NOBEL PER LA PACE AI BAMBINI DI GAZA

Non ci prendiamo in giro, una medaglia non ridà la gamba a chi l’ha persa. Una dedica non riporta in vita un fratello strappato da sotto il cemento. Un premio non spegne la paura che ogni notte fa tremare le ossa a questi bambini.

I simboli non salvano le vite. Lo sappiamo tutti.

Ma restare in silenzio è complicità. Questa Nobel sarebbe un urlo stampato in faccia a chi fa finta di niente. È il nostro modo, rozzo e disperato, di rompere il muro di vetro e dire a ogni singolo bambino che si sveglia tra la polvere NOI VI VEDIAMO.

I governi calcolano, l’ufficialità tace, ma la gente no. La gente soffre con voi, urla per voi, si vergogna per quello che vi sta succedendo. A voi che state insegnando al pianeta cosa significa rimanere umani in mezzo all’inferno il nostro riconoscimento non vi salverà, ma sappiate che la nostra voce non si spegnerà mai.

Per questo motivo rilancio l’iniziativa Avvenire

petizione.gaza@avvenire.it (“Il Robespierre”)

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