistito al determinarsi di una sostanziale unità d’intenti tra i partiti che sostengono il governo Draghi e la stessa opposizione di destra di Fratelli d’Italia sulla scelta della co-belligeranza, dell’invio di armi e dello spropositato aumento delle spese militari.

Il PD ha assunto le posizioni più organicamente guerrafondaie, di esaltazione della NATO e subalterne agli USA.

L’invio delle armi e l’aumento della spesa militare da 25 a 38 miliardi annui contrastano con il ripudio della guerra sancito dalla nostra Costituzione e preparano ulteriori scenari di conflitto globale.

Il governo Draghi contemporaneamente nel DEF prevede l’ulteriore taglio delle spese per la sanità e la scuola, ignora l’emergenza abitativa, non rilancia il ruolo del pubblico.

Il ddl concorrenza – con la privatizzazione dei servizi pubblici – conferma la natura neoliberista di un governo antipopolare che non ha assunto alcuna iniziativa seria per bloccare gli aumenti delle bollette, dei carburanti e il carovita determinati dalle decisioni nazionali e europee di liberalizzare e privatizzare rinunciando persino a un ruolo di regolazione degli stati contro la speculazione dei nostri oligarchi.

Nonostante gli sforamenti di bilancio e le risorse del PNRR il governo e i partiti che lo sostengono, con la complicità dell’opposizione di destra, non hanno minimamente messo in discussione l’impianto programmatico neoliberista che ha segnato gli ultimi decenni caratterizzato dalla precarizzazione del lavoro, dalle privatizzazioni, dai bassi salari.

Anche in campo ambientale, nonostante l’emergenza climatica, si assiste alla mancanza di scelte conseguenti per la transizione ecologica e persino a forti arretramenti.

Sempre più emerge la necessità di costruire una proposta politica che abbia la forza di rendere visibile un’alternativa di sinistra, di classe, pacifista, ecologista e femminista. Persino la questione morale, la lotta alla corruzione, il contrasto alle mafie sono usciti dall’agenda politica.

La nostra linea di alternativa ha incontrato enormi difficoltà negli ultimi anni anche sul terreno delle elezioni amministrative per il prevalere della logica del “voto utile” e, soprattutto, per il richiamo all’unità contro le destre.

Non condividiamo la scelta di una sinistra subalterna, egemonizzata dal Partito Democratico, alleato con un M5S ormai sempre più omologato.

C’è da domandare ai partiti e alle aree di sinistra e ecologiste che hanno proposto e percorso la strada del “condizionamento” del PD quali risultati siano stati ottenuti e se non sia sempre più evidente un loro ruolo ornamentale che non modifica nessun orientamento di fondo a livello nazionale e quasi sempre anche a livello locale.

Bisogna opporsi alla continua e ripetuta strumentalizzazione dell’antifascismo per legittimare il cosiddetto voto utile che, tra l’altro, è anche tecnicamente ingiustificata in elezioni a doppio turno come quelle dei comuni sopra ai 15.000 abitanti. Lo svuotamento della democrazia costituzionale caratterizza il bipolarismo con responsabilità enormi del PD. Enrico Letta ad Atreju ha stretto un patto con Giorgia Meloni per il mantenimento di un sistema elettorale maggioritario. Persino le tematiche inerenti l’immigrazione, il diritto d’asilo, la libertà di circolazione, vedono una orribile continuità, anche se con differenti toni nel discorso pubblico, come dimostra la scelta ormai acclarata di rinnovare gli accordi con la Libia

Proprio il malessere sociale e la disaffezione dalla politica che crescono nel paese, testimoniati dalle percentuali dell’astensione, richiedono che non si rinunci alla prefigurazione di un’alternativa di società, di una proposta politico-programmatica chiaramente distinta da quella del “centrosinistra” e della destra.

La presentazione autonoma alle elezioni amministrati di candidature e liste di alternativa va collocata nella prospettiva più ampia del nostro progetto politico.

La direzione nazionale conferma per le prossime elezioni amministrative la linea unanimemente approvata all’ultimo congresso e dal Comitato Politico Nazionale.

Soprattutto nelle città capoluogo è fondamentale costruire liste/coalizioni di alternativa, evitando la scelta subalterna dell’internità alle coalizioni di centrosinistra.

La presentazione di candidati e liste nelle coalizioni di centrosinistra, soprattutto nel caso di città capoluogo di provincia e di regione, è una scelta in aperto contrasto con la linea democraticamente assunta dal partito a livello nazionale e di conseguenza non rappresenta il partito. La Direzione nazionale invita i territori e le federazioni che avessero avviato percorsi in tal senso a rivedere le posizioni assunte, considerando quanto queste decisioni compromettano la credibilità della proposta politica del partito definita unanimemente all’ultimo congresso.

Bisogna utilizzare lo spazio delle elezioni amministrative, per costruire convergenze con settori di cittadinanza, associazionismo, movimenti, sindacalismo e altre formazioni della sinistra radicale sulla linea di alternatività che abbiamo definito da lungo tempo.

Le difficoltà del nostro partito e della sinistra radicale non implicano che si debba rinunciare a costruire le condizioni per partecipare alla competizione elettorale. Bisogna lavorare, come partito, per contribuire a processi che pongano anche a dimensione civica le basi per costruire aggregazioni di alternativa capaci di diventare punto di riferimento per settori sociali larghi.

In molte realtà comunali le coalizioni/liste di sinistra, civiche ed ambientaliste, che abbiamo promosso costruendo dal basso programmi legati alle lotte e alle pratiche di comitati e di movimento, sono riuscite a ottenere risultati positivi.

E’ doveroso fare tutto il possibile per essere presenti in tutte le realtà che vanno al voto. Anche se non si conquistano eletti la campagna elettorale va vista come passaggio politico verso la successiva azione vertenziale, mutualistica e propositiva da sviluppare sul territorio, occasione per dare visibilità alle nostre posizioni e proposte locali e nazionali.

La Direzione Nazionale impegna e invita tutte le federazioni al massimo sforzo per la presentazione di liste/coalizioni di alternativa nelle città con un programma antiliberista, ecologista, femminista, antifascista e antirazzista, per la difesa dei beni comuni e dei diritti, l’estensione del welfare, la ripubblicizzazione dei servizi pubblici, la democrazia e la partecipazione.

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